Sto per andare in Tunisia e precisamente nella famosa e di "socialista" memoria: "Hammamet", dove Bettino Craxi trascorse gli ultimi anni della sua vita in "esilio volontario".

 

 

"La differenza tra un viaggiatore e un turista è che un turista fin dal primo giorno di viaggio sente nostalgia di casa."
- Bernardo Bertolucci - (Il tè nel deserto)

 

 

29 dicembre Hammamet (TUNISIA)

Finalmente atterriamo in Tunisia... ma per arrivarci... Volo diretto Roma - Monastir ma dopo un'ora e 40 atterriamo a sorpresa nell'isola di Djerba! Mah! Dopo un pò ripartiamo per la nostra meta.

Un bus sgangherato ci porta nel nostro hotel e in soli 90 minuti raggiungiamo lo Yasmine Beach Resort di Hammamet. E' notte fonda e stanchi morti crolliamo...

 

30 dicembre Hammamet (TUNISIA)

Di buon mattino un taxi ci porta in città. 8 km dal nostro albergo.

Qui tutto si basa, come dicono gli stessi commercianti, sul contrattare... Facciamo un giro nella "Medina", molto simile ai bazar di Istanbul... che casino, tutti ti tiravano a destra e a manca per mostrarti le proprie bancarelle e a volte erano così fastidiosi... Vendevano di tutto e come ci aveva spiegato la guida, non si sa mai il vero prezzo di un oggetto... pensa che volevo acquistare un braccialetto in metallo con il mio nome inciso in arabo e volevano 36 dinari (circa 30 Euro), dopo varie contrattazioni scendiamo a 6 dinari! Proseguo il giro nella Medina e mi ferma un altro venditore di bracciali; per sbolognarlo subito gli mostro il mio appena comprato e lui mi chiede quanto l'avevo pagato, dico: 4 dinari e lui rilancia: "Te lo faccio per tre dinari". Il valore di questi oggetti non lo sapremo mai!

Ma questa è la Tunisia! Un paese al 96% musulmano, dove la lingua di stato è l'arabo e dove interrompono i programmi nazionali ogni quattro ore per un breve intervallo "liturgico"...

In serata incontriamo tre foggiani per strada e dopo varie peripezie riusciamo ad andare tutti insieme in una zona piena di discoteche, ma molto deludente. Scegliamo la più grande: "Manhattan" e trascorriamo la serata ballando scadente musica disco araba...

 

31 dicembre Hammamet (TUNISIA)

Facciamo un giro in questo sobborgo di Hammamet, che brutto! Ci sono solo alberghi e resorts. Mi sembra di passeggiare sul tabellone di quel gioco di società chiamato: "Hotel"! Tutti questi imponenti alberghi quattro o cinque stelle che sfoggiano un lusso a volte eccessivo e che stona col paesaggio circostante...

Inoltre, passeggiando, ho notato e scoperto varie cose: che ci sono tantissimi turisti algerini, tutti con le loro auto dalle targhe simili a quelle francesi ma con la sigla internazionale: DZ; che per entrare nei casinò devi essere straniero e dimostrarlo con il passaporto, infatti l'ingresso è vietato ai tunisini e si gioca solo con Euro o dollari.

In serata abbiamo festeggiato la fine di questo 2003 con un grande cenone in albergo.

Le uniche due cose caratteristiche sono state le danzatrici del ventre e i porcellini lasciati liberi tra i tavoli con tanti tunisini che li rincorrevano, come tradizione.

 

01 gennaio Nabeul (TUNISIA)

Oggi davvero ho visto la Tunisia che cercavo... quella vera, quella lontana dagli sfarzi dei grandi resorts europei a cinque stelle, quella dei dromedari, delle latte ai bordi delle strade piene di benzina acquistata nella vicina Libia (abbiamo percorso la strada che portava a Tripoli, 300 km e al Cairo: 3000).

La benzina, qui, costa 50 centesimi di euro, in Libia: la metà, ecco perchè tantissimi si improvvisano benzinai...

Ho visto la Tunisia delle baracche di fango e paglia, delle strade sterrate, degli uomini seduti attorno ad un lurido tavolino a godersi il loro amato "narghilè", delle donne col velo, dei mercati di ceramica... Questa è la Tunisia che stavo cercando...

La Tunisia la cui terza lingua è l'italiano, le cui donne, apparentemente sottomesse hanno più amanti degli uomini, quelle che, come diceva la nostra guida, amano quattro animali: l'asino, il giaguaro, il leone e il visone...

Infatti cercano uno che a letto sia come un leone, che le regali un visone, abbia una jaguar in garage e paghi tutti i conti come un asino... Senza offesa, è solo una barzelletta!

Nabeul ci ha colpiti per le ceramiche.

Ovunque vendevano piatti, vasellame e tutto ciò che può essere fatto con l'argilla.


"La vita è un viaggio attraverso un deserto". - Bruce Chatwin -

 

 

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