01 giugno Milano (ITALIA)

Sebbene siano trascorse solo poche settimane dal mio ultimo viaggio in Nuova Zelanda, son già successe tante cose… prima fra tutte la mia imminente partenza per l’Afghanistan, ebbene sì, tra meno di un mese starò in quella terra lontana…

Ho deciso, nonostante i preparativi della missione, di fare un salto in Lettonia… Era una cosa che avevo in mente ed in programma da un bel po’. Dopo la tragedia di Krists: dovevo farlo! 

Son passati dieci anni da quella prima volta…

02 giugno Riga (LETTONIA)

Quante emozioni! Che bello riabbracciare il mio caro amico Martins.
Martins, il mio piccolo amico, quello che 10 anni fa facevo entrare di nascosto in discoteca perche’ aveva 16 anni e gli era proibito ora e’ un uomo, e’ sposato, ha una figlia di tre anni: Patricia.

E’ un uomo. Per me: un fratello!


Abbiamo trascorso l’intero pomeriggio a chiacchierare, fiumi infiniti di parole cercando di raccontarci gli ultimi anni delle nostre vite!

In serata ho guidato per le strade lettoni fino a Jelgava, dove soggiornero’, l’Audi che il gentile Maris mi ha affidato.

Seduto a cavalcioni sulla finestra annoto i miei primi pensieri, un po’ confusi…


Il gatto Pucsi mi passeggia sul diario ed io penso al vecchio Ripsi… Un cane anzianissimo, ormai sordo ma ancora vivo… Immortale…

Dieci anni fa… Cresco ma vivo…

Sento che questa missione, almeno l’idea di essa, mi ha già cambiato.

Cosa succederà lì? E soprattutto al ritorno…

L’importante è ritornare, come dicono gli americani: “Alive and in one piece” [N.d.r. “Vivo e intero”].

03 giugno Jelgava (LETTONIA)

Stamattina mentre facevamo la spesa al “Rimi” e gironzolavo per le strade di Jelgava, pensavo tra me e me a quanto io mi senta legato a questa nazione. Forse perché la sento più vicina a me, dopo la mia Italia, e questo grazie a Krists e Martins.

In serata cena da Anda e Leo. A “Gustava iela” tutto è cambiato.


Tutto è rinnovato, ristrutturato. Non c’è più quella piccola casetta ma tre appartamentini deliziosi e molto dignitosi, curati e moderni.

Leo mi ha mostrato con orgoglio tante foto del mio amico Krists, di quando era negli Stati Uniti alla scuola di volo, in Estonia a volare e mi ha fatto commuovere quando con discrezione mi ha chiuso nella mano un portachiavi con la foto del figlio a bordo di un velivolo militare e ha sussurrato: “Questo è per te”! Lo porterò con me in missione. Mi proteggerà.

Ho conosciuto Linda, la moglie di Martins, molto carina ed educata e la piccola Patricia: una peste ma bellissima!
 
Cena tipica lettone in memoria dei vecchi tempi. Patate, yogurt (in realtà una cremina molto simile), insalata e carne.

04 giugno Riga (LETTONIA)

Serata nella music hall di un hotel di Riga ad ascoltare il concerto di Dj Ella, la ragazza di Maris che in Lettonia è una cantante pop emergente e famosa. Elina, suo vero nome, pur avendo soli 22 anni mi sembra molto decisa, astuta e forte caratterialmente.

 

05 giugno Riga (LETTONIA)

Martins mi avvisa che in mattinata ci sarebbe stato un raduno al cimitero di Riga da parte degli ex colleghi di Krists. Decido di unirmi a loro. Lungo la strada compro un mazzo di crisantemi e secondo la tradizione lettone li acquisto in numero pari.
Entriamo nel cimitero e noto subito che è situato proprio accanto a quello che visitai 5 anni fa quando venni qui con l’accademia. E pensare che quella volta ero qui con tutt’altro spirito.
Mi faccio forza e procedo.

Un lungo e tetro viale alberato in terra battuta ancora umido dalla pioggia di ieri, una grande statua di un vecchio scrittore lettone campeggia alla fine del percorso. Voltiamo a sinistra e sbucano tante lapidi del periodo della seconda guerra mondiale con foto di vecchi soldati baffoni in uniforme e pieni di medaglie, tutto è scritto in cirillico… Martins mi dice che sono militari della famosa Armata Rossa. Procediamo, in lontananza, proprio vicino alla recinzione perimetrale scorgo una montagnetta di terra fresca con tanti fiori bianchi sopra… Martins e Leo si fermano. E’ lì il mio amico.
Leo, con gli occhi lucidi, si accovaccia e accarezza un pezzo di terra…
Io mi metto in disparte… Poi mi faccio coraggio e mi avvicino… Depongo i miei fiori… Mi riallontano… Tremila pensieri affollano la mia mente… Non riesco a non pensare alle cose che mi ha raccontato Martins…

Il cielo è grigio… Spira un forte vento che agita rumorosamente tutti i cespugli e gli alberi…
Un lungo treno merci che trasporta enormi serbatoi di nafta dalle scritte cirilliche passa velocemente… E’ infinito… Immaginavo il mio amico sdraiato, col suo sorriso sornione, che osservava questi lunghi convogli russi…
Improvvisamente prima uno, poi un altro gruppo di persone cominciano ad avvicinarsi a noi, in religioso silenzio, stringono la mano a Leo, poi a Martins, poi a me. Martins mi sussurra che sono i colleghi del fratello.
Un po’ impacciati, quasi come se seguissero un cerimoniale, passano in rassegna, ciascuno lasciando un fiore sulla nuda terra.
Si soffermano un po’ a pregare e poi si rifanno in disparte. Da una busta prendono una bottiglia di vodka, una di succo di frutta e un pacchetto di biscotti salati e tutti insieme ci ritroviamo a brindare al ricordo di  Krists mentre Martins mi legge una frase scritta sulla tomba di un russo proprio lì di fronte: “Una persona muore solo quando ci si dimentica di lei.”

Prima di andare via, Martins, con un rastrello piana tutta la terra attorno alla tomba e mi dice che la tradizione vuole così in modo che lo spirito non esca e porti via altre persone…

Al ritorno dal cimitero ci fermiamo all’ospedale per le votazioni politiche. Assurdo, qui, oltre che nelle scuole, si vota anche negli ospedali!
-“Martins, sei sicuro di aver votato bene?”
-“Sicuro Marko, ho votato per me!”

Ricordando i vecchi tempi ci rechiamo in centro col tram. Non vedo più il simpatico trooley bus, non ci sono più le dolci vecchiette che si avvicinavano a venderti il biglietto ma un moderno bus stile britannico!

Rispetto all’ultima volta che son stato qui il centro storico non è cambiato di molto.
Tanti palazzi son stati restaurati, alcuni decadenti buttati giù; le discoteche in cui passai tutte le mie nottate o son chiuse o hanno cambiato nome…
Ma il McDonald dinanzi al leggendario Laima Clock è sempre lì e sempre frequentatissimo.

Io e Martins abbiamo passeggiato, girato in lungo e in largo attraverso tutte le strade, viuzze e vicoli del centro storico ripensando alle avventure delle quattro puntate precedenti!

Terminiamo la serata a casa del mio amico dove ci raggiunge Rita, Nick e Inguna spizzicando qualcosina e giocando a vari giochi di società…

 

 

06 giugno Jelgava (LETTONIA)

Stamattina ho accompagnato pure Rita a votare. Lei lo ha fatto in una scuola ma la cosa divertente è stato il notare che qui non c’è tutto quel rigore o segretezza che c’è da noi… la gente compilava le schede elettorali mentre era in fila, addirittura c’era chi aiutava o spiegava come compilarla e la cosa buffa è che le spiegazioni avvenivano direttamente sulla scheda con cui avrebbero votato…

Visti due timidi raggi di sole ne abbiamo approfittato per fare una visitina alla città che mi ospita: Jelgava.


La stazione ferroviaria, l’università, la chiesa di Santa Maria (cattolica) ed una ortodossa, tipo San Basilio…
Mi son avventurato all’interno mentre stavano celebrando un funerale. Erano tutti russi, mi ha colpito molto il rito ortodosso, quei cori, quei fumi, quei profumi...


“Com’è strana la vita” pensavo tra me e me uscendo… all’interno la gente piangeva un vecchio appena morto e all’esterno altri festeggiavano l’unione  di due ragazzi appena sposati…

 

 

 

 

 

 

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