08 gennaio Fiumicino (ITALIA)

A Pino.

Un mesetto fa, mentre pranzavamo a casa di Nick all’improvviso squilla il telefono… sono dei lontani parenti brasiliani che  chiamavano per salutare questi cugini di cui hanno tanto sentito parlare nei racconti della vecchia nonna ma che non avevano mai incontrato…

Andiamoli a trovare”, propongo subito…

...qualche settimana dopo: eccoci, ad attendere il nostro volo Air France diretti a San Paolo.

Sta per cominciare una nuova avventura!

Buio in sala…

A Parigi scopriamo che gli addetti ai controlli di terra stanno scioperando perché hanno freddo…

Riusciamo a salire a bordo del nostro Boeing 777 diretti in Sud America giusto in tempo …

09 gennaio Guarulhos (BRASILE)

Messo piede in Brasile: che festa!

Ci accoglie Nicolina, Pietro e il figlio Giuseppe. Saranno i primi di una lunga e meravigliosa serie di parenti di Nick.

Comincia subito il tour delle varie case, spuntano ovunque: zie, zii, cugini, nipoti e dappertutto baci, abbracci, occhi lucidi, dolci, bibite… Lunghe chiacchierate in portoghese-calabrese… Sono tutti felicissimi, glielo si legge negli occhi…

Mi sento un po’ come i “Turisti per caso” in visita ai nostri connazionali all’estero!

 

10 gennaio San Paolo (BRASILE)

Appena svegli c’è già Veronica e Fernanda ad attenderci per una veloce visita all’immensa città di San Paolo!

Stiamo parlando di un agglomerato che, con tutto l’interland, conta circa 20 milioni di abitanti… 1/3 della popolazione dell’Italia!

La prima cosa che mi colpisce sono i tanti garage; i parcheggiatori  in mezzo alla strada si sbracciano per farsi notare dagli automobilisti…

Ci fermiamo a visitare il “Mercado Municipal”; le bancarelle che vendono la multicolore frutta tropicale, così bella e luccicante che sembra finta!

Scambiamo due chiacchiere con un venditore: Francisco, che appena sente che siamo italiani, lui: figlio di emigranti calabresi, comincia a farci degustare tutti i tipi di frutta possibili ed immaginabili! Maracuja colombiano, mango, papaya, lixia, banane di terra, ciliegie giganti… Squisite!

Subito dopo è la volta della specialità del posto: il “bolinho de bacalhau”, un impasto fritto di baccalà, patate e prezzemolo. “Ma-ra-vi-lho-so”!

Bovespa. La Borsa del Brasile. Dopo l’Hang Seng di Hong Kong rieccoci nel cuore finanziario di una nazione!
Riusciamo addirittura ad entrare in uno spazio dedicato ai visitatori ed ancora una volta la cordialità e simpatia di questo popolo ci colpisce!

Fuori fa troppo caldo. Il termometro segna 31°!

Ci vuole assolutamente una fresca Caipirinha rilassati al “Salve Jorge” mentre io, astemio, mi gusto un bel frullato di “abacaxi e hortelà” (ananas e menta), con un’orchestrina che rallegra l’ambiente suonando romantiche melodie carioche!

Attraversando l’Avenida Paulista, che è una delle strade principali, ci fermiamo al “Bolinha”, un delizioso ristorantino la cui specialità è la “fajolada”, una zuppa di fagioli con salsicce, grasso di maiale, frattaglie varie e chi più ne ha più ne metta…

Chiacchierando scopriamo che San Paolo ha tre squadre di calcio abbastanza importanti: Palmeiras, Sao Paulo e Corinthias, proprio quest’ultima ha appena acquistato il fenomeno Ronaldo!

Dopo una lunga passeggiata nel Parco Ibirapuera, concludiamo la giornata a casa di Nicolina con tanti parenti tra una pizza e una canzone di Domenico Modugno o Claudio Villa.

Che gente meravigliosa. La maggior parte di loro non è mai stata in Italia, alcuni non hanno nemmeno ben chiara la geografia del nostro paese ma tutti ammirano con nostalgia quel piccolo “stivale”… Chissà cosa si prova a sapere che tutti gli antenati hanno vissuto in una terra lontanissima…
C’è chi ha cartoline incorniciate di Roma o Catanzaro esposte lungo i corridoi di casa, chi la bandiera italiana adesiva accanto alla targa automobilistica, chi il porta-chiave a forma di stivale tricolore….

Tra i Cd musicali non trovi quelli di samba, magari in quelli dei figli sì, ma loro hanno solo i vecchi Modugno e Villa; sembra che il loro tempo si sia fermato a quel lontano 1956 quando zia Rosina, il marito e qualche figlioletto, con valigie di cartone sono approdati in questa lontana terra!
Emigranti in cerca di fortuna!

11 gennaio San Paolo (BRASILE)

Visitiamo il quartiere giapponese con la sua “Praça da libertade”!

Gironzoliamo nel bel mercatino mentre Veronica mi racconta dei problemi della sua città, primo fra tutti: la droga.

Comprare qui un grammo di cocaina costa appena 10 real (3 euro circa) e di conseguenza è molto diffusa, e lei, infermiera, ne vede di tutti i colori…

Pranziamo dal simpatico Salvatore nella più antica tradizione calabrese: gande tavolata mentre io, come uno spettatore, ammiravo lo spirito che univa tutte quelle persone che cominciavano già ad entrare nel mio cuore.

La luce che brillava nei loro occhi, quel luccichio, quelle lacrime che spesso scendevano giù, i ricordi che riempivano la tavola e spesso erano seguiti da attimi di silenzio con gli sguardi persi nel vuoto…

12 gennaio San Paolo (BRASILE)

I f urti: ogni palazzo ha guardiani operativi 24 ore su 24, doppio cancello d’ingresso (tipo banca), telecamere in vari punti strategici del palazzo che, addirittura, puoi monitorizzare direttamente seduto comodamente in poltrona davanti alla tua televisione!

Incontriamo Leandro (altro parente) che lavora come investigatore anche se a vederlo tutto sembra tranne che un poliziotto! Mi da più l’idea di un narcotrafficante, come, per scherzare, lo chiamo. Catene d’oro al collo, pistola alla cinta, altra attaccata al polpaccio, tatuaggi… Mi ha spiegato che deve vestire così per mimetizzarsi e confondersi tra la gente…

In serata, mentre facevo due passi lungo la strada principale di Guarulhos, vengo letteralmente risucchiato dalla musica che proveniva da un locale un po’ particolare… Mi affaccio curioso e vedo una cinquantina di persone di tutte le età che intonavano canti religiosi a Dio!

E' una chiesa evangelica. Il guardiano mi invita ad entrare e comincia a presentarmi tanti pastori. Rimango incantato dall’armonia che regnava in quel posto. Mi spiegano che quello è il loro “modo di pregare per rallegrare il Signore” (parole testuali).

Tornado a casa ritorno riflettevo: “Ma a che servono quelle messe noiose e monotone in Italia? Quei sermoni pallosi e patetici quando si può pregare saltellando, urlando e cantando a squarciagola gioiosamente … vedevo quei bambini che ballavano e cantavano e si divertivano… sono sicuro che nessuno li aveva costretti a stare lì"…

Dopo una cenetta tropicale a base di lixia, maracuja e pigna ci si prepara per la partenza: domani si va a Rio de Janeiro!

 

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