07 giugno Sigulda (LETTONIA)

Sulla via per Sigulda c’è un grande mercato di artigianato, è tenuto una volta l’anno!
Si chiama: Gadatirgus” e vendevano tante cose tipiche, da utensili per la cucina in legno a brocche o vasi porta-fiori in ceramica fino a specialità culinarie del luogo…

Nella periferia di Sigulda, Martins si ferma vicino ad una grande struttura stile sovietica sulla quale campeggiava un’enorme scritta: “Sarajevo Jugoslavija”; era una pista per bob!
Martins, come me ed il fratello Krists, ama le cose estreme ed eccoci poco dopo, casco in testa lanciati come un grande proiettile, “pilotati” da un’ex campionessa sportiva, giù verso il traguardo!

Finalmente raggiungiamo il castello di Sigulda.
Mi dava l’impressione, per lo stile, i colori, le forme di un castello medievale, quello dei tempi dei menestrelli, del film di Benigni e TroisiNon ci resta che piangere”.


"Ogni azione bisogna che s'eserciti per moto.
Il moto è causa d'ogni vita."

- Leonardo da Vinci - (L'uomo e la natura)

08 giugno Tervete (LETTONIA)

Oggi ci siamo mossi verso il confine con la Lituania, a Tarvete.

Abbiamo fatto un po’ di trekking seguendo percorsi all’interno del bosco che aveva come tema principale il rappresentare i personaggi delle favole per bambini scritti da Anna Brigadere, una nota scrittrice lettone.
Peccato solo che mentre imbruniva ci siamo persi ed è stata veramente dura ritrovare la via d’uscita...

"Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero sul bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che
un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti."

- Anonimo -

09 giugno Riga (LETTONIA)

Divertentissimo pomeriggio all’acquapark, o come dicono qui: “Akvapark”… strano ma vero ma anche qui c’è un parco divertimenti acquatico… Aperto tutto l’anno! E come faranno mai?
Semplice! E’ tutto al coperto! E mentre fuori faceva un gran freddo, noi ci divertivamo all’interno a sfrecciare sui colorati scivoli o a rilassarci nelle comode spa.

10 giugno Riga (LETTONIA)

Pomeriggio allo zoo di Riga. E’ incredibile il fatto che nonostante siano passati sette anni dall’ultima volta che l’ho visitato: nulla sia cambiato!

Entusiasmante gara di pizze a casa di Martins subito dopo lo zoo.
Pit Stop prima al super market, ognuno ha comprato i propri ingredienti, poi farina, acqua e sale e via!
Martins ci ha deliziati con la sua “piça lettone” condita da una salsina creata con un mix di ketchup e mayonnaise, wurstel, formaggio, ananas, pomodori e cetrioli sotto aceto…
Io mi son cimentato in una semplice metà margherita e metà caprese!

11 giugno Riga (LETTONIA)

Ho rivisto Signe, la moglie del mio grande amico Krists. Abbiamo chiacchierato per ore e alla fine mi ha consegnato una lunghissima lettera che aveva preparato per me in cui mi raccontava dell’ultimo tormentato periodo di vita del marito…

Al cimitero, guardando la fossa di Krists, mi diceva: “La vita è così fragile e breve. Bisogna vivere davvero sempre quasi come se fosse l’ultimo giorno…” poi ha aggiunto, “e lui l’ha fatto!”

 

12 giugno Pavilosta (LETTONIA)

Martins mi propone un week end in giro all’avventura.

La prima cittadina che incontriamo è quella di Kuldiga, stile medievale con degli edifici molto caratteristici, paesino famoso per la sua cascata: Ventasrumba”

A Palanga, Martins mi ha mostrato la costa del mar Baltico

Finalmente raggiungiamo Pavilosta. Alloggeremo qui stanotte in una guest house meravigliosa immersa nel verde e a poche centinaia di metri dalla spiaggia…

Mentre preparavamo il barbecue il sole tramontava alle nostre spalle specchiandosi direttamente sul mare.

13 giugno Jelgava (LETTONIA)

 Liepaja
Il mio amico Martins comincia a raccontarmi un po’ di questa città. Aveva ragione quando la definiva un’enorme città fantasma o la “Chernobyl lettone”!
Un’infinita serie di grandi casermoni simili ad alveari, tutti uguali, puro stile sovietico, ma abbandonati. Ingressi chiusi con mattoni e cemento, tutti privi di finestre… il mio amico mi raccontava che durante il periodo sovietico quella zona  della città era riservata solo ai militari, infatti c’erano campi di addestramento, alloggi, persino una prigione.
Ero impressionato al pensiero di quello che poteva essere stata quella città durante il periodo dell’armata rossa… C’era persino un’intera stradona fatta di lastre di cemento per il passaggio dei carri armati. Una vera roccaforte sul Baltico e sul Nord Europa.
Visitiamo la prigione che come raccontava la guida era riservata ai militari ma solo per brevi  periodi  perché era a carattere prettamente punitivo e non solo detentivo.

Proseguiamo e in un’ora siamo a Klaipeda, in Lituania.
Che strano attraversare il confine Lettonia-Lituania senza alcun controllo.
La dogana sembrava un casello autostradale abbandonato, quel confine dove anni fa, per una foto, mi stavano quasi sequestrando la macchina fotografica…

A bordo di una barca raggiungiamo il delfinario, il più importante dei Paesi Baltici, a detta dei miei amici. Ci ha offerto uno spettacolo molto accurato. Bravi.

Prima di lasciare la Lituania ci fermiamo a Palanga. Città molto turistica con un lungo viale pedonale pieno di negozietti per turisti, giostrine per i bambini… proprio qui ci imbattiamo in un corteo molto particolare.
Una lunga, colorata ed allegra processione induista sfilava lungo la strada… dopo essere stato nello Sri Lanka mi faceva strano vedere lì ragazze bionde, dagli occhi azzurri indossare sari e ballare come se fossero delle orientali…
La cosa che più mi ha colpito è stata la loro espressione, i loro volti rilassati, felici, sembravano in pace con il mondo!

14 giugno Jelgava (LETTONIA) 

Per ringraziare Martins e la moglie della loro fraterna accoglienza ho organizzato una cenetta tipica italiana tutta per loro.
Successone! Menu: spaghetti Barilla con salsa lettone e basilico in polvere, mozzarella prodotta in Polonia, pomodorini e ricotta tedesca; macedonia con tutti i frutti che sono riuscito a trovare al supermarket!

 

15 giugno Jelgava (LETTONIA) 

Sto per ritornare in Italia.
L’ultima volta che son decollato da qui ero a bordo di un C130 dell’Aeronautica Militare Italiana, un semplice allievo con tanto ancora da imparare e scoprire..

Tra pochi giorni sarò di nuovo in partenza, non indosserò più i miei jeans sbracati o le mie amate T-shirts ma una mimetica che sarà il mio vestito per tanti mesi (almeno non perderò tempo a decidere cosa indossare); non avrò la mia macchina fotografica perennemente in tasca quando viaggio ma una pistola; non dovrò badare al mio passaporto o portafoglio ma ai caricatori dell’arma; non ci sarà l’adrenalina di scoprire nuovi posti ma quella di stare attento per restare in vita…
Cambia tutto, cambiano gli scenari, gli stati d’animo…

Chiudo qui queste due rilassanti, a volte, commoventi altre, settimane in questa sconosciuta nazione che grazie ai miei amici ho sempre considerato come la mia seconda patria.

"Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge,
chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare,
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
"

- Anonimo -

 

 

 

 

 

 

 

 

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