09 marzo Rotorua (NUOVA ZELANDA)

Stamattina con una barchetta raggiungiamo l’isoletta di Front Beach.

In giro per l’isola, mi fermo in un cimitero posto su una collinetta: semplice, sereno, senza sculture o statue, così lontano dai nostri, ti trasmette proprio la sensazione di tranquillità e pace…

Mi ha ricordato molto quello di Cap Malheureux o di Caye Caulker. Son sempre più convinto che le cose semplici sono le più vere!

Front Beach, è famosa perché qui sbarcò, nella seconda metà del 1700, il mitico navigatore inglese James Cook. A differenza dell’olandese Abel Tasman, (da cui prende il nome sia un mare che un’isola australiana), Cook riuscì, grazie alle sue capacità diplomatiche, ad intrecciare buoni rapporti con le popolazioni indigene e piano piano a conquistare questa lontana isola.

Il suo predecessore, 100 anni prima non ebbe buona sorte, la flotta dimezzata a seguito dei combattimenti con gli indigeni, vari infruttuosi tentativi determinarono la rinuncia alla conquista con la motivazione: “La popolazione è riottosa e non ci sono materie prime di particolare rilevanza, indi non ne vale la pena…”

A Waihi ci fermiamo a pranzare proprio lungo il bordo di un immenso buco a spirale nella terra che scende a giù fino a 650 metri e scopriamo essere una miniera aurifera…

Mimmo alla guida, io: navigatore e il viaggio continua…
Prima di raggiungere la nostra destinazione di oggi (Rotorua) ci fermiamo ad Ohinemutu. Una grande chiesa rossa e bianca adornata di statue e disegni maori attira subito la nostra attenzione. I fumi derivanti dai pozzi di acque sulfuree rendono l’ambiente ancora più caratteristico…

10 marzo Rotorua (NUOVA ZELANDA)

Wai-O-Tapu. E’ ricoperta da crateri crollati, pozze di fango ed acqua fredda, bollente e fumarole. L’acqua della zona si riversa nel ruscello Waiotapu che si immette nel fiume Waikato. Nel ruscello, dovuto alla presenza di sostanze chimiche provenienti dalle numerose sorgenti bollenti della zona, non ci sono pesci.
Wai-O-Tapu è anche il nome del geyser più famoso della Nuova Zelanda.
Molto suggestivo invece il percorso all’interno del parco termale, sei circondato da pozze d’acqua con le bolle che partono dalle più basse profondità per poi esplodere in superficie…

Il “Bagno del diavolo”, un cratere dal contorno frastagliato, ha uno specchio d’acqua verde fluorescente che sembra quasi dipinto…

In tarda mattinata visitiamo il museo di Rotorua; interessanti i due filmati, uno sulla storia della città, da quando era abitata dagli indigeni maori all’avvento dei colonizzatori britannici, all’inizio dei guadagni economici fino al terribile terremoto del 1886 e ai giorni nostri… L’altro filmato è dedicato al leggendario 28° battaglione maori che nel 1939 è salpato alla volta dell’Inghilterra volontariamente per prendere parte alla Grande Guerra.
“…1944 fronte di Cassino. Un reparto neozelandese da una settimana attacca invano una collina difesa dai tedeschi. Una mattina, all’alba, gli uomini escono nudi dalle trincee e ballano una Haka, l’antica danza dei guerrieri maori. Urla agghiaccianti, mani che battono sulle cosce possenti, lingue mostrate al nemico, occhi sbarrati. Mezz’ora dopo sulle trincee tedesche sventola la bandiera bianca…”

“Ka mate? Ka mate? Ka ora! Tenei te tangata puhuru huru. Nana nei i tiki mai. Whakawhiti te ra. A upa ne! A upane kaupane whiti te ra.!” (Io muoio? Io muoio? Io vivo! Questo è l’uomo dai lunghi capelli. Che ha persuaso il sole. E l’ha convinto a splendere di nuovo. Un passo in sù. Un altro passo in sù. Un passo in su, un altro… il sole splende”)

“Non avrei mai pensato di andare oltre Franktown Junction ed ora mi rotrovo in partenza per l'altro capo del mondo” (Kuru Waaka)

Tremende le immagini di quei 3500 ragazzini che partivano verso quei luoghi così lontani dalle loro più fervide immaginazioni… 640 non tornarono mai più nella loro amata isola; 1200: mutilati. Combatterono strenuamente in Grecia, Egitto, Libia, sbarcarono a Taranto per combattere a Cassino

Ripartiamo, destinazione: Te Wairoa, cittadina resa celebre perché considerata la Pompei neo zelandese.

Il 10 giugno 1886, all’alba, violenta ed inaspettata, ci fu l’eruzione del Monte Tarawera, il più grande disastro naturale in Nuova Zelanda. Per più di quattro terrificanti ore, rocce, cenere e fango bombardarono il tranquillo paesino di Te Wairoa. L’eruzione distrusse l’ottava meraviglia del mondo – il magnifico Pink e White Terraces, e seppellì tutto ciò che incontrò sotto due metri di materiale vulcanico.

 

11 marzo Tongariro (NUOVA ZELANDA)

Lasciata Rotorua ci dirigiamo verso il lago Taupo.

Dopo aver acquistato le provviste per i prossimi tre giorni ci fermiamo a visitare uno zoo molto particolare: quello dei celeberrimi kiwi.

La spesa di oggi è stata fatta in funzione del trekking di domani. Tutte le provviste son state scelte con molta attenzione: frutta disidratata, barrette energetiche, bottigliette d’acqua per lo zainetto, sandwiches ecc.

Nel pomeriggio comincia l’ascesa verso il Tongariro National Park dove alloggeremo per i prossimi due giorni… Siamo nella terra del “Signore degli anelli”!

Il Monte Tongariro è alto 1967 metri e domani, tempo permettendo, lo scaleremo percorrendo 19,4 km per nove ore di cammino…

Purtroppo le previsioni per domani sono pessime, ma lo sapremo solo alle sette del mattino se potremo partire per questa spedizione o no…

E’ il mio primo trekking duro e sono molto emozionato.

Sono le 22.00 e già tutti dormono, domani la sveglia suonerà alle 5…

 

 

 

 

 

 

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