11 novembre Fiumicino (ITALIA)

A Krists...

La vita corre a ritmi frenetici e sta a noi goderci al meglio ogni singolo momento perché il tempo andato non ritorna più indietro.
Tante cose sono cambiate dal mio ultimo viaggio, in ultimo la perdita del mio amico fraterno Krists.

 

12 novembre Doha (QATAR)

Doha è uno snodo aeroportuale per l’Estremo Oriente povero. Il 90% delle persone che atterrano qui sono solo in transito e diretti in India, Bangladesh, Pakistan, Filippine, Sri Lanka ecc.
Siamo in Qatar! Ricordiamo che la celebre emittente televisiva: “Al Jazeera” trasmette da qui, oltre questo non so cos’altro potrebbe rendere famosa questa piccola terra immersa nel deserto e nata sul petrolio…

[Nick]: "Dopo un veloce pasto al McDonald ci siamo avviati per la “Corniche”, un vialone che costeggia il Golfo Persico… Ad un certo punto ci imbattiamo in un mercato del pesce tirato su in quel momento dai pescatori locali"…

Doha. Una città dove non c’è praticamente nulla. Un lungo vialone con tante palme dove i jeepponi 4000 Diesel di questi arabi trovano pane per i loro denti e anche attraversare la strada diventa problematico.

Qatar: un posto dove i qatarini fanno la bella vita riposandosi e gustandosi i loro narghilè ed il resto della popolazione (nepalesi, indiani, gente del Bangladesh o Eritrea) fa il resto delle cose, cioè: tutto! Ogni persona che ho incontrato lungo la mia strada, per curiosità, ho sempre chiesto da dove proveniva… nessuno ha mai risposto: Qatar!


Mi viene da chiedere: “In Qatar, esiste una popolazione locale?”
L’unica cosa che mi ha colpito è stata vedere i pescatori, appena tornati dalla battuta di pesca, vendere dei grandi e appetitosi pesci, nel cuore della notte, illuminati da grandi torce, lungo la costiera. Erano circondati da quei fantasmi bianchi con le loro tanti mogli coperte dal velo nero… acquistavano, contrattavano, pesavano con vecchie bilance… Molto pittoresco e anche romantico…
Peccato che il mio ginocchio continuava a tormentarmi… Per la cronaca: la settimana scorsa, in Italia, durante una partita a calcio mi son fatto male e non mi son ancora ripreso…

 

13 novembre Doha (QATAR)

Per questa giornata ci fissiamo pochi punti… ma confusi!

Cominciamo subito con il museo nazionale, anche se sembra disabitato…
Mi avvicino ad una guardia che, destato dal sonno, un po’ meravigliato dalla mia presenza, diciamo pure che non mi mimetizzo bene tra la popolazione del posto, mi risponde che il museo è chiuso!
Ah, ok. A che ora apre?” –“No, non apre!” –“Va bene, e domani a che ora?” –“No, non apre.”
Primo punto: ok! Passiamo oltre.

Il punto due del nostro programma prevede: Visita del City Center. Il cuore di ogni grande città! Dopo parecchie informazioni chieste qua e là e tanti passi dopo, Nick riesce a trovare un passaggio su un frigorifero a quattro ruote… Un po’ titubanti accettiamo… Speriamo bene… Ma la nostra diffidenza viene subito messa a tacere da questo bravo ragazzo che ci accompagna fino alla nostra destinazione: lo Shopping Center denominato: “City Center”! Che delusione! Un centro commerciale molto occidentale con addirittura un campo di hockey sul ghiaccio all’interno… e noi che cercavamo il centro della città!
Girovaghiamo nel grande Mall incontrando spesso i fantasmi bianchi o i domino neri finchè decidiamo di passare al punto tre: il Post Office.


Ci dicono che da qui, il taxi costa circa 5 Riyal (1 Euro), buono! Ma appena il taxista ci vede ce ne chiede 30! 
Alla fine riusciamo lo stesso a raggiungere la nostra meta a modo nostro...
L’ufficio postale era enorme e pieno di gente. Penso che sia l’unico della città, molto elegante ed arabeggiante! Ci ha serviti una timida ragazza invelata dell’Oman… Quando ricapiterà di inviare una cartolina da qui?

Una cosa che ho notato è che a Doha non c’erano molte moschee ed il muezzim s’è sentito solo un paio di volte intonare le sure del Corano… Ho l’impressione di come se la religione islamica qui non fosse tanto presente! E’ proprio vero che attecchisce dove c’è miseria e povertà, qui mi sembrano più interessati a come fare soldi e basta…

Il punto quattro prevede un salto alla TV araba più famosa del mondo: “Al Jazeera”!
Che avventura per arrivarci però…

Decidiamo di andarci in bus… Comincia la nostra attesa… Il termometro segna 40° all’ombra e noi, all’interno del bus stop, tutto in vetro, ci sentiamo come due polli in un micro-onde…
Attendiamo… Attendiamo… Attendiamo… Ogni tanto scambiamo due stanche chiacchiere, o meglio: gesti, con il muratore nepalese che condivide con noi questa lunga attesa… quando finalmente, più di un’ora dopo, il nostro sospirato bus arriva… ma l’autista ci dice che siamo nel posto sbagliato!
Sudati e demoralizzati decidiamo di prendere il primo taxi utile… altra impresa!
Quando ci riusciamo, scopriamo che la nostra meta era, in realtà, lontano un solo chilometro da dove eravamo noi…

Un po’ come Don Chisciotte e Sancho Panza, aspettando che le avventure ci piombino addosso,  notiamo un buco nella recinzione iper controllata della TV araba… decidiamo di infilarci dentro… Non l’avessimo mai fatto…

Fortunatamente qualcuno lì su ci ama e anche questa volta ce la scampiamo ma che paura…

Con un taxi ci avviciniamo alla zona del nostro hotel e ci fermiamo per un drink in un bar di pescatori che si affaccia direttamente sul romantico Golfo Persico… Sorseggiamo una coca cola mentre attorno a noi, i qatarini fumano beati il loro “meritato” narghilè! Tramonta il sole in questa poco interessante nazione…

Decidiamo di cenare in un ristorantino giordano… queste cose le vivi solo quando viaggi all’avventura! Nel Petra Restaurant, oltre noi c’erano dei muratori egiziani e nepalesi che ci osservavano incuriositi e ci salutavano!

E’ ora di recarci in aeroporto. Nel cuore della notte abbiamo il nostro volo per Hong Kong!

Mentre annotavo i miei ultimi pensieri sul mio diario pensavo ai miei amici in Italia che si preparavano per il sabato sera italiano mentre io: lercio, stanco e sudato mi immergevo nel misterioso e ignoto cuore della vita araba, incantato da tutto ciò che mi circondava…

[Nick]: "Nota di merito a Mark. Non si demoralizza mai, neanche in una città vuota come questa! Siamo riusciti a passarcela bene lo stesso e anche quest’avventura rimarrà nel bagaglio delle nostre esperienze!"

مع قطر

 

 

14 novembre Kowloon (HONG KONG)

Sette ore di volo ci hanno portato all’estremità del mondo asiatico…


Che risveglio! E’ stato in quel momento, mentre sorvolavamo gli innumerevoli grattacieli di questa “città-stato”, che ho realizzato dov’eravamo veramente!

Atterrati c’erano al parcheggio aerei di tutto l’Oriente ed Oceania: Air China, JAL, Quantas, Air New Zeland, Dragonair, Macau Airways… Siamo ad un passo dalla Malesia, Filippine, Indonesia, Cina, Australia

Siamo nell’ex colonia britannica… E proprio da quest’ultimi hanno ereditato gli autobus a due piani, la guida a sinistra… La Regina Elisabetta II rimane però solo un lontano ricordo da rintracciare in qualche vecchio centesimo di dollaro di Hong Kong

Il primo impatto è stato molto pittoresco… Maestosi grattacieli che s’ergevano dappertutto, alcuni erano dei veri e propri alveari umani, si intravedevano centinaia e centinaia di piccole finestrelle, quasi come e fossero delle celle che bucavano quegli immensi palazzoni…

Camminando lungo la famosa Nathan Road,  sembrava di essere in una Edimburgo asiatica, se invece ti intrufolavi in uno dei tanti vicoletti allora improvvisamente si materializzava una Vietnam cinese, centinaia di bancarelle che vendevano dalle più inutili cianfrusaglie alle copie delle migliori marche di tutto…

Che impressione quelle grandi strade piene di migliaia di ragazzini che camminavano, chiacchieravano, sghignazzavano, ridevano e facevano casino ovunque…


Il silenzio non esisteva e si sentiva solo un perpetuo brusio di sottofondo che alla fine diventava assordante!

Come ci aspettavamo c’erano migliaia di negozietti che vendevano articoli tecnologici all’avanguardia e quando abbiamo chiesto se avevano una memoria da un Giga per una macchina fotografica si son messi a ridere guardandoci come dei cavernicoli:  “Al massimo, la più piccola è da 4 Giga!

 
 

15 novembre Hong Kong Island (HONG KONG)

Quando si viaggia sembra che le giornate non finiscano mai! Esci di prima mattina, un po’ assonnato, e ritorni a tarda sera, spesso per una veloce doccia per poi uscire di nuovo!

Io e Nick ci divertiamo e ce la spassiamo ovunque, anche posti anonimi come Doha possono lasciare spazio a bei ricordi, figuriamoci una città che non dorme mai come Hong Kong!

La giornata odierna, full immersion nella frenetica vita del posto, comincia con la visita al Tempio Tin Hau. Profumi intensi, colori forti, l’incenso che ti avvolge, la frutta offerta alle divinità…

Osservavo quelle donne anziane che accendevano bastoncini di incenso e pregavano… pregavano… e ci credevano! Io, come al solito, me ne stavo in disparte, pensieroso, meravigliandomi di quanto fosse strano il mondo…
Qualche giorno prima a Doha vedevi quegli arabi dalle lunghe barbe che si sarebbero fatti ammazzare in nome del loro Dio (magari non quelli del Qatar, più interessati ai soldi che ad altro) e qui, nel Tempio taoista, persone che rinunciavano al proprio cibo per offrirlo a delle statue…

Visitiamo il mercato dei fiori e poi Yeun Po Street e il suo mercato degli uccelli! Stravagante vedere i venditori di cavallette… Che schifo!!!!

Dopo un lungo tragitto finalmente giungiamo al Tempio “Sik Sik Yeun Wong Tai Sin”. Regno di ben tre religioni: Taoismo, Buddismo e Confucianesimo; famoso perché qui ogni domanda trova una risposta e ogni desiderio viene esaudito.
La cosa suggestiva è che la gente prendeva un barattolo contenente dei bastoncini di legno numerati, inginocchiatisi dinanzi alle varie divinità e formulata la domanda o espresso il desiderio cominciava ad agitare il barattolo così tanto tempo finchè dallo stesso non cadeva un bastoncino, il numero corrispondente era la risposta! Incaricati alla lettura sono i tanti indovini che pascolano al di fuori del tempio. Anche noi l’abbiamo provato e mi son caduti ben tre bastoncini (31, 25 e 92), solo che non sono andato ad interpellare Nostradamus, il mio destino voglio scoprirlo da me!

Da qui, con l’efficientissima metropolitana che passa 70 metri sotto al mare e che ti permette di utilizzare sempre il tuo cellulare, ci rechiamo in un’altra isoletta per incontrare Penelope, una mia corrispondente del posto!


Su nostra richiesta ci porta in un ristorantino caratteristico, uno di quelli dove mangiano solo loro, coi menu scritti solo in cinese, con pietanze, per il nostro palato occidentale: pessime ma la tipicità del luogo ci ha ripagati della fame patita…

In serata, tornando in hotel, mi intrufolo in uno dei tanti locali dove facevano karaoke! I clienti si esibivano su un vero e proprio palcoscenico cantando canzoni cinesi… Quanto ci tengono al karaoke!

 

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