18 gennaio Guarulhos (BRASILE)

Giornata interamente trascorsa a casa di Rocco per festeggiare ben tre compleanni tra cui quello di Nick (anche se è domani). In serata abbiamo un altro volo per il Sud del Brasile dove, finalmente, viaggeremo a modo nostro…

Leandro al barbecue per ore e ore arrostiva tutto ciò che gli capitava sotto mano… Salsicce, wursteloni, polli, pezzi di formaggio, vari tipi di carne… mi hanno fatto assaggiare pure il cuore di gallina….
Da bere ettolitri di birra e coca cola… A questo punto mi è venuto un dubbio: “Ma non esiste l’acqua in Brasile? Bevono solo coca…
Abbiamo mangiato per ore, dalle 12 fino a tarda sera… Si chiacchierava del passato in Calabria, si giocava a giochi di società, si rideva, scherzava, facevamo un giretto e poi ritornavamo richiamati da quei pezzi di carne allo spiedo…
La gente, gli amici entravano, mangiavano qualcosa e andavano via…
Mi ha colpito profondamente il senso dell'unione di questa meravigliosa famiglia di origine italiana ormai trapiantata qui in Brasile!

Nel bel mezzo dei festeggiamenti, tra una candela e l’altra, tra un pezzo di torta e il millesimo bicchiere di coca cola io, Nick e Fernanda abbandoniamo l’allegra combriccola e via di corsa a preparare la valigia e correre in aeroporto, ci aspettano due voli…

Non ci si ferma un attimo, ma questa è la vita che piace a me…
Siamo seduti mestamente ad aspettare il nostro volo che è in ritardo e rischia di farci perdere la coincidenza a Curitiba

Giungiamo alle 3 di notte nella nostra “ambigua” posada, siamo a Foz do Iguaçu….

Appena messo piede in questa città di confine ho provato la stessa emozione di Thurso, in Scozia o di Narvik, in Norvegia, ossia solitari e silenziosi posti di frontiera dove raramente succede qualcosa.

Questi luoghi sono davvero affascinanti e misteriosi allo stesso tempo.

 

19 gennaio Puerto Iguazù (ARGENTINA)

La “Pousada Evelina” si rivela invece proprio cool, ben organizzata e soprattutto molto pulita! Lo staff è formato dalla signora Evelina (una 70enne ceca-polacca) e dalle sue figlie e nipoti.

Stamattina con una coppia di Berlino (Ian e Katarina) e William da Amsterdam abbiamo organizzato un’escursione alle splendide cascate di Iguazù però dal lato argentino, quello più ampio e spettacolare…

Questo posto è al confine tra ben tre nazioni: Brasile, Argentina e Paraguay. Mi son fermato su un’altura in cui avevo la visuale di tutte e tre questi Paesi.

Attraversato il confine con l’Argentina, segnato dal fiume Paranà, si cominciano a vedere dappertutto le bandiere azzurro-bianco-azzurro, le targhe automobilistiche cambiano, la gente parla spagnolo e pagano in pesos…

Era emozionante quando pensavo che stavo calpestando il suolo della Terra del Fuego, del tango, di Maradona, delle famose carni, degli emigranti italiani…

Arriviamo al grande parco naturalistico, siamo a Puerto Iguazù!

Decidiamo di inoltrarci nella foresta con un enorme camion scoperto e mentre seguiamo quei piccoli percorsi di sabbia rossa, conquistati dopo aver lottato con la natura a colpi di machete, pensavo a quanto fosse stato difficile il viaggio seguendo l’equatore di descritto dal sudafricano Mike Horn
Ricordo quando raccontava delle battaglie a colpi di machete, dei metri conquistati giorno dopo giorno, dei due o tre chilometri percorsi al giorno nella foresta vergine, io leggevo ammirato ma non capivo fino in fondo ciò che lui descriveva, oggi lo so…
Quei cespugli inaccessibili, quegli animali, quei suoni che ti circondavano ed avvolgevano… chissà cosa avveniva all’interno di quei cespugli…

Dopo un lungo percorso arriviamo ad un molo e da lì pronti per un rafting fin sotto le cascate di Iguazù!

[Nick]: "Il nostro giro prosegue alla volta di tutte le cascate con i salti dai nomi più disparati: dos hermanas, Borsetti, tres mosquetteros, la ventana; la più impressionante rimane la “gargana del diablo”, un salto immenso dove non si vedeva il fondo..

Al rientro ci fermiamo a cena tutti insieme in un ristorantino a Foz do Iguaçu e rimaniamo in giro a divertirci fino a notte fonda!"

La “gola del diavolo” mi ha impressionato per l’enorme forza della natura… Quell’immensa massa d’acqua che da vari torrenti, piccoli fiumiciattoli scorreva lenta e pacata e poi all’improvviso si lanciava dalle rocce, da quell’alto salto rendendo quella cascata: maestosa! Quel perpetuo rumore che non ti abbandonava mai, quegli spruzzi d’acqua che ogni tanto ti schiaffeggiavano quasi a dirti: “Abbi rispetto di ciò che vedi…”
Ho visto gente che pregava dinanzi alla cascata, altri che l’ammiravano con gli occhi lucidi, altri persi nei propri pensieri…

Osservavo i miei infradito. Quando sei anni fa li comprai a due euro in un mercatino di  Belgrado sono sicuro che non si sarebbero mai aspettate o immaginato di calpestare le terre, i deserti, le spiagge o città di tutto il mondo, dal Vietnam a Capo Verde, dal Messico al Paraguay, da Israele ad Hong Kong…  

Ora le vedo che stanche arrancano ma cercano di tenere duro perché c’è ancora molto da visitare…

Gracias Argentina

 

20 gennaio Hernandarias (PARAGUAY)

[Nick]: "Veloce colazione e via di corsa a prendere l’autobus che ci porterà in Paraguay."

Questa è l’unica frontiera che conosco dove si entra senza nessun controllo.
La città paraguayana al confine si chiama Ciudad del Este ma, nemmeno arriviamo che, subito saliamo sul primo autobus che passa… destinazione: Boh! Lo scopriremo strada facendo.

Poco dopo la diga di Itaipù, mezz’ora di cammino più tardi, ci fermiamo ad Hernandarias, cittadina famosa per… lo scopriremo strada facendo!?!

[Nick]: "Senza mete o programmi decidiamo di scendere in una via che sembra abbastanza movimentata (tre cani ed un gatto); si avvicina una vecchia e ci dice di stare attenti con la video camera e la macchina fotografica… Benvenuti!
Un boccone al volo da “Tio Caye”  e giusto per dare un senso a questa giornata ci avventuriamo alla ricerca dell’” oficina de correo”. Il bello è in un paese di 100 abitanti, 99 non avevano la minima idea di dove si trovasse questo strano posto (ufficio postale)…

Girovaghiamo per un po’ come trottole finchè becchiamo l’unico che sapeva dove fosse.

Corsa contro il tempo perché stava per chiudere e lo troviamo chiusa!

Riprendiamo il bus per Ciudad del Este e ritorniamo alla ricerca del nostro ufficio postale… Dopo tanto peregrinare finalmente ci riusciamo…"

E’ il fiume Paranà a dividere il Paraguay dal Brasile. C’è un lungo ponte che collega questi due Paesi e proprio la mancanza di controlli doganali mi ha fatto venire l’idea di attraversare tutto il ponte a piedi… “Son andato in Brasile a piedi!!!!”

Stanotte abbiamo il volo di rientro a San Paolo.

Ceniamo, come al solito da “Moraschin”, gelato al solito posto da Cris… E’ incredibile come abbiamo creato il nostro habitat anche in un posto così lontano…

Gracias Paraguay

21 gennaio Praia Grande (BRASILE)

Dopo due voli, tre bus, due metro e un paio di km a piedi finalmente raggiungiamo Pino, Nicolina e zia Rosina a Praia Grande, vicino Santos. La spiaggia dei paulisti.

Il tempo fa schifo… Piove e fa freddo… Altro che ultimi giorni di relax, mare e sole… Io e Nick domani abbiamo deciso di ritornare a San Paolo, almeno ci godiamo la vita notturna della metropoli!

Praia Grande o come la pronunciano loro: “grangi”, come dice la parola stessa ha una spiaggia immensa… Sembra un deserto che dà sull’Oceano Atlantico

Peccato per le nuvole nere, il vento e il freddo. Sarebbe stato favoloso concludere questo viaggio “sbracati” su questa spiaggia a “tomar” un po’ di sole…

Ma non ci perdiamo d’animo!

23 gennaio San Paolo (BRASILE)

Mentre andavamo a San Paolo, stamattina, e chiacchieravo con Leandro, tra una samba e l’altra improvvisamente lo stereo comincia a diffondere le note della mia canzone preferita: “I’m yours” di Jason Mraz. Che meraviglia.

Con quel jeppone dai vetri oscurati, navigando per le strade affollate della metropoli, con le insegne colorate dipinte sui muri, mi sentivo proprio vivo e ancora più convinto della cosa che stavo andando a tatuarmi per tutta la vita sul mio corpo.

Nel pomeriggio ho fatto un altro tatuaggio.
Questa volta da Cigano Aguillera.

Dopo un paio di orette, rasa qui, sterilizza lì, monta la macchinetta e zzz zzz zzz
Un dolore cane in alcuni punti più sensibili… Ma almeno il lavoro mi piace…

Concludiamo questa intensa giornata con Emerson e company in un bel localino con musica dal vivo, come piace a noi...

 

24 gennaio Guarulhos (BRASILE)

Questo viaggio volge al termine.
Ho impresso davanti ai miei occhi i volti di tutte le persone che ci hanno accolti qui. Li ho conosciuti, apprezzati ed amati. Questi uomini e donne dall’immensa nostalgia per l’Italia pari al loro grande cuore.

Ho ammirato la loro disponibilità gratuita, il loro cercare di riempirci sempre di mille attenzioni. Mi ha quasi commosso quando poco fa la 90enne zia Rosina (come la chiamo affettuosamente io) abbracciandomi mi ha detto in un misto di calabrese e portoghese: “Scusami se non siamo riusciti a fare tutto quello che volevate”! “Ma che dici? Siete stati tutti fantastici”!

E’ naturale che avremmo potuto gestire tutti i giorni a nostra disposizione in maniera diversa, un po’ come abbiamo fatto a Foz do Iguaçu, ma ci saranno tante altre occasioni per questo, tanto ci ritorneremo tante altre volte in questo immenso Brasile!

[Nick]: "La mia testa torna spesso al bus per Hernandarias, alla strada, alle case, alla vita di tutti i giorni… Io, Mark e William che ci avventuriamo. Destinazione: ignota.
Quando mi chiederanno: “E ad Hernandarias che c’era?” Io risponderò: “Nulla”. Quel nulla vero e vivo che a noi piace scoprire".

25 gennaio Guarulhos (BRASILE)

Ultime ore. Quando è così spero che il tempo passi veloce. Vorrei uscire da questa casa e andare in aeroporto da solo, senza dire nulla a nessuno. Odio gli addii.

[Fabiana da San Paolo, Brasile]: "Ano novo, vida nova. Comecei o ano com este sentimento, viver un bom ano. Voces nao imaginam o quanto a presencia de voces ajudou para que tudo comecasse bem. Fazia muito tempo que nao me divertia e sorria como nesses 15 dias. Obrigada. Conhecer uma parte da familia e dos amigos do homem que eu amo e ser contagiada pela humildade e alegria de pessoas como voces dos, Marco e Nicola, nao tem preços. Depois desses dias. A Italia nao estara longe, em outro continente, estara para sempre gnardada no coracao, junto com voces".

[Nick]: "E’ stata veramente dura salutare queste persone. Le rivedremo, lo so".

Obrigado Brasil

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