Cominciamo questo nuovo inter rail condividendo il primo scompartimento del primo treno con due greci: Georges e Fotis.

 

Questo viaggio sarà diverso dal precedente per la gente che incontreremo lungo il nostro percorso, per i posti che andremo a visitare ecc.

 

"La mia casa ambulante avrà ancora due gambe e i miei sogni non avranno frontiere."
- Ernesto Che Guevara -

 

 

 

26 Luglio Brindisi (ITALIA)

Dopo tanto peregrinare giungiamo in questa Woodstock del 2000, è bellissimo qui, ci sono back packers da tutto il mondo: canadesi, inglesi, giapponesi, americani, europei e addirittura dei vietnamiti.

Riusciamo ad imbarcarci, non senza problemi, sul traghetto "Media" battente bandiera cipriota; stanotte dormiremo sul ponte all'aperto, tutti ammassati.

[Luca]: "Inter rail: che nome! Le nostre natiche stanche ora sono a riposo in un posto a pagamento (che noi non abbiamo pagato), speriamo che non ci caccino via da qui perchè fuori fa un freddo cane"...

"Dovunque tu vada, vacci con il tuo cuore."
- Confucio -

 

27 Luglio Zacinto (GRECIA)

Zante per i greci, Zacinto per noi italiani, luogo di nascita di Ugo Foscolo... noi girovaghiamo in lungo e largo su questo traghetto a conoscere i vari passeggeri.

Dopo un giro per le strade di Patrasso ci rimettiamo in viaggio, stavolta diretti verso la capitale: Atene.

Il paesaggio che ammiriamo lungo la strada è molto scarno: ogni tanto si vede qualche raffineria di petrolio, non esistono le barriere che dividono la strada dai binari, le stazioni sono microscopiche e spesso passiamo tra le case....

Ora ci siamo accampati nella stazione di Atene in compagnia di Paavo, un simpatico sedicenne finlandese anche lui in giro per l'Europa come noi.

In questo momento sono seduto su una panca con tre turchi di Istanbul a chiacchierare; il Roscio, Takx e Paavo sdraiati a riposare sui loro materassini.

[Luca]: "Qualche mese fa io e mio fratello cercammo di dormire nella stazione ferroviaria di Roma: niente da fare. Avemmo troppa paura. Ora eccomi qui a dormire nella stazione d'Atene. Che bella la vita, la sto riscoprendo partendo dal basso.

Viaggiare in questo modo è scomodo per il corpo ma lieve per l'anima che respira a bocca piena e si riempie ogni secondo... Spesso, nel treno, penso al futuro... Che casino! Su questa panchina mi viene solo da pensare a che matto sono e come riesco a fare cose così strane ma belle.

Takx dorme placidamente, Mark mi dice di stare tranquillo ma io osservo uno zotico che, sporco, scalzo,con la barba incolta si aggira con un coltello in mano...

I treni ci portano lontano e ci scaricano ogni volta... Siamo solo di passaggio, però ora posso dire di non appartenere a nessun posto... Solo al mondo... Come si fa a dire con sicurezza di vivere nel posto giusto? Il posto migliore te lo crei in testa, io viaggio perchè voglio essere sicuro che non esiste il posto che ho in testa io così da accontentarmi di quello che otterrò.

Chiacchieravo con un ragazzo turco. Spesso mi domando come mai la Turchia mi affascina così tanto. Gli stereotipi mi hanno rotto. Dopodomani al massimo, la vedrò con i miei occhi. I turchi non sono neri, non vestono come i nord africani e hanno occhi bellissimi. La Turchia sarà una sorpresa, me lo sento"!

[Tamer Erkan da Istanbul, Turchia]: "La gente va e viene nella tua vita e tu non sei più lo stesso. Dopo un lungo viaggio dall'Italia eccoci ad Atene. Stiamo trascorrendo la notte in stazione aspettando il prossimo treno che ci condurrà ad Istanbul. Qualunque cosa accade noi siamo sempre felici".

[Paavo Ojala da Helsinki, Finlandia]: "Mentre ero seduto nel treno per Atene da Patrasso e il mio sedere sudava su questi sedili di falsa pelle genuina di animale, ho conosciuto questi tre italiani.

E' bello incontrare amici in questo grande, pericoloso e strano mondo. In Grecia, dove nessuno parla finlandese, abbiamo trascorso la notte in tranquillità e fratellanza, tranne Mark che è stato tutto il tempo in giro a chiacchierare con tutti. Ne vorrei approfittare per ringraziarvi tutti per la solidarietà dimostrata: ad un completo estraneo".

28 Luglio Atene (GRECIA)

Più andiamo avanti e più riceviamo cattive notizie sul nostro futuro, tipo: tanti visti da pagare, cambi molto svantaggiosi ecc.

Atene mi ha ricordato tanto Napoli. Confusione dappertutto, sporcizia nelle strade, traffico disordinato e addirittura la piazza principale: "Olimpia Square" somigliava tanto a Piazza Garibaldi.

Decidiamo di ripartire. Arriva il treno che ci porterà fino al confine con la Turchia e per una serie di incomprensioni perdiamo i tre amici turchi per strada! Sarà un lungo e difficile viaggio soprattutto per la gente molto poco raccomandabile che incontreremo, i tanti zingari senza scrupoli ma dovremo abituarci. Non so se siamo troppo avventurosi, troppo ingenui o troppo stupidi. Tra un mesetto lo sapremo!

"Il vero viaggio dello scoprire non consiste nel vedere paesaggi nuovi ma nell'avere nuovi occhi."

- Marcel Proust -

 

29 Luglio Pythion (GRECIA)

Confine tra Grecia e Turchia. Siamo in nove qui. Una ragazza australiana in giro per l'Europa da maggio, un americano della Florida, il bigliettaio, il barista, due vecchietti e noi tre. Accanto a me c'è un monumento dedicato ai caduti francesi morti sul confine bulgaro - turco. C'è una pace irreale rotta ogni tanto dai versi dei piccioni che son grandi come aquile e dallo scroscio del rubinetto del bagno dove il Rossho è al lavoro per lavarsi un pò!

Pensavo a questo viaggio come una sorta di telenovela in cui ognuno recitava la sua breve parte e, improvvisamente, così com'era entrato in scena, nello stesso modo se ne andava.

Cresciamo, maturiamo e manco ce ne accorgiamo. Scrivo queste cose mentre son sdraiato a torso nudo sul mio zaino in mezzo ad una stradina dimenticata dal mondo....

[Luca]: "Finalmente ci voleva: un pò di niente. Ma questo niente è proprio tutto. Viviamo 24 ore su 24, alcune volte anche di più; sembra un diario di vecchi filosofi ma non lo è, è solo il diario di tre ragazzi in crescita che qui rivelano tutte le sensazioni che questi posti ci lasciano.

Dovrebbero farci un film su questo posto, ma non uno all'americana, un film all'italiana, tipo: "Nuovo cinema paradiso" perchè qui è proprio come l'Italia di trenta, quaranta anni fa.

Ho fame ma mi cibo di altro, ho sete ma bevo tutt'altro, niente coca cola, niente acqua con le bolle, solo acqua e vita... Ero venuto a divertirmi e mi trovo nel bel mezzo di una riflessione esistenziale.

I ragazzi hanno fatto amicizia con una tipa del luogo, Mark dice che è pazza... Ci ha regalato del sapone per lavarci e per i vestiti, mi sa che piacciamo alla gente, anche prima il panettiere non ha voluto le nostre lire italiane per due filoni di pane che ci ha offerto sorridendo. Anche le vespe ci trattano bene, ci hanno accolto nel loro mondo".

[Susan Ryland da Victoria, Australia]: "Il sole sorge, alto oltre l'orizzonte senza lasciare nulla nell'ombra della fredda aria della notte. Tutti insieme siamo seduti, in questa stazione ferroviaria, aspettando il treno, siamo a Pythion, nel mezzo del nulla, beh veramente, un chilometro dal confine con la Turchia, non proprio il nulla, solo un lungo tragitto lontani da qualunque cosa familiare a ciascuno di noi.

Il treno sta arrivando, dovremmo essere eccitati, ma vuol dire stare sette ore in una scatola calda.

Molto negativo, ma non del tutto, perchè significa anche l'inizio di una nuova avventura e l'affronteremo, è proprio l'avventura che unisce noi viaggiatori, spingendo ognuno di noi in posti sconosciuti.. Buon viaggio".

 

Abbiamo appena superato il confine turco. La musica è subito cambiata! A noi turisti (due malesi, due olandesi, un giapponese, un canadese, un americano, due cechi, un'australiana e quattro greci), ci hanno fatto disporre su un unico vagone per dividerci dai turchi. Arrivati alla dogana ci hanno fatto scendere per pagare il visto d'ingresso. Si pagava una cifra diversa in base alla provenienza.

[Takx]: "Il primo contatto con la Turchia mi spaventa: un controllore che mi zittisce quando provo a spiegargli una cosa, un vagone dedicato solo a noi quando tutto il resto del treno è strapieno di turchi ammassati come sardine. Poi ho visto troppe antenne paraboliche per un paese considerato povero e per la prima volta in vita mia: sterminati campi di girasole. Mi hanno fatto venire in mente "I girasoli di Van Gogh", forse perchè anche io, qui, in questo momento, non ho un punto di riferimento, come i fiori del quadro.

Ed ora una dissertazione sulla borsa del viaggiatore:

1) La borsa del viaggiatore sembra sempre pesante

2) La borsa del viaggiatore non la devi perdere sennò è come se il viaggio fosse finito

3) La borsa del viaggiatore è ricoperta dei badges dei posti in cui il viaggiatore è stato

4) La borsa del viaggiatore la puoi mettere dove vuoi ma sembrerà sempre pulita

5) La borsa del viaggiatore è bella perchè è del viaggiatore.

[Ragazzo americano che stava con Susan]: C'è una sola regola da non infrangere per i viaggiatori: "Non derubare altri viaggiatori". Parole sante, ho pensato, poi ha aggiunto: "...e ieri mio fratello l'ha infranta!"

 

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