13 agosto Mostar (BOSNIA-HERZEGOVINA)

Siamo nella sala d'attesa della stazione dei bus di Sarajevo.

Questo è quando si dice che nei viaggi puoi tratteggiare una linea guida più o meno indicativa ma, alla fine, non la seguirai mai... Avevamo deciso di partire domani per Split ed invece ci ritroviamo ora ad aspettare un bus per Mostar...

Dopo aver conosciuto tre allegre ragazze bolognesi abbiamo deciso di seguirle e fare il viaggio di ritorno con loro... Loro by car e noi, in parallelo, in bus...

Peccato che, poco fa, in tram, mentre ci recavamo qui, io e Charly siamo stati "pizzicati" dal controllore perchè non avevamo obliterato il biglietto... Ci hanno trattati come due ladri, un controllore s'e' posto ad ostruire un'uscita e l'altro ha sbarrato le porte; dopo aver fatto uscire tutti, hanno fatto fermare il bus e ci hanno iniziato a minacciare che se non avessimo pagato la multa avrebbero chiamato la polizia. Io che cercavo di spiegare che non l'avevamo obliterato solo perchè non avevamo visto la macchinetta e che stavamo per lasciare la Bosnia quindi il biglietto non timbrato non ci sarebbe servito a nulla, questo per fargli capire che non l'avevamo fatto per furbizia. Ma lui sembrava godere di trattarci male. Alla fine, per quieto vivere, paghiamo e ce ne andiamo. Che peccato lasciare Sarajevo, una città che ci aveva colpiti per la cordialità della gente, con questa disavventura!

[Rossho]: "Hai presente quando ascolti una canzone... la canti, la balli un pò, te la godi insomma... poi arriva la fine e torni a sentire il rumore della strada... io mi sento proprio così... dopo diversi bei momenti a Sarajevo ci si sente persi ed avresti voglia di rimanere (qualcuno l'ha fatto), ora è solo il rumore dell'autobus per Mostar e tanti pensieri sparsi per i Balcani.

La guerra... Vedere queste persone così socievoli, sorridenti... Non sembra mai esserci stata... eppure ci sono troppi cimiteri e case forate da proiettili per non crederci... L'umanità mi fa proprio ridere.... Meriterebbe di scomparire per le cazzate che fa... Sentire parlare di questo con i diretti interessati è unico... Parlano di rifugi, di anni passati all'estero da parenti o amici, di veli da indossare, di divinità più alte di altre, esiste un Dio più Dio di altri? Ieri una 17enne si diceva convinta di questo, Allah è il più grande di tutti.

E' triste notare la disparità... Cos'è l'uguaglianza e cosa la diversità... me lo chiedo spesso, ma qui, ad ogni angolo c'è un'evidenza del problema... come si campa con 100 euro al mese? Perchè loro devono pagare un visto per entrare in Italia e noi no? Perchè una donna trova giusto indossare un velo integrale e un'altra no? Sono pensieri criminosi da qualche parte nel mondo, quindi meglio tenerseli per sè... Sono confuso, ecco perchè continuerò a viaggiare per queste terre, non esiste un'unica strada che porta alla verità... Non può... Quindi credo che ci ritroveremo tutti alla fine di questo bivio e tireremo le somme, forse al tavolo di un bar mangiando un kebab e bevendo yogurt... Un pensiero va a Pedro che si è lasciato tirare dalla vita... Così come viene, quanto lo invidio... E' raro vedere questi cambi di rotta e forse di vita... ma sono cose fantastiche...

Mi sento così piccolo e inutile davanti a questo fiume in piena, mi sembra di stare sempre lì lì per affogare, e mi succede sempre quando mi confronto con nuove culture... Forse dovrei smettere di farlo... Torno sempre un pò più usurato...

La nostra vita è veramente poca senza emozioni... Tanto di cappello a questa gente che cade e si rialza fiduciosa, c'è ancora troppo da imparare e come dico spesso: "i poveracci siamo noi!"

 

14 agosto Mostar (BOSNIA-HERZEGOVINA)

Dopo un paio di ore e mezzo arriviamo a Mostar.

Una città sentita così tante volte al TG durante la guerra ma anche qui, oltre a qualche vecchio rudere, non si avverte per nulla la sofferenza di una dura guerra vissuta solo pochi anni fa.

Ci viene a ricevere un ragazzotto vestito molto miseramente e se non avesse detto i nostri nomi non l'avremmo mai seguito...

Ci fa attraversare vicoletti disabitati finchè giungiamo all'ingresso di un garage. Chiama un tizio che viveva nella casa sovrastante e insieme aprono questo scantinato, improvvisamente un vero e proprio ostello abusivo si anima davanti ai nostri occhi. Devo ammettere però che era veramente carino, pulito e nuovo.

La periferia del centro non è nulla di che. Un'unica stradona piena di brutti ceffi che ogni tanto ci lanciavano qualche occhiataccia.

Siamo lontani dal bel corso di Sarajevo...

Passiamo accanto a varie moschee, cimiteri con centinaia di lapidi diverse ma accomunate tutte dalla stessa data di decesso: 1993.

Una data che, come ammonisce una pietra vicino al celebre ponte, non deve essere dimenticata!

Proseguiamo il nostro giretto dopo aver gustato un altro ottimo "cevapi" fino al ponte.

L'atmosfera cambia improvvisamente, la piccola stradina di acciottolati diventa un luna park per gli amanti dei souvenirs.

Ci intrufoliamo nel cortile di una moschea e in lontananza vediamo uno spettacolo meraviglioso: il ponte del 15° secolo, interamente ricostruito nel 2004, dopo essere stato abbattuto nel 1993.

Cade un altro pregiudizio dopo i rifugiati palestinesi di Amman, ora pure i musulmani bosniaci li vedo sotto un'altra luce.

Però: sei a Belgrado a casa di Ana e dei suoi amici e ti descrivono questi islamici come degli efferati assassini, vieni qui, parli con Samra, Jasna ed Emira ed ascolti l'altra campana, un pò come mi successe in Vietnam, e le tue idee prima chiare ora cominciano a confondersi...

Dov'è la verità?

Al tramonto la piccola cittadina si trasforma in un presepe vivente con quelle luci così caratteristiche che illuminavano le varie moschee ma soprattutto il maestoso ponte.

Charly e Luly si rilassano sdraiati in riva la fiume, il Rossho gironzola in cerca di qualche oggettino tipico, io annoto i miei ultimi pensieri seduto sul mitico ponte mentre sparuti turisti mi passano davanti... Chissà Pedro che combina a Sarajevo, mi piacerebbe, un pò come avviene a "Turisti per caso", lanciare il collegamento in diretta dalla capitale bosniaca!

Piccola curiosità: in tutti i locali dove abbiamo pranzato non servivano mai la birra e quando oggi ho chiesto il motivo mi hanno risposto con la spiegazione più semplice del mondo: "Siamo musulmani noi!"

15 agosto Mostar (BOSNIA-HERZEGOVINA)

In serata conosciamo delle ragazze slovacche, compagne di ostello, usciamo con loro e una coppia di loro amici bosniaco-slovacchi.

Chiacchieriamo a lungo bevendo un drink in un romantico localino vicino al mitico ponte. Marko, il nome del loro amico, ci racconta di tanti aneddoti della guerra, di come hanno vissuto quei terribili anni, ci mostra una strada i cui edifici erano ancora distrutti, trafitti da migliaia di buchi, rimarranno così per chissà quanto tempo, il governo vuole tenerli in quello stato quasi come un monito, ricordo di ciò che c'è stato!

In ostello, sorseggiando il mate argentino preparato dalla cara Luly, continuiamo i nostri discorsi, insieme agli altri, fino a tardi. Quanto adoro confrontarmi con persone di altre culture...

[Jana Siskova da Bratislava, Slovacchia]: "Abbiamo trascorso davvero una piacevole serata in vostra compagnia. Vi auguriamo il meglio per i vostri prossimi viaggi avventurosi e speriamo di rivederci di nuovo da qualche altra parte del mondo!"

 

 

16 agosto Spalato (CROAZIA)

Con un forte abbraccio e due baci sulle guance il nostro gruppetto dei Balcani si divide...

Il Rossho e Luly proseguiranno per Medugorie e poi Dubrovnik, Pedro via sms mi avvisa che è ancora a Sarajevo con Jasna e non sa quando ritornerà e questo la dice tutta, potrebbe pure riassumere il senso di un viaggio. Noi con le tre simpatiche bolognesi, in auto, ci dirigiamo verso Spalato.

Silvia, Marina e Sara son tre tipe in gamba, mi ha colpito tanto la loro organizzazione e armonia. Mi rivedevo nove anni fa al mio primo inter rail!

Il trasferimento nella "comoda" Clio è stato divertentissimo!

Split, Spalato per noi italiani mi ha ricordato molto Alicante. Porto di mare, affascinante, brulicava di turisti, i classici vacanzieri di mare... Tanto diversi dai mille back-packers interessanti incontrati quotidianamente in questi giorni nei veri Balcani!

Una cosa che mi ha fatto molto pensare è stato vedere queste tre bolognesi mentre salutavano una coppietta di amici loro incontrati sul traghetto e si scambiavano velocemente commenti sul viaggio che volgeva al termine...

Due mondi a confronto: il primo delle tre avventuriere in auto, dall'aspetto un pò trasandato, vestite molto casual e comode, coi piedi sporchi, le mani non curate... Il secondo, quello della coppietta, puliti, profumati dagli oli del loro hotel, con pochissime cose da raccontare sennò del sole preso sdraiati in piscina, al contrario delle mille avventure delle mie nuove amiche...

In disparte osservavo la scena e me la ridevo sotto i baffi.. Pensavo e godevo soddisfatto di appartenere al primo mondo!

La Croazia è alle nostre spalle e il lento ondeggiare di questo enorme traghetto (Jadrolinija) ci accompagna a salutare un'altra meravigliosa settimana della nostra vita che come al solito abbiamo cercato di vivere nel migliore dei modi che conosciamo: "intensamente"!

"Sul Mediterraneo tutti sono vicini agli altri, siamo in presenza di un mare di intimità. Lo dico con entusiasmo." - Predrag Matvejevic -

17 agosto Ancona (ITALIA)

Ho sentito il Rossho: è sul traghetto e tra un'oretta arriva a Bari.

Luly è rimasta ad attendere Pedro a Mostar che nel frattempo è ancora a Sarajevo ma pare sia in partenza...

La nostra nottata sul traghetto è stata bellissima...

Dopo esserci accampati da veri inter railers con materazzini, sacchi a pelo sul ponte e dopo aver cenato con le ultime cose rimaste alle ragazze, ci siamo addormentati sotto un cielo meravigliosamente stellato, reso ancora più unico dalla luce della luna piena...

Mi svegliano alle sette, siamo già arrivati ad Ancona!

 

Hvala Balkanu

 

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