"E' camminando che si fa il cammino."

- Antonio Machado -

30 gennaio Cartagena (COLOMBIA)

Mattinata per le calles della città girovagando senza meta, meravigliandoci di tutto ciò che si incontra per strada....

[Aura Jacqueline Rodriguez Sarmiento da Cartagena, Colombia]:

SUSURROS DEL ALMA

Es la tierra, es el cielo? NO!
Es mi vida la nublada
tan fria como el hielo,
que hasta el alma la tengo congelada.

Piensan que no tiengo sentimiento
por el contrario lo siento todo
pues, bien oculto va' mi arrepentimiento
al saber que a alguien incomodo.

Al ser tan cruel con los demas
voy lastimando mi propia llaga
y me acongojo mas y mas
al ver que a alguien incomodo.

Que soy fuerte y de hierro
y que no me afecta nada
que soy igual a un muerto perro
porque ya no siento nada.

Eso es lo que de mi piensan
porque no estan en mi carne
pero si un momento lo hiciera
no vacilarian en admirarme.

Admirarme? Ja ! No seria admirar
mas bien compadecer, eso si es,
es por ello que no quiero recordar
lo amarga que mi vida es.

Lo que plasmo en esta hoja
es lo que dice el fondo de mi alma
y en este momento se me antoja
poner las cartas sobre la palma.

Sobre las palmas de mis manos
las pongo para meditar.
Si son mejor que yo mis hermanos
y en algo los puedo imitar.

Quisiera ser como un nino
que a sus padres se  abraza 
y  esboza  todo  su carino
como el fuego prende la brasa.

Muchas veces deseo hacerlo
pero, doy mi paso atràs
pues todos deben comprenderlo
porque soy un humano mas.

[Nick]: "Jacqueline, un'amica di Hemy, mentre ci lascia una dedica sul diario che altro non è che una commovente poesia scritta da lei, mi racconta un pò della sua vita: marito morto da sei anni dopo essere stato sequestrato e ucciso dalla guerrilla... Un incidente quasi mortale 16 anni prima... Che bella! Mi ha trasmesso qualcosa... Che bell'incontro! Grazie".

31 gennaio Cartagena (COLOMBIA)

Dalle parti del nostro hotel, dopo aver bevuto qualcosa con Shirly e una sua amica, incontriamo di nuovo una signora simpaticissima con cui avevamo chiacchierato ieri sera.

Mentre scherzavamo con lei improvvisamente si ferma un taxi e scende la figlia: Monica. Cogliamo la palla al balzo per invitarla a bere qualcosa ma la mamma ci invita a salire su. A casa loro! Ne approfittiamo perchè siamo curiosi di vedere una vera casa colombiana...

01 febbraio Cartagena (COLOMBIA)

[Nick]: "Volge al termine questo viaggio, un pò diverso dagli ultimi fatti perchè non abbiamo girato come dei randagi come al solito...

Me ne vado dalla Colombia con un pò di tristezza... Non mi capita sempre di essere triste lasciando un posto...

Plaza de los relojes dove mangiavamo ammirando la loro vita che scorreva sotto al nostro balcone, le passeggiate lungo la Tercera Avenida, le tante telefonate fatte dalle "cabine telefoniche umane" , i giri per il Casco Antiguo, tutto rimarrà per sempre".

Il bilancio è sempre positivissimo perchè viaggiare è crescere e non si finisce mai di farlo...

P.S. Se venite qui non comprate cartoline... Non sapete a cosa andrete incontro...

Domani si ritorna a casa via Panama...

 

02 febbraio Cartagena (COLOMBIA)

[Ivan Marras da Cagliari, Italia]: "Se ascolto dimentico. Se vedo ricordo. Se faccio capisco. (Proverbio cinese)

Con questo motto cinese cari Mark e Nick preferisco iniziare il mio trattato. Questo detto racchiude anche l'essenza del mio modo di viaggiare, la nobile funzione dell' "andare", come diceva Kerouac ("On the road").

Bello conoscere ragazzi come voi che malgrado l'Hilton Hotel colgono la vera essenza del viaggiare, che amano perdersi nei rumori, nei suoni, nei silenzi che sempre porteranno dentro di sè, le voci di cui poi si innamorano...

Viaggiare ci aiuta ad abbandonare le sciocchezze, ad immergerci nelle nuove realtà, ad imparare a vivere le passioni, a preferire un'insieme di emozioni...

Viaggiare insegna a vivere... Non solo ad esistere.

Viaggiando noi questo viviamo. E facciamo"...

Ho appena letto il messaggio lasciatoci dal grande Ivan. Emozionante sapere che la pensiamo allo stesso modo!

Per cambiare argomento: pranzo con un ragazzo napoletano in vacanza qui. Mi ha raccontato che per vari giorni è stato un pò arrabbiato perchè non riusciva a capire perchè tutte le ragazze con cui faceva sesso, in quei momenti di piacere urlavano il nome del suo amico Enrico! Non riusciva a spiegarselo proprio e anzi gli dava enormemente fastidio... Finchè, finalmente, stamattina ha risolto l'arcano... In realtà nessuna era innamorata del suo amico, come pensava il napoletano, semplicemente, in spagnolo "Che bello" si dice "Que rico!" che suona quasi come il nome del suo amico "Enrico"! Stavo morendo dalle risate mentre lui me lo raccontava anche perchè per questo motivo ha litigato con quasi tutte loro...

Che controlli estenuanti in aeroporto. Tante e lunghe file, controlli ai documenti, alle valigie, ai bagagli a mano, a noi... Assurdo: c'era un check point per il body check, dieci metri più avanti ce n'era un altro... Uno di fronte all'altro... La droga è un grande problema qui...

Si riparte. Stavolta, invece, non me ne vado con l'amaro in bocca. Sarà che sentendo i progetti di viaggio di Ivan pensavo a quanto sarebbe stato bello addentrarsi nella vera Colombia e scoprirla come farà lui oppure che in una settimana non abbiamo girato tanto come facciamo di solito...

03 febbraio Panama City (PANAMA)

[Nick]: "Sdraiato sul mio sedile in business class...

Dopo lo scalo nella capitale panamense ci imbarchiamo ma c'è qualcosa che non va... Il nostro posto è già occupato. In gergo: "Double Seating" (hanno assegnato lo stesso posto a due persone), parliamo con la hostess e ci chiede di attendere che tutti prendano posto, dovremo arrangiarci un pò! Iniziamo bene!

Nel frattempo Mark chiacchiera con una hostess... L'imbarco termina e ci assegnano due posti proprio dove c'è una colonia di vacanzieri che fanno casino...

Ci sistemiamo consapevoli che sarà un duro volo di rientro quando all'improvviso si avvicina l'hostess con cui parlava prima Mark e ci chiede se vogliamo accomodarci in business class per rimediare al disturbo creatoci... Undici ore in business! Wow!

Come falchi ci fiondiamo sulle nostre nuove poltroncine che ben presto trasformiamo in un vero e proprio letto mentre lo steward ci porgeva un bicchiere di champagne... Che spettacolo: lettino, televisore personale, giochini vari, snack e drink in ogni momento e cena a base di pesce...

Il volo trascorre molto velocemente... Mi godo gli ultimi momenti in business... E pensare che ci siamo finiti in quanto militari, il pilota del nostro velivolo è un ex dei nostri... Allora non ci sono solo fregature a fare il nostro lavoro?"

All'inizio mi son sentito un pò fuori luogo, non ero abituato a tutto quel lusso e a tutte quelle attenzioni. Ho capito ancora di più cosa hanno provato Maylediz e la cugina quel giorno all'Hilton con noi e mi son sentito ancora più fiero di aver reso possibile, con Nick, ciò.

Gracias Colombia

 

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