06 dicembre Petra (GIORDANIA)

Più di sette ore di cammino nell'antica città di Petra!

Sul dorso di un cavallo siamo arrivati fino all'ingresso del "siq" (dall'arabo: gola). Un lungo sentiero naturale tra alte rocce, un misto tra Grand Canyon e labirinto di "Alice nel paese delle meraviglie"!

Che meraviglia quando, dopo tanto camminare, improvvisamente, ti si para davanti questo grande monumento scavato nella roccia.

Risale al tempo dei Nabatei, circa al primo secolo dopo Cristo. E' impressionante ed emozionante più per l'idea di ciò che è stato, del periodo in cui è stato costruito che per il monumento in sè per sè.

La cosa che mi ha colpito di più, dopo naturalmente lo stupore iniziale per il cosiddetto "tesoro dei Nabatei", è stato il panorama mozzafiato che abbiamo ammirato arrampicandoci su quelle enormi rocce senza età!

Ho apprezzato molto il lungo cammino che ci ha condotti fino ad un monastero, anch'esso scavato nella roccia.

Ci arrampicavamo respirando quell'atmosfera mistica e pensando a ciò che quel posto originariamente poteva essere stato. Ricordiamo che è stato scoperto solo circa un secolo e mezzo fa...

"Petra è il più bel luogo della terra. Non per le sue rovine, ma per i colori delle sue rocce, tutte rosse e nere con strisce verdi ed azzurre, quasi dei piccoli corrugamenti, e per le forme delle sue pietre e guglie, e per la sua fantastica gola, in cui scorre l'acqua sorgiva e che è larga appena quanto basta per far passare un cammello. Ne ho letto una serie infinita di descrizioni, ma queste non riescono assolutamente a darne un'idea e sono sicuro che nemmeno io sono capace di farlo. Quindi tu non saprai mai che cosa sia Petra in realtà, a meno che tu non ci venga di persona.
Solo le immagini in un sogno di fanciullezza si affacciano talvolta così immense e silenziose.”
- T.H. LAWRENCE - (Lawrence d' Arabia) I Sette Pilastri della Saggezza

07 dicembre Wadi Rum (GIORDANIA)

A bordo di un grande fuoristrada abbiamo percorso parte del mitico deserto del Wadi Rum fino ad alte gole che penetravano nella roccia.

Abbiamo incontrato un'altra jeep che invece proveniva direttamente dall'Arabia Saudita attraverso il deserto, che matti! Piccola chiacchierata diplomatica e via verso la nostra strada... fino a gustare un bel the sotto una tenda beduina...

[Nick]: "I paesaggi desertici mi affascinano...

Nella prima mattinata abbiamo visitato la città di Beida, o piccola Petra... una Petra in miniatura ma nulla a confronto della prima!"

08 dicembre Gerusalemme (ISRAELE)

Il nostro caro amico Ahmad viene a prenderci puntuale con l'autista nel nostro hotel come da accordo. Si parte.

Quest'escursione in principio ci ha preoccupati un pò per le tante difficoltà che avremmo incontrato lungo il nostro tragitto: tra visti, burocrazia, controlli, dogane ecc.

Ma proprio queste preoccupazioni sono quelle che alla fine rendono un viaggio più entusiasmante. Sono le spezie e gli ingredienti giusti che fanno poi la differenza.

Dopo un'oretta circa arriviamo alla frontiera giordana. Paghiamo la tassa di uscita ed eccoci, poco dopo, stipati in un bus sgangherato mentre attraversiamo una lingua di terra desolata lunga tre chilometri, la cosiddetta "terra di nessuno" fino a giungere ad una barriera con tante guardie, fili spinati, telecamere, agenti in borghese ma armati con fucili mitragliatori ultra tecnologici. Non dimentichiamo che Israele possiede l'esercito più potente al mondo, addirittura più equipaggiato di quello americano!

Ci controllano e ricontrollano, body checks vari, poi ognuno di noi viene sottoposto ad un vero e proprio interrogatorio. "Perchè sei venuto in Israele? Dove andrai? Conosci qualcuno qui? Quanto tempo starai qui? Con chi sei venuto? Da quanto tempo conosci ogni singola persona che è qui con te? Dove vi siete conosciuti? E via così...

Naturalmente chi si reca in questa nazione via aerea eviterà tutte le formalità che abbiamo dovuto sopportare noi proveniendo da un Paese Arabo!

Così tante domande a raffica che alla fine, un pò disorientato, dimentico di comunicare che non volevo il timbro israeliano sul passaporto (alcune nazioni non ti permettono l'accesso nel loro territorio se possiedi il visto o il timbro doganale di Israele, quindi puoi chiedere di fartelo apporre su un foglio a parte)! Bene, dovrò rifare il passaporto una volta in Italia!

Dopo tante formalità viene a prenderci il nostro nuovo autista. Il nostro "tour" prevedeva due auto, due autisti e due guide. Rispettivamente uno giordano e l'altro israeliano visto che ad entrambi è vietato oltrepassare la frontiera altrui.

Entriamo in Israele. La nostra guida, il simpatico e preparatissimo Samer ci spiega minuziosamente tutti i luoghi che attraversiamo e quelli che visiteremo.

Oltrepassiamo il Deserto di Giuda e la nostra prima tappa è il Monte degli Ulivi.

Mentre Samer ci raccontava tutte le storie di quei posti leggendari e ci faceva appassionare con la sua enfasi, io pensavo tra me e me: "Altro che Lonely Planet, qui ci vorrebbe la Bibbia!"

Visitiamo il luogo dove avvenne l'Assunzione, il Cenacolo (dove fu consumata la celeberrima "Ultima cena"), il Golgota (dove fu crocefisso Gesù), il Santo Sepolcro (dove fu seppellito) e tanti altri che ogni volta mi facevano venire la pelle d'oca nel vero senso della parola... .

Che sensazione forte pensare che proprio in quei luoghi, dove in quel momento passeggiavamo noi, 2000 anni fa son successe cose così grandi che hanno cambiato il mondo!

Di sicuro la cosa che mi ha emozionato più di tutte è stato il "Muro del Pianto".

Vedere quei ragazzi, dai capelli rasati e dalle basette lunghe che penzolavano sulle orecchie, con quegli abiti un pò strani, il copricapo tipo papalina che pregavano con un tale impeto, una tale forza ed intensità, con una mano appoggiata al muro e l'altra che manteneva un libro di preghiere...

Ad alta voce, ognuno per conto suo, si dibattevano mentre urlavano al cielo le loro preghiere. Quei ragazzi della mia età che recitavano con tanta veemenza quei versi sacri. Quei bambini, seduti, dai volti annoiati, accanto ai genitori che pregavano.

Oggi tra l'altro è sabato e questo giorno per gli ebrei è sacro. Non si lavora, non si fa nulla se non pregare. E' vietato persino l'uso dell'auto, si va a piedi al "Muro del Pianto" e si prega tutti assieme, però: gli uomini da un lato e le donne da un altro.

Vediamo anche la celebre "Cupola d'Oro" della Moschea di Gerusalemme e dopo vari check points riusciamo ad entrare in Palestina, nella città di Betlemme, dove nacque Gesù!

Improvvisamente tutto cambia qui. Non si vedono più scritte ebraiche o persone dalle lunghe basette ma è tutto in arabo, riappaiono di nuovo le donne col velo e quelle col burka eppure siamo a pochi km da Gerusalemme.

Che spettacolo anacronistico vedere quel grande muro che separa Israele dalla Palestina.

Tutti quei posti di blocco, quei militari delle forze speciali che s'aggiravano tra i turisti armati fino ai denti...

Buttiamo giù il Muro di Berlino mentre qui ne stanno costruendo un altro. La storia non sempre insegna!

Proseguiamo la nostra esplorazione alla volta della celeberrima "Mangiatoia" (dove il bue e l'asinello riscaldarono Gesù Bambino appena venuto al mondo) e la Grotta della Natività. Le emozioni si susseguono a ritmo vorticoso.

S'è fatto tardi! La nostra frontiera è già chiusa (come già sapevamo), dovremo lasciare la Terra Santa attraverso un'altra frontiera situata a nord, a due ore di strada dalla precedente e vicina ad un'altra città di biblica memoria: Gerico.

Dobbiamo sbrigarci anche perchè non possiamo minimamente rischiare, domattina si ritorna in Italia da Amman!

Arriviamo appena in tempo anche se la burocrazia e i controlli doganali non ci abbandonano.

Grande sospiro di sollievo: siamo dall'altro lato! Ma la giornata è ancora lunga!

Un bus ci conduce alla frontiera giordana. Il militare ci avvisa che dovremmo pagare un'altra tassa di ingresso molto costosa.

Insurrezione generale! Io e Nick cerchiamo di risolvere la questione diplomaticamente ma invano. Alla fine riesco a telefonare al nostro contatto giordano: Ahmad che dopo tante peripezie ci toglie dai guai... Ma ancora una volta la giornata non è destinata a finire sebbene sia notte fonda...

Notiamo due ragazze con due grandi back packs... Provenivano da Israele dopo aver viaggiato attraverso Yemen e Oman! Che matte!

Dopo aver sbrigato tutte le formalità, Ahmad ci chiede una cortesia che però ci farà perdere altro tempo!

Finalmente riusciamo a ripartire con due taxi. Diamo un passaggio anche alle due ragazze ungheresi bloccate in frontiera. Ben presto la nostra auto si trasforma in una discoteca ambulante araba. Musica ad altissimo volume mentre noi balliamo nonostante siamo stretti come sardine (in 4 dietro in un surrogato della nostra FIAT 127 araba). Ogni tanto il volume si abbassa perchè ci sono gli onnipresenti check points...

Arriviamo verso mezzanotte ad Amman e subito corriamo a ringraziare di cuore il grande Samer che ci ha organizzato un meraviglioso tour!

09 dicembre Amman (GIORDANIA)

Salutiamo il carissimo "Apu", gestore del supermarket aperto 24 ore su 24 (come lui diceva sempre), vicino al nostro hotel...

Quante chiacchierate notturne abbiamo fatto con lui spiegandoci a gesti e con gli occhi! Ci ha abbracciati molto calorosamente mentre io pensavo: "Non lo rivedremo mai più!"

Eva ci convince ad assaggiare una specialità giordana e ci ritroviamo in una sorta di fast food araba a mangiare una sorta di kebab...

In mattinata riusciamo addirittura a dare loro un passaggio fino in aeroporto, il loro volo era schedulato mezz'ora dopo il nostro...

Siamo in aeroporto, tra un pò si decolla...

Mi sento appagato... Ho visto un'altra parte del mondo... Com'è bella la nostra Terra!

شكر اّردن

תודות ישראל !

شكر فلسطين

 

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