26 novembre Ilha do Sal (CAPO VERDE)

Sveglia alle 04.00 e pronti per partire alla volta di un'isola africana ex colonia portoghese: Cabo Verde!

 

"Non imparerà mai nulla, chi cambia solamente di luogo e non di vita e costumi."
- Francisco Quevedo (1580-1645) -

 

 

27 novembre Ilha do Sal (CAPO VERDE)


 Siamo in volo ormai da cinque ore. Ce ne aspettano altre due..


Prima abbiamo sorvolato dei paesi africani... molto emozionante... case bianche e basse e il deserto dall'alto...


Una volta arrivati, dopo una breve passeggiata sulla battigia (che tra l'altro, per via dell'alto tasso di salinità dell'acqua, illuminata dai raggi del sole, era rosa, che spettacolo!), ci siamo denudati: via i pantaloni lunghi, il giubbino e le scarpe... indossato solo il costume e infradito siamo stati tutto il giorno in giro a scoprire questo nuovo luogo.


In mattinata, con mia zia e Claudia, preso un taxi, siamo andati a visitare la cittadina più vicina al nostro hotel: Santa Maria.

Il nostro taxi improvvisamente si ferma in un grande spiazzale, ed io: “No, scusa, portaci nel centro della città!” “Questo è il centro” (che  parolone!), una piazza, ma che dico piazza, uno spiazzale, scarno, spoglio, con un paio di cani scheletriti che si punzecchiavano a vicenda, uno di questi mi ha fatto morire dal ridere quando per ripararsi dal caldo eccessivo s'è scavato un fosso nella sabbia e si c'è ficcato dentro! Scesi dall'auto veniamo assaliti da tanti venditori ambulanti, tutti senegalesi o della Guinea-Bissau! (per la serie: c'è sempre chi sta peggio di un altro!)


Tra questi c'era Ismail, un simpatico senegalese che ci ha fatto da Cicerone; ci ha portati dappertutto, spiegato un po' di cose su Capo Verde, su come molti italiani stanno investendo tanto denaro qui costruendo villaggi turistici! Su mia proposta ci ha mostrato dove viveva... Una piccola stanza, sporca e puzzolente che condivideva con altri cinque connazionali: che schiaffo alla miseria è il nostro resort al confronto, così vicino ma così lontano... In casa di Ismail non c'è l'acqua né il bagno; si lavano nelle docce pubbliche o in mare; le donne per cucinare o lavare si recano alla fontana pubblica e riempiono i secchi...


Alle 11.30 abbiamo assistito, sul pontile, al rientro delle barche dopo la battuta di pesca! Che spettacolo! Come nei documentari! Arrivavano con queste barche piene di pesce e direttamente sul posto li pulivano e vendevano.


Nel pomeriggio finalmente ci tuffiamo per la prima volta nell'Oceano Atlantico. Che bello!

[Claudia]: “Anche questa è la felicità”

28 novembre Ilha do Sal (CAPO VERDE)

Sveglia di buon'ora, del resto ancora non ci siamo abituati al fuso orario, apriamo gli occhi insieme agli aironi che passeggiano sotto al nostro balcone.

Con un taxi sgangherato, mezzo rotto, guidato dal simpatico Nelson, abbiamo visitato la cittadina di Palmeira, un porticciolo molto piccolo ma delizioso, con qualche senegalese che vendeva scarpe contraffatte (per giunta: male) e qualche capoverdiano che oziava al sole. Parlando con alcuni italiani che vivono qui, mi hanno raccontato che chi fa i lavori più umili sono quelli che vengono da: Guinea-Bissau, Angola, Ghana, Togo, Sierra Leone e questo perchè i capoverdiani hanno poca voglia di lavorare.

Chissà perchè, forse è proprio nella filosofia degli isolani in genere quello di non stressarsi molto, lavorare poco, l'ho visto anche in aeroporto quando i facchini scaricavano i bagagli, lo facevano con una tale flemma come per dire: “Nessuno ci corre dietro!”


Da lì siamo andati ad Espargos a visitare una salina, sembrava di essere in Israele, c'erano vere e proprie montagne di sale e un bacino molto simile al Mar Morto in cui anche quando ti tuffavi: rimanevi a galla... completamente coperto di sale...


Sulla via del ritorno ci siamo fermati in un villaggio desolato in cui c'erano tanti bambini che giocavano per “strada” (per strada per modo di dire perchè era un immenso spiazzale polveroso di sabbia). Ho fatto fermare il taxi e con mia zia abbiamo distribuito tanti “regalini” ai ragazzini: magliette, cappellini, zainetti, marsupi, penne ecc. Mi hanno letteralmente assalito, sembravano tante api sul miele.. e il miele... ero io... ahahah

Breve pit stop in aeroporto, prenotiamo un volo interno per l'isola di Boavista.

29 novembre Ilha do Sal (CAPO VERDE)

Oggi l'oceano era arrabbiato! Io e Jeff ne abbiamo approfittato per un per un giro a Santa Maria.

Ci siamo imbattuti in uno di quei classici campi di calcio africani: immensi, senza limiti nè porte con rete, c'era un gruppetto di ragazzini che giocava a calcio, scalzi, con magliette di grandi club europei, e allora mi ci sono subito intrufolato... che divertimento!

Una sola domanda permane: perchè nessuno mi passava mai la palla!?!

 

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