REPUBBLICA DOMINICANA
 

29 giugno Bayahibe (REP. DOMINICANA)

Stasera ci rechiamo a Bayahibe City al ristorante dove lavora il bravissimo Edward. Mangiamo, naturalmente, tanto pesce ed ordiniamo delle aragoste che prima di essere cucinate giocavano ancora con noi... Aragoste vive, c'erano anche quelle surgelate, ma noi, amici di Juanito ed Edward, siamo clienti VIP!

 

 “Nello spirito degli uomini vi è un desiderio innato di vedere luoghi nuovi, di continuare a cambiare casa.”

- Francesco Petrarca -

 

30 giugno Isola di Saona (REP. DOMINICANA)

Dopo varie peripezie, ripartiamo verso la nostra isoletta da scoprire.

Si va all'Isola di Saona! Ci fermiamo in una piccola baia con una spiaggia bianchissima e tante palme.

Gettiamo l'ancora e pian piano scendiamo a terra.

Io, metà Cristoforo Colombo e metà Papa Giovanni Paolo II, mi inginocchio e bacio la terra! Poi, come tanti naufraghi, cominciamo ad "accamparci"; chi accende il fuoco, chi cerca la legna, chi pulisce il pesce, chi con maschera e pinne s'immerge non lontano dalla nostra barca ancorata in cerca di qualche altro pesciolino da aggiungere alla nostra grigliata e chi s'avventura verso l'interno con la sua fedele macchina fotografica (io, naturalmente!).

Sarà stata l'atmosfera, o il posto, o tutto il background o semplicemente l'aria ma quel "pargo rosso" m'è parso il più buon pesce mai mangiato!

Pennichella rilassante su un'amaca tra due palme ma dopo un pò siamo già pronti per nuove avventure!

Si riparte, destinazione: la foresta di mangrovie. Habitat naturale di tanti pesci pericolosi, quali: barracuda e varie specie di squalo. La vegetazione è molto fitta, mi ricorda tanto quella del Vietnam quando ho attraversato il Mekong per andare all'isola di Thoi Son. I fondali sono verde scuro, formati da tanti tipi di alghe e dove molti pesci depositano le uova e tanti altri si nascondono per mangiarle! La "catena della vita!"

Il posto era sinistro e metteva quell'ansia e timore che rendeva ancora più emozionante il navigare su quelle acque!

Ma ritorniamo subito a rilassarci in una specie di atollo in mezzo al mare popolato da enormi stelle marine! Gigantesche e diverse da tutte quelle che avevo visto fino ad allora; sembravano di corallo! Le potevi prendere con la mano nuda, bastava solo tuffarti, lì l'acqua ti arrivava alla pancia... ed eravamo in mezzo al mare...

Rio Chavon, fiume reso celebre perchè scelto come location di tanti film (Rambo III, Apocalypse Now, King Kong ecc.) La vegetazione subtropicale creava un effetto molto pittoresco rovinato dalle ville miliardarie che s'intravedevano dei vari: Michael Jackson, Shakira ecc.

Anche qui veniamo colti da un improvviso temporale. Non riusciamo a trovare riparo da nessuna parte allora tentiamo il rientro verso la nostra baia.

Faceva freddo, le onde erano alte, si ballava tanto e ogni onda che ci colpiva era come ricevere una vera e propria frustata! Ho preso tanti di quei colpi alla schiena che mi fa ancora male!

Dopo tante sofferenze approdiamo a Bayahibe!

In serata ritorniamo nel locale di Juanito. Ormai è casa nostra! Conosciamo tanta gente, offriamo da bere e giochiamo a biliardo fino a tardi! Mi sento così a mio agio qui...

"E gli uomini vanno a mirare le altezze de' monti e i grossi flutti del mare e le larghe correnti de' fiumi e la distesa dell'oceano e i giri delle stelle; e abbandonano se stessi."

- Sant'Agostino - (Confessioni)

 

01 luglio Santo Domingo (REP. DOMINICANA)

Due ore di bus e siamo nella capitale di quest'isola: Santo Domingo!

Attraversiamo tanti piccoli paesini e ammiriamo la vera Repubblica Dominicana, con le macchine che sfrecciano senza regole (altro che Napoli! Il semaforo, qui, è davvero solo un ornamento!), le auto hanno solo la targa posteriore perchè son prodotte dallo Stato il quale risparmia non fornendo la parte anteriore! Mi hanno colpito molto le insegne pubblicitarie, praticamente non esistono! Tutto è dipinto con colori variopinti direttamente sui muri!

La vita sembra svolgersi per strada e, forse per questo motivo, quando mi soffermavo ad osservarli mi ricordavano molto i vietnamiti.

Santo Domingo. Una grande delusione sicuramente! Abituati ai fasti e alla bellezza storica di La Avana, non s'è potuto evitare il confronto.

Santo Domingo è sporca, malandata, trascurata, dimenticata. Sembra una vecchia zitella che ormai non si prende più cura di sè ma che porta i segni di un antico splendore, una vecchia gioventù che fu molto "vissuta"... ma che, ormai, appartiene solo al passato. Un passato "andato"...

Il tour comincia con la visita ad un parco naturale in cui si potevano ammirare delle grotte o conche d'acqua all'interno di una montagna. Poi visitiamo il "faro" dedicato a Cristoforo Colombo, dove si dice siano conservate le spoglie del grande navigatore genovese. La casa del figlio di Colombo: (Diego), interessante perchè ha stimolato la mia fervida immaginazione, e mi ha fatto immaginare come si poteva vivere allora. La cucina, la camera da letto, il soggiorno... eppure erano appartenuti ad una persona vissuta 500 anni prima...

Caratteristico e molto formale il solenne cambio della guardia; la basilica così tanto decantata non ha, invece, sortito un grande effetto in me; proseguiamo con la visita della Residenza del Presidente della Repubblica e terminiamo al "Mercado Modelo", una sorta di bazar stile Hammamet, ma versione caraibica, percorrendo le sporche viuzze della città "collegate" con milioni di fili elettrici abusivi che pendevano pericolosamente ovunque.

02 luglio Bayahibe (REP. DOMINICANA)

Mentre giocavo, ogni tanto mi affacciavo a vedere come procedeva la loro vita di tutti i giorni, che tenerezza quando vedevo gli "Agua-agua" (i bus locali) che ritornavano dai vari resorts e portavano ragazzi, uomini e donne che rincasavano dopo una giornata di lavoro...

Erano davvero deliziosi quando, ancora in tenuta da lavoro, chi in abito elegante da assistente ai turisti, chi da receptionist, chi da clerk del cambio, chi da giardiniere o da custode, tutti con i cartellini portanome dei vari resorts, si fermavano sorridenti per una birra o per una partita a biliardo e ballavano quel reggae-ton che da ora mi ricorderà per sempre questo posto!

A fine serata ci accompagna Miguel e lungo il tragitto, all'improvviso frena di colpo e scende dalla macchina, dopo un pò riappare con un enorme granchio nero in mano esclamando: "Es muy bonito para comer!". Che matto!

Gracias Repùblica Dominicana

 

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