[Luca]: "Al timone questa volta: Brawler, Luca, e la new entry: Gabriele.

E' sempre un'emozione scrivere sul diario di bordo.

Un anno intero a studiare e pensavo a quando sarei stato "lontano", libero veramente... cellulare spento, testa "spenta" e voglia di non pensare a niente che è vita ordinaria.

Le mie paure, i miei racconti, i miei silenzi passeranno per queste pagine, spero di essere all'altezza di scrivere perchè ci vuole grande coraggio per rovinare il bianco perfetto di una pagina"...

"Non viaggio mai senza il mio diario.
Uno deve sempre avere qualcosa di sensazionale
da leggere sul treno."
- Oscar Wilde -

 

12 agosto Caserta (ITALIA)

E sta per iniziare il mio quarto inter rail... quanto tempo è passato dal quel lontano luglio 1999 o insieme a Takx... due sbarbatelli inesperti e incoscienti ma con tanta voglia di fare, partirono per una grande avventura!

Cinque anni dopo mi sento più saggio e lo noto quando do i primi consigli e dritte al nostro chef: Gabriele (studente alla scuola alberghiera!).

[Gabriele]: "Ecco il cuoco di bordo. Una cosa che odio è prendere il treno di notte ma per questa volta farò un'eccezione, mi aspetteranno giornate molto dure ma cercherò di essere sempre ottimista".

13 agosto Venezia (ITALIA)

Per la prima volta cominciamo con una tappa italiana: la romanticissima Venezia.

Che bello gironzolare per i vicoletti stretti e cupi assaporando un'aria e un'atmosfera antica, ascoltando il rumore dei flutti d'acqua dei mille canali veneziani...

Non potevano mancare i polli, cioè i "piccioni-sauro" che mangiano il granturco che i turisti propinano loro dalla mattina alla sera e son così grassi che a stento riescono a volare e addirittura si prendono il lusso di snobbare le nostre molliche di pane...

 

[Luca]: "La poesia è ovunque e nemmeno la cacca dei colombi o i milioni di turisti riescono a scalfire la sua infinita inquietudine"...

 

Gabriele mi fa ridere quando lo lascio solo con gli zaini e gli ricordo di essere vigile; lui se n'esce con: "Guarda che i napoletani, qui, siamo noi!"

 

[Luca]: "Ho rivisto la cara Vale (detta Yaya) e insieme abbiamo visitato la "Biennale di Venezia", una mostra di quadri e non solo d'avanguardia... quell'arte moderna tutta strana di cui non capisci niente e che ti fa pensare: "Questo lo facevo anche io"!

 

[Valeria Rizzotti]: "E' stranissimo stare ad ascoltare i rumori in questa piazzetta, qui vicino c'è una via turistica trafficata e qua il silenzio totale... senti la signora anziana che fatica a salire le scale di legno, le voci nella casa, le discussioni casalinghe, la televisione, il pianoforte che suona, Luca che russa appoggiato ad una porta... i passerotti che cinguettano"...

 

Siamo in attesa del treno che ci porterà a Belgrado...

C'è molta preoccupazione perchè questa città non è la più tranquilla al mondo...

 

14 agosto Belgrado (SERBIA)

Tutto nacque in un tranquillo pomeriggio estivo a Caserta quando per caso, in un'agenzia viaggi, ascolto un ragazzo che prenotava un volo per Belgrado... Ma non c'è la guerra lì? Mi incuriosisco come sempre e... dopo aver attraversato quattro frontiere in una notte: eccoci qui!

Alloggiamo al Zeleznicki Hotel, (un albergo per ferrovieri), naturalmente all'interno della stazione ferroviaria!

La prima immagine che ci mostra la città, dilaniata fino a qualche anno fa dai bombardamenti della guerra dei Balcani, è quella di un mix di grandi palazzoni grigi e tipici del comunismo e veri e propri quartieri di rom, tipo favelas brasiliane... La Serbia è l'unica nazione che riconosce gli zingari come propri abitanti...

Girovagando conosciamo una coppia di australiani molto simpatici: Bret e Liz e un 62enne serbo: Slobodan.

[Luca]: "Quel tipo per me era fresco, capiva di musica e di cinema. Diceva di aver conosciuto Fellini, la moglie e un certo Franco Fabrizi... Mentre eravamo tutti seduti in bar in centro s'è assentato per andare un attimo a casa ad ascoltare il mio CD! Non è più tornato".

Beograd è ancora troppo sconosciuta per parlarne, l'abbiamo solo annusata e mi sembra parecchio "Est Europa".

Nella piazza centrale conosciamo un gruppetto di ragazzi del posto e organizziamo una partita di calcio per domani!

16 agosto Belgrado (SERBIA)

[Luca]: "Altro che bombe... questa città sembra molto tranquilla"...

Tutto procede sempre meglio, tanto che abbiamo cambiato il biglietto di partenza per la quarta volta! Ma stavolta deve essere definitiva perchè "the show must go on".

Ogni mattina, quando consegniamo le chiavi della stanza per uscire, ci preparano il conto... "No thanks, we stay one more night!" la nostra risposta!

La partita coi serbi è entusiasmante! Perdevamo 3-0. La nostra formazione: Gabry tra i pali, il Roscio in difesa, lo straniero Bret centrocampista ed io in attacco. Il nostro asso australiano pareggia i conti e al termine del primo tempo siamo in vantaggio di un goal. Al secondo non c'è stato gioco: 9-5 per noi (Marcatori: 5 goals io, 1 Roscio e 3 Bret). I poveri ragazzi serbi erano così tristi, ci tenevano a fare bella figura con noi italiani tant'è che ci hanno sfidati a basket domani...

In serata conosciamo le simpatiche Joana, Danijela e Ana. Proprio quest'ultima a fine serata decide di presentarci la sua migliore amica... Così all'una e trenta del mattino prendiamo un autobus che ci porta in un luogo dimenticato da Dio...

Da lì camminiamo per circa 45 minuti tra strade buie, senza luce, sentieri sporchi, viali solitari che penetravano dritti in veri e propri boschi, parchi isolati e illuminati solo dalla speciale luce della luna...

Vorrei poter trasmettere attraverso queste pagine almeno un millesimo di ciò che ho provato io in quei momenti, sentimenti così contrastanti tra loro: timore perchè mi sembrava di rivivere le stesse scene del film horror "Blair Witch Project" percorrendo le stradine in quei parchi oscuri e pace dei sensi discorrendo con Ana e la sua amica: un enorme albero secolare, tipo baobab, fiabesco!

 

17 agosto Belgrado (SERBIA)

[Luca]: "Sono le nove del mattino... un'altra dura giornata è cominciata e speriamo che non finisca mai perchè domani a quest'ora staremo su un treno diretto a Budapest".

Ci troviamo in qualche sperduta zona di Belgrado a casa di un'amica di Ana... Chi l'avrebbe mai detto: venire in un posto considerato tanto pericoloso e ostile e poi ritrovarsi così a proprio agio... a casa di gente del posto, conosciuta per caso, gente cordiale, vera, lontana da noi, in tutti i sensi... a volte mi vergogno di possedere ciò che ho... noi non apprezziamo più nulla... per loro, avere fatto un viaggio a Budapest qualche settimana fa è stata una cosa meravigliosa, noi non apprezziamo più nulla!

[Luca]: "A casa dell'amica, Ana ci ha presentato il suo mondo... povero, dolce e intenso... Le persone erano estremamente colte e attente agli aspetti più problematici della vita.. cosa assai rara.

Belgrado mi ha ricordato tanto il rapporto che ci può essere tra esseri umani... Uno stato, un'unica gente... eppure sono in lotta tra di loro da troppo tempo.... Perchè? Per un territorio, per una chiesa, per un passato...

Il calore delle persone è la magia di Belgrado... Noi siamo i loro sogni e loro sono i nostri peccati; questi ragazzi hanno una verità negli occhi più profonda dei pozzi dove si buttano le monetine. Io ammiro loro, loro ammirano me"...

18 agosto Belgrado (SERBIA)

[Luca]: "E' finita una bellissima parte del nostro viaggio... Belgrado ha superato tutte le aspettative... Non ho molto da dire se non che l'amarezza che sento oggi è il regalo più grande che una città potesse darmi... E' la placenta che circonda il mistero di ogni nascita...

In silenzio andiamo a Budapest... Da lì saremo di nuovo in discussione con noi stessi e con una cultura che prima temi, poi ami... Avanti la prossima emozione... Siamo qui per questo!"

 

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