26 dicembre My Tho (VIETNAM)

La giornata odierna è stata interessantissima! Abbiamo cominciato con la visita ad un tempio buddista… quando all’improvviso entrano tantissimi monaci seguiti da file di fedeli… Un po’ imbarazzati, assistiamo alla loro funzione religiosa fatta da continui inchini, recitando lamentose preghiere e inebriati o “intossicati” (dipende dai punti di vista) dall’immancabile incenso! Il tutto mentre ad  una signora del nostro gruppo le “sparivano” le ciabatte che avevamo depositato all’ingresso del tempio. E proprio grazie a questo “imprevisto” abbiamo vissuto uno stupendo fuori programma nel mercatino popolare di My Tho per acquistare un paio di ciabatte per la signora.

 

In quel piccolo mercatino, tutta quella gente che ci guardava ammirati, alcuni meno timidi ci sorridevano, altri semplicemente ci scrutavano a distanza e molto rispettosamente come se non avessero mai visto “gente così diversa…” Addirittura tutta la piccola bottega s’è messa a disposizione della signora, chi s’arrampicava per prenderle un paio di zoccoli, chi le porgeva delle ciabatte… incredibile! Tutto costava massimo un dollaro!

 

La visita è continuata alla volta dell’isoletta di Thoi Son attraversando, con una barca, il mitico Mekong. Questo fiume nasce in Tibet, attraversa: Cina, Vietnam, Cambogia, Myanmar, Laos e Thailandia… un fiume immenso… largo circa 8 km…

 

Ci siamo imbarcati su di una piccola canoa che ci ha condotti attraverso insenature e piccoli canali molto suggestivi…
Ogni tanto s’affacciava qualche scorpioncino… mentre la nostra canoa scivolava leggera in quel paradiso equatoriale… Ogni parola è superflua per descrivere quei momenti… La donna che remava, il silenzio attorno a noi, inghiottiti da quella grande macchia verde…

 

 

Una caratteristica delle ragazze vietnamite è l’ossessionante paura di abbronzarsi… cercano di tenere la pelle più bianca possibile, e così le vedi abbigliate, anche a 30° nelle maniere più ridicole ed impensabili… Sempre a bordo dei loro motorini, con la loro immancabile e variopinta mascherina che copre il viso dal naso al mento (ed io che pensavo che la usassero contro lo smog!); la cosa più ridicola sono i guanti lunghi fino sotto alle ascelle… guai a lasciare un piccolo spazio scoperto… e come fanno a proteggere i piedi visto che usano solo ciabatte?  Nessuna paura… ci sono le calze per la protezione massima, ma la ciliegina sulla torta è il cappellino! Visto che il casco non è obbligatorio, tutte usano i cappellini e, di conseguenza, dappertutto vedi omini che vendono vere e proprie torri di cappellini, tutti rigorosamente NIKE: taroccati!

 

Mentre annoto, sul bus che ci riaccompagna in hotel, queste motorette ci sorpassano da ogni lato, è difficile vedere un altro veicolo (bus e camion inclusi) sorpassare correttamente… si limitano solamente a strombazzare rumorosamente per avvertire il “sorpassato” della loro presenza e poi via tranquilli… e se chiedi al tuo autista il motivo di quelle manovre azzardate, lui, senza scomporsi di un soffio, ti risponde: “Evidentemente quell’autista è stato già multato!”

 

Ritornati alla pacata vita di Saigon, ci lanciamo in uno shopping sfrenato… Quattro ore intense tra i vari negozietti, bancarelle e tra mille contrattazioni, poco dopo in albergo mi son ritrovato con così tanta roba che non riuscivo a chiudere la valigia…

 

 

27 dicembre Phan Thiet (VIETNAM)

Oggi 27 dicembre mi ritrovo sdraiato su una spiaggetta vietnamita dopo un’emozionante bagno nel Mar Cinese Meridionale. Ad onor di cronaca devo ricordare che ieri un violentissimo terremoto (TSUNAMI) ha colpito la Thailandia, lo Sri Lanka, le Maldive e l’Indonesia causando circa 11.000 morti e tra i 5.000 italiani alcuni risultano ancora dispersi! E pensare che a Malpensa abbiamo fatto il check in accanto ad una fila di ragazzi che partivano per Colombo e Male
E’ successo così vicino a noi… ho ancora i brividi dopo aver visto le immagini in TV.

Dopo cena abbiamo fatto una passeggiatina in questo paesino desolato! Ci siamo imbattuti in una festa di paese con tanto di estrazione annessa… Qui son talmente poco abituati alla presenza dei turisti che ovunque andiamo ci sorridono e salutano!

28 dicembre Phan Thiet (VIETNAM)

Stamattina con zia e Claudia ci siamo concessi una lunga passeggiata lungo la spiaggia fino ad un meraviglioso villaggio di pescatori… Questi erano in piena attività, alcuni piegavano le scarne reti, altri tornavano dalla battuta di pesca a bordo di curiosissime barchette dalla forma caratteristica di noce di cocco gigante… Un bambino e una signora scavavano nella sabbia alla ricerca di vongole… Mah!

E intanto i telegiornali di tutto il mondo ci aggiornano sulla tragedia dei nostri vicini, finora i morti son 27.000 e più passano le ore più il bilancio aumenta…

 

29 dicembre Phan Thiet (VIETNAM)

Nel pomeriggio siamo stati in giro per la città a bordo di simpaticissimi “risciò”! Molto divertente! Abbiamo visitato un’altra Pagoda con tutti i vari dei… A volte penso a quanto sia strana la religione.. uno crede in questo o in quell’altro Dio in base alle credenze dei genitori e soprattutto del luogo di provenienza… mi spiego meglio: io sono cattolico, sebbene non tanto praticante, (ahimè!)… e se fossi nato in Arabia Saudita? Sarei stato lo stesso cattolico o musulmano? E se fossi nato in India? Sarei ancora cattolico o buddista o induista? Resto con questa perplessità!

Tappa successiva: il mercato popolare… Secondo me era la prima volta che dei turisti mettevano piede in quel luogo vista l’accoglienza! La gente ci guardava, ci toccava manco fossimo dei marziani, mi son fermato a comprare un cappello, s’è formata una folla di gente ad osservare, tre o quattro mi servivano, gli altri guardavano la scena…
Passando nella zona degli alimenti… vendevano la carne lasciandola appoggiata su panche di legno… ogni tanto qualche ratto ci attraversava la strada…

Tornati in albergo, una bella sauna ci ha caricati per la sera…

A questo punto chiamo un taxi e via in centro! “Stasera seguite me, offro io!"
Ci facciamo lasciare al “Truc Link Cafè”, un bar  del posto, prendiamo qualcosa da bere e sempre la solita scena, al centro dell’attenzione di tutto il locale, addirittura quando Annina (una simpatica 58enne, come lei sottolinea sempre, di Milano) per sbaglio versa l’acqua nel caffè, si alza un intero gruppo di ragazzi di un altro tavolo per mostrarle come avrebbe dovuto fare…

Ma io, amante dei gelati, non potevo andare via senza assaggiarne uno vietnamita! E così ci fermiamo al “Pinky Bar”, veniamo subito serviti da quattro o cinque cameriere, ad un certo punto arriva addirittura la padrona!

Tra quei vicoli sporchi dove ogni tanto qualche grande topo ti attraversava la strada… che sensazioni… ero uno di loro…

 

 

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