13 settembre Dickwella (SRI LANKA)

[Nick]: "In mattinata ritorniamo al nostro resort... Trascorriamo quasi tutto il tempo a sguazzare nell'oceano Indiano!

Nel pomeriggio andiamo in tuk tuk a Matara, ospiti delle belghe. E' quasi il tramonto, c'è una splendida vista sul mare dalla terrazza di casa loro. Stasera la cena la preparerà la moglie di Lakshman (per gli amici Lucky), il tuk tukista personale delle belghe. Sono emozionato perchè domani si va a fare del volontariato vero al "Tea Estate", dove Ann conduce un progetto di insegnamento per i bambini più disadattati".

Mentre facevamo il bagno nell'oceano Indiano pensavo che solo tre anni fa qui avveniva una tragedia immane. Ma ancora è più pazzesco pensare che ieri sera, spaventati, siamo scappati via per paura di un nuovo tsunami, e ora lo sfidavamo facendo "body surfing"!

Con questo nell'Indiano, quest'anno (2007) ho fatto il bagno in tutti e tre gli oceani: Pacifico (Panama) e Atlantico (Messico)!

Un momento che non dimenticherò è quando è cominciato a piovere. Il solito temporale tropicale, ma intenso, e noi a continuare a ridere e scherzare in acqua!

Devo dire, comunque che, quando i pescatori che tornavano dalla battuta di pesca al largo, gridavano terrorizzati e impazziti: "Tsunami, tsunami!". Un pò mi son preoccupato!

Che dire di Ann. Ann è una quarantenne che sta nello Sri Lanka da sette mesi. Sta lavorando ad un progetto per la costruzione di scuole e l'insegnamento. Nel suo piccolo sta facendo qualcosa di grande!

Per curiosità, a cena, tra le tante cose piccantissime (il curry è ovunque) abbiamo mangiato, per la prima volta, lo squalo!

 

14 settembre Hulangawa (SRI LANKA)

Alle 6.30 ci svegliamo per fare un bagno nell'oceano in tempesta! Di prima mattina l'oceano è stupendo!

[Nick]: "La prima scuola in cui siamo andati è stata la cosiddetta "Mountain School", una scuola frequentata (che parolone) da bambini Tamil, orfani o inesistenti. Molti di loro, infatti, non risultano in nessun registro anagrafico, non hanno certificato di nascita e questo perchè nemmeno i loro genitori l'hanno mai avuto! Sono come dei fantasmi. Ann mi diceva che uccidere uno di loro o investire per strada un cane sarebbe stata la stessa cosa.

Molti non vanno a scuola nonostante l'insistenza ed i controlli di Ann... Qui esiste l'obbligo di studio fino ai sedici anni, ma già a sei o sette anni lavorano nelle dure piantagioni di tè...

Vedere questi bambini stupendi mi ha riempito il cuore di gioia. Non è possibile descrivere ciò che si prova.... Sono sensazioni che valgono un intero viaggio e forse una vita! Irripetibili! Quando si dice che con molto poco si può far felice una persona... Questi son ragazzini che non hanno un campo dove giocare, nè palloni, giocano in mezzo alle piantagioni di tè che si stagliano a perdita d'occhio tutte intorno a loro!

Abbiamo giocato a calcio in un viottolo: io, Mark e tutti loro. E' stata la più bella partita che abbia mai giocato, poi a cricket!

Durante una foto, uno di loro (Decumar) si è stretto così tanto a me come se fossi una cosa preziosa da cui non separarsi! L'ho visto una sola volta ma mi è già entrato nel cuore! Quel bambino così vispo, allegro, con tanta voglia di fare anche se immerso nel nulla e con un futuro che dipende, in buona parte da Ann e da quelli come lei...

Quei bambini mi hanno dato molto oggi...

Mentre andavamo via, "Nontienenada" (hanno quasi tutti nomi impronunciabili così li chiamavamo con ciò che suonava più simile al loro nome!), mi ha preso la mano, e tutto orgoglioso, mi ha accompagnato al nostro tuk tuk.

In bocca al lupo bambini. Spero che, se c'è davvero una giustizia... crescerete alla grande!"

Oggi abbiamo vissuto una di quelle scene che si vedono nei documentari della National Geographic o si leggono nei reportage di "Medici senza frontiere"!

Entrare con un misero tuk tuk in posti così impervi, scalare montagne interamente coltivate a tè e scorgere nel nulla una casupola, quattro misere mura nel mezzo del nulla, lì dove una donna belga: Ann, ha ridato il sorriso e forse una speranza ad un gruppetto di bambini strepitosi di un'etnia così odiata qui nello Sri Lanka.

Mai dimenticherò le loro espressioni nel vederci spuntare lì, il pianto di una bambina impaurita da queste persone bianche, esseri strani, gli occhioni dei ragazzini impazienti di giocare a qualcosa di "duro", qualcosa da "uomini", visto che eravamo i primi ragazzi a visitare quella scuola! Li vedevi intenti a prendere: chi il pallone, chi le mazze da cricket, chi la pallina per giocare in una stradina strettissima circondata da piantagioni di tè e poi il nulla. Chi mostrava alle bambine dove posizionarsi per vedere loro: "gli uomini" giocare! Ci sono cose, immagini che non dimentichi facilmente!

Ogni nostro movimento era studiato, analizzato dai loro occhietti vispi, quasi fossimo dei modelli da imitare. Come quando mi son alzato il colletto della polo per ripararmi dal sole e "Nontienenada" mi osservava incuriosito, come per dire: "Che fai?" Ed io pronto: "Così macho. Playboy!" Due secondi dopo li vedevi tutti vanitosi, coi colletti alzati che si sentivano più importanti!

Che tenerezza quando erano sempre attorno a noi, ogni passo che facevamo ci accompagnavano tenendoci per mano...

Ann "intervistava", cioè insegnava alle insegnanti i metodi di istruzione per i bambini, come prevenire le malattie più comuni e tante altre cose. Tra tre settimane, dopo sette mesi, ritornerà in Belgio da suo marito e le sue adorate tre figlie. Che donna! Forte, risoluta, sempre con il sorriso sulle labbra e pronta a risolvere i vari imprevisti che tutti i giorni succedono qui, come quando mentre dormivamo a Matara, improvvisamente si scatena una tempesta di pioggia che allaga tutta la sua stanza, lei e Veerle si precipitano da noi per accertarsi che fosse tutto ok, ridendo a crepapelle, mentre io guardavo ammirato questa donna che non si perdeva mai d'animo, anzi ci rideva su, si gira verso di me e mi dice: "That's Sri Lanka!" Di queste persone ne ho sentito parlare solo nei libri di avventura!

 

Tornati a Matara dopo le varie avventure in tuk tuk, decidiamo di andare a cena nel nostro resort. Ci accompagna Anil (fratello di Lucky) con il suo nuovo van. L'aveva appena comprato (usato di dieci anni, ma come diceva lui, teneramente, era un sogno di una vita!), e per inaugurarlo aveva bisogno di una cosiddetta "good hand" (mano buona)! Quale migliore di una "bianca"?

 

Questi buddisti credono nella fortuna. Lucky mi ha spiegato che prima di fare ogni cosa importante: consultano gli astri, l'oroscopo... E così, noi dalle "buone mani", e mezza famiglia, circa dieci persone che contente e felici salutavano tutti per farsi vedere con i loro "amici" bianchi, arriviamo nel nostro resort!

Come spesso accade, dove c’è poco o niente, è più facile trovare tanto.

 

15 settembre Matara (SRI LANKA)

Stamattina abbiamo visitato il faro di Dondra. E' il punto più a sud di tutta l'isola. Dopo Dondra c'è l'Antartide!

In serata son partito con Lucky ed Anil per Colombo per accompagnare Veerle in aeroporto.

Abbiamo viaggiato tutta la notte nel loro fiero van!

Ho visto cose mai viste prima nello Sri Lanka. Tutti i paesini senza corrente elettrica, le donne che uscivano dai templi buddisti tutte in gruppo e con le torce per evitare di essere investite, gli assordanti megafoni dei templi che, un pò come i minareti islamici, diffondevano con i loro monotoni suoni, le preghiere in tutta la città.

Ogni tanto Lucky si voltava verso di me e chiedeva preoccupato: "Tutto ok, signore? Sto facendo un buon lavoro? Sono un eccellente autista?" Vogliono sempre essere coccolati!

 

 
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