13 gennaio Rio de Janeiro (BRASILE)

Un volo di 45 minuti e siamo nella leggendaria Rio! Mentre cercavo refrigerio dai 37° di stamattina tuffandomi nel mare della celeberrima spiaggia di Copacabana non facevo altro che ripetere tra me e me… “Minchia, sono a Rio, a Copacabana…” mentre migliaia di ragazzi/e mi circondavano…

La cosa che mi ha colpito di più è stato vedere tanti gruppetti di ragazzi ma anche ragazze giocare a beach soccer… ovunque e tutti “fenomeni”… Ora mi spiego tante cose… Questi, il calcio, ce l’hanno proprio nel sangue…

Non lontane da noi c’erano due ragazze molto abbronzate…
Una mi chiamava: “Amor” leccandosi le labbra… L’altra mi si avvicina e mi sussurra: “Voĉe muito gostoso” ("sei molto gustoso"), dopo un po’ mi chiede se voglio spalmarle la crema abbronzante sul “bum bum” (parole testuali)…
Io da un lato ero imbarazzato, da un altro non volevo fare la figura dell’italiano medio e allocco e non cedo alle loro avances…

Stavolta abbiamo optato per una scelta un po’ più chic. Hotel 4 stelle a pochi passi dalla spiaggia di Copacabana!

Questa spiaggia è affascinante anche di sera quando gruppi di ragazzi si riuniscono per giocare a beach soccer anche a mezzanotte… Che spettacolo!

14 gennaio Rio de Janeiro (BRASILE)

Cristo Redentor sul Monte Corcovado.

Con un trenino ci siamo arrampicati fino alla cima. Lì il grande Cristo sembrava aspettarci a braccia aperte!

Mi ha sempre incantato quell’enorme statua posta quasi a vegliare sulla grande città brasiliana… anche se con scarsi risultati viste le pessime condizioni in cui versa la maggior parte della popolazione! (vedi le favelas per esempio…)
Il panorama goduto da quella posizione è indescrivibile…

Girando per la città mi ha colpito il vedere tanti stadi di squadre famose di calcio: Fluminense, Flamengo, Botafogo così piccoli e privi di protezioni: gli stadi italiani hanno una struttura così articolata e poderosa che appaiono come  delle vere e proprie prigioni al contrario di questi brasiliani che sembrano dei campetti di calcio parrocchiali!

Nel pomeriggio due ovovie ci portano sulla sommità del Pao de Açucar.  Un altro belvedere!

Terminiamo questa giornata interessante con un rilassante bagno in piscina sul terrazzo (19° piano) del nostro hotel…

Prima di lasciare Rio vorrei vedere le pericolose favelas più da vicino…

15 gennaio Rio de Janeiro (BRASILE)

Stamattina ho messo piede nel celeberrimo stadio del Maracanà! Quante volte l’ho sentito nominare, lo stadio più grande del mondo! Aveva una capienza di 120.00 spettatori, ora diminuita perché hanno impiantato i seggiolini…
All’ingresso, un po’ come ad Hollywood, ci sono le impronte dei più grandi calciatori brasiliani di ogni tempo impressi sul cemento, da Pelè a Ronaldo, da Altafini a Zico a Kakà ecc.
Particolare vedere gli spogliatoi, i luoghi dove ci si prepara e riscalda prima di una partita fino all’entrata in campo percorrendo il classico e storico corridoio…

Che delusione però il  campo, sembrava davvero piccolo…

Proseguiamo alla volta della Ciudad do Samba. Un posto dove le dodici scuole di samba più importanti di Rio preparano i carri allegorici che di qui ad un mesetto sfileranno lungo il sambodromo della città!

[Nick]:  "Qui ho capito davvero quanto è importante il Carnevale per i brasiliani, un anno di lavoro per dei carri che dureranno dieci giorni e poi verranno distrutti… tanto lavoro quando c’è tanta gente che muore di fame per strada!"

Domani si ritorna a San Paolo… ma manca ancora qualcosa per me… Attenzione a chiamarle favelas, è un termine discriminatorio, si chiamano: “comunità”!
Con Nick e Carmela, a bordo di un taxi cerchiamo di avventurarci… Ma risulterà più complicato del previsto.

Ma ora è tempo di rilassarci e godere di questi ultimi raggi di sole sulla spiaggia di Copacabana…

 

16 gennaio Rio de Janeiro (BRASILE)

Prima di andare in aeroporto decidiamo di visitare il centro di Rio. Ci andiamo in metro. Pulita, tranquilla e ben sorvegliata!
Finalmente il Brasile senza turisti...

In quegli immensi mercati c’era davvero la gente della “rua”. Stupendi i vicoletti tutti colorati che brulicavano di persone di tutte le specie!
Torniamo giusto in tempo per non perdere il volo. E proprio in aereo osservavo ammirato zia Rosina, 90 anni ma con una forza, una lucidità ed energia da vendere! Che bella che è!

Arrivati a San Paolo ho avuto una conferma di ciò che pensavo: se a Rio i poveri sono relegati nelle favelas, pardòn, nelle comunità, qui, nella città Paulista sono sparpagliati un po’ ovunque: sotto i ponti, dietro ai cespugli…

 

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