14 marzo Motueka (NUOVA ZELANDA)

E’ l’alba e siamo già pronti per l’imbarco.

Tre ore a dondolo da Wellington a Picton attraverso dei fiordi mozzafiato… Emozionante quando, ad un certo punto, abbiamo incrociato un branco di delfini che giocavano esibendosi in salti e piroette sotto gli occhi ammirati e divertiti di tutti…

A Picton prendiamo le due nuove auto che ci porteranno in giro nell’isola del sud.
 Si parte alla volta di Motueka ma lungo il cammino, a Nelson, ci fermiamo ad assistere ad una partita di rugby….

Siamo vicini all’Abel Tasman National Park, domani faremo un altro trekking anche se le gambe ed i glutei mi fanno ancora male…

Trascorrere un sabato sera in un anonimo e piccolo paesino della Nuova Zelanda, in un pub ascoltando tre rockettari suonare i Blink, i Radiohead… Insieme ai ragazzi del posto che ballavano e bevevano birra… Un paesino qualunque un giorno qualunque… Semplicemente stupendo!

 

15 marzo Motueka (NUOVA ZELANDA)

Di buon’ora, a bordo di un motoscafo, voliamo, onda su onda, fino ad Awaroa mentre lungo il tragitto tanti pinguini e foche spaparanzate al sole ci ricordano che siamo nell’estremo sud del globo…
Attenti alle mante quando scendete in acqua”, ci suggeriscono quando ci lasciano 50 metri dalla battigia e, in acqua, scarpe e zaino in mano conquistiamo la spiaggia…

Ci inoltriamo subito in un boschetto. 45 minuti di cammino dopo, una meravigliosa ed incontaminata spiaggia si para dinanzi ai nostri occhi: Onetahuti Beach… Una lunga striscia di sabbia dorata dinanzi ad un mare cristallino… Sono senza parole!

Ci gustiamo il panorama marittimo per poco perchè ci aspettano ancora 15 km… Superata la spiaggia penetriamo in una fitta foresta che costeggia il mare, tanti piccoli sentierini che si arrampicano sulla montagna… Un’oretta dopo mi ritrovo di nuovo solo… Il mio gruppo è molto più indietro… Sono solo con la natura, silenzio rotto dai fruscii dei cespugli, dal canto di mille uccelli diversi…

Mi sentivo come Andy McNab durante le sue zavorrate o Mike Horn nella foresta Amazzonica… Mi sentivo soprattutto vivo… Due ore e 41 minuti dopo raggiungo Bark Bay… Aspetto un bel po’ ma nessuna notizia dei miei amici…


Attraversiamo paesaggi mozzafiato costeggiando la costa, passiamo un ponte sospeso, saliamo, scendiamo, ci arrampichiamo…

Quattro ore e tre minuti dopo ecco la nostra: Torrent Bay. Manco il tempo di rilassarci un po’ che arriva il nostro motoscafo a prelevarci…

 

16 marzo Franz Josef (NUOVA ZELANDA)

Lasciamo Motueko e via 450 km a sud verso i ghiacciai!

Quanti paesini abbiamo attraversato, visto bambini che uscivano di casa per andare a scuola, fieri nelle loro piccole divise, il postino in bici che lanciava i giornali all’uscio delle case…

Ora siamo a Franz Josef, paesino scoperto da uno scalatore austriaco e che battezzò con il nome del proprio re. E’ il punto di partenza per la scalata dei due ghiacciai, l’omonimo ed il Fox!
L’ostello di oggi è il miglior in cui siamo stati finora. Ampi spazi per noi, cucina, sala tv, sala lettura, lavatrici, s.p.a. … Ragazzi come noi ovunque ad annotare le proprie impressioni ed emozioni sui diari di viaggio, ci sono ragazzi di tutto il mondo, ad esempio, ora in cucina ognuno prepara la cena a modo suo: le scandinave con una tazza di minestra calda; i tedeschi con una frittata e salsicciotti; gli americani: sandwiches; noi italiani: spaghetti “Barilla” aglio e olio… I giapponesi… No! Anche loro spaghetti!!! Ma dovremmo spiegare loro che devono far bollire prima l’acqua e poi immergerci la pasta e non,come stanno facendo loro, tutto insieme contemporaneamente!

 

17 marzo Franz Josef (NUOVA ZELANDA)

Ghiacciaio Franz Josef!
Dopo esserci equipaggiati a dovere con calzettoni di lana, scarponi in goretex, raincoat e ramponi per il ghiaccio, attraversiamo a piedi il letto di un fiume secco ed improvvisamente il ghiacciaio, in tutta la sua imponenza e maestosità ci si para dinanzi! E’ bianco ed azzurro e ti senti così piccolo al suo cospetto!

Siamo 13: sette italiani, quattro estoni e due inglesi. Ci fermiamo alla base ed indossati i ramponi, in fila indiana, cominciamo la scalata. Bisogna puntare bene i piedi nel ghiaccio, a volte aggrapparsi alla fune che la nostra guida apri-pista fissa in alcuni punti. Altre volte, per facilitarci, scava col piccone dei piccoli gradini…

Il ghiacciaio ci avvolge e circonda, siamo dei piccoli puntini blu in un mare bianco…

In ostello, in serata, Bruno sonnecchia in poltrona con il suo mattone dello scrittore russo sulle ginocchia, Alessia legge il suo romanzo, Mimmo manda sms, Bruna controlla l’asciugatrice, Alessandra e Pina fumano la loro amata sigaretta, Rossana riordina i suoi acquisti di oggi, Paolino fa la doccia ed io penso ai tapponi che ci aspettano quotidianamente da domani.

 

 

18 marzo Queenstown (NUOVA ZELANDA)

Queenstown è una città molto turistica ma di un turismo diverso, non costituito da backpackers e viaggiatori ma da veri e propri vacanzieri…

E’ caratterizzata dal suo pittoresco laghetto, con i monti pieni di alberi che si specchiano nelle sue acque creando degli effetti scenici di gran rilievo…

 

Cenetta da “Captain”, un ristorantino tipico dove assaggiamo la deliziosa specialità  neozelandese: “Cozze verdi”. Squisite!

 

 

 

 

 

 

 

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