"A volte è quasi meglio viaggiare che arrivare."

- R. Pirsig -

 

 

 

05 gennaio Farallon (PANAMA)

Dopo 10 ore di volo e 3 films, stiamo sorvolando la Repubblica Dominicana...

Panama! Questa strisciolina di terra, capolinea dell'America Centrale e ultima frontiera prima di "penetrare" nel Sud America via Colombia. Ebbene sì, questa lingua di terra confina a nord con il Costa Rica, a sud con la pericolosa Colombia, ad est con l'Oceano Atlantico e ad Ovest con quello Pacifico. Ed oggi abbiamo fatto il bagno in questo grande mare, che a differenza del nome, è il più pericoloso al mondo. L'acqua non è lontanamente paragonabile a quella caraibica!

Atterrati a Panama City, veniamo avvolti da un'umidità molto fastidiosa...

Per raggiungere il nostro hotel percorriamo due ore di strada e la mia attenzione è subito catturata dalla rigogliosa vegetazione, a tratti impenetrabile...

Passiamo anche su un ponte che sovrastava il celeberrimo Canale, quello che ha reso Panama famosa in tutto il mondo e che ha tanto arricchito questo piccolo staterello!

Il nostro spirito di viaggiatori ci porta subito a fare un giretto nel paesino di Farallon!

Un'insieme di classiche caserelle coloniali-caraibiche, col giardinetto con le amache e le famigliole, un pò come avveniva in Italia 50 anni fa, riunite attorno al "focolare", chiacchierano tranquillamente.

L'amaca è il loro "focolare" domestico! La gente ci saluta, ci sorride, è cordiale con noi. I bambini ci vengono incontro, i ragazzi scherzano con noi e noi godiamo di questi momenti anche quando Carlo propone un minuto di silenzio per ascoltare la Natura che ci parlava!

Sulla strada del ritorno ci fermiamo a chiacchierare con un'allegra famigliola, chiediamo come trascorrono di solito le serate lì e loro, meravigliati: "Come? C'è la balera lì! Ogni sera si balla!", come per dire, che domanda stupida!

Dovrebbero vedere come le trascorriamo noi, invece, nel nostro grigio Paese in inverno, dopo una stressante, noiosa e stancante giornata di lavoro!

E' proprio vero, si accontentano di nulla e ne sono felici!

 

06 gennaio Penonomè (PANAMA)

Trascorriamo la mattinata sguazzando come delle anguille appena liberate in acqua, giocando a calcio coi colombiani, scherzando con questi ultimi sui narcotraffici e la coca e facendo lunghe passeggiate circondati da simpaticissimi uccelletti e lottando con il sole che anche qui picchia di brutto!

Nel pomeriggio, con un autobus locale e con 3$ andata e ritorno: io, Jeff, Carlo e zia Anna partiamo alla scoperta della più vicina cittadina: Penonomè!

Divertentissimo il viaggio nel piccolo pullmino che si fermava ogni volta che vedeva qualcuno lungo la strada.

Arrivati a destinazione notiamo le occhiate incuriosite della gente, sempre sorridenti. Giriamo tra i classici negozietti caraibici dalle insegne pubblicitarie multicolori e dipinte direttamente sui muri!

Un simpaticissimo vecchietto, sarto di mestiere, ci accoglie nel suo "laboratorio" anni '40; un'anziana donna ci mostra orgogliosa il suo presepe nel salotto di casa sua! E' questo per me lo spirito giusto quando si viaggia!

"Tu che sei in viaggio, sono le tue orme la strada, nient'altro;
Tu che sei in viaggio, non sei su una strada, la strada la fai tu andando.
Mentre vai si fa la strada e girandoti indietro
vedrai il sentiero che mai più calpesterai.
Tu che sei in viaggio, non hai una strada, ma solo scie nel mare."


- Antonio Machado -

07 gennaio Pararapuru (PANAMA)

Sveglia di buon'ora e via col taxi noleggiato ieri sera! Si va nella jungla a visitare la tribù degli Embera!

Dopo due ore di tragitto e dopo un'emozionante traversata del Rio Chagrez in canoa ammirando una natura rigogliosissima, uccelli, tartarughe, farfalle colorate, ranocchie ecc. giungiamo ad una cascata da film d'avventura!

Mi sembrava di essere nel film: "Mission" con gli indigeni che ci seguivano vestiti solo di una fascia attorno al pube!

Ma il bello doveva ancora arrivare; riprendiamo la canoa e raggiungiamo il loro villaggio mimetizzato nella jungla...

Rimango letteralmente a bocca aperta nel vedere gli uomini che suonavano strani strumenti musicali ricavati semplicemente da pezzi di legno e donne, col seno scoperto e adorno da grandi collane, che ci osservavano in silenzio. Non erano i Kuna che tanto avevo cercato, ma chi se ne frega! Armato di macchina fotografica parto subito alla scoperta del villaggio, ma... No! Vedo un gruppo di turisti!

Delusione! Vuoi vedere che è la classica attrazione per noi poveri turisti creduloni? Gli indios, che quando i turisti se ne vanno, ritornano nelle loro case moderne... magari la donna a cucinare al micro-onde, il marito a guardare la tv seduto in divano e i figli a giocare con la Playstation... Finisce di colpo tutto il romanticismo, la poesia svanisce ma continuo la mia esplorazione da solo e superati degli alti cespugli... Wow!

Il mio cuore si riempie di nuovo! Il loro vero villaggio compare dinanzi ai miei occhi! Palafitte con i panni stesi ad asciugare, bagno stile latrine SCOUT e i bambini che, nascosti, mi scrutavano...

Grandioso! Ero lì a bocca aperta e lentamente mi guardavo intorno quasi ad aspettare che da un momento all'altro sbucasse un regista e facesse batter il "ciak" di fine ripresa! Ma non c'era ed io continuavo a cercare di cogliere quanto più potevo!

All'improvviso, dal nulla, quasi come se non ci fossi, sbuca una donna con un lungo bastone con una bambina bellissima che sembrava la copia in miniatura di "Pocahontas", cominciano a tirar giù da una specie di palma una specie di nocciole che poi tranquillamente schiacciavano e mangiavano!

Ma si avvicina l'ora del pranzo... ci aspetta del platano e pesce appena pescato dal fiume, fritto, avvolti in una grande foglia di palma! Squisiti!

Charlie fa colpo sulla figlia del capo villaggio che ci porta in giro fino alla loro scuola, una piccola baracca molto modesta ma decorosa!

Incantati ci guardavamo intorno ma la poesia viene interrotta dalle grida di "Evarista, il nostro autista" che ci avvisa che la canoa sta per ripartire, giusto in tempo per ammirare l'ultimo spettacolo degli Embera: la divisione del riso, fagioli, dentifricio ecc. appena portati dalla città: mi son sentito come Leonardo di Caprio in "The Beach"!

 

"Con che ardente desiderio vorrei che i miei amici si trovassero qui con me, per poter gioire della vista che mi sta innanzi."
- J.W.Goethe -

 

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