19 marzo Te Anau (NUOVA ZELANDA)

Midford Sound: definito da Kipling come l’ottava meraviglia del mondo!

Ci imbarchiamo su una nave a tre piani...

Questi fiordi sono maestosi… Sembrano degli omoni severi che, braccia al sen conserte, ti osservano seriamente dall’alto…
Le nuvole provenienti dal Mar di Tasmania, giunte qui, rimangono quasi intrappolate da quelle cime e di conseguenza piove sempre generando migliaia di cascate ovunque…
Ogni tanto passiamo accanto a grandi rocce popolate da foche che si rotolano o si tuffano in acqua sotto lo sguardo divertito di tutti noi...

In tutti questi giorni trascorsi qui ho potuto ammirare come la natura possa fiorire in tutti i suoi aspetti in una striscia di 1200 km… Ghiacciai, colline,fiumi, laghi, montagne, vulcani, geyser, boschi, foreste…

20 marzo Dunedine (NUOVA ZELANDA)

Tagliamo l’isola del sud dalla costa ovest a quella est fino a Dunedine.

La nostra meta è Portobello, ci aspetta l’incontro con i pinguini “occhi gialli”.
Il simpatico vecchio Dave ci racconta che ci sono tante specie di pinguini nel mondo e che molte vivono da queste parti… Alcuni li avevamo visti ieri durante la crociera al Midford Sound, ma in questa specie di fattoria hanno creato un vero e proprio ospedale per questi “eleganti” (dato lo smoking) animaletti…
C’è il reparto riabilitazione (per i feriti da squali o foche), la pediatria (per i piccoli denutriti) ecc.
Seguiamo Dave nel lungo giro attraverso piccole trincee costruite per avvicinarsi il più possibile senza disturbarli.

Mi ha colpito la completa armonia di foche, pinguini, pecore e gabbiani; vivono tutti assieme in totale sintonia…“Ogni tanto qualche pecora si avvicina troppo ai pinguini ma basta una becchettata che subito ritornano ai propri posti”!

In serata, nella frenetica Dunedine, ci fermiamo in centro a bere una birra...

 

21 marzo Christchurch (NUOVA ZELANDA)

Oggi è il compleanno di mio padre: auguri!!!

Ultimo lungo trasferimento quello di oggi, destinazione: Christchurch.
A Moeraki Boulders, su consiglio di una tedesca conosciuta sul Tongariro ci fermiamo ad ammirare le grandi rocce a forma sferica che giacevano sulla spiaggia, come delle grosse biglie lanciate da un gigante…
Le leggende maori sull’origine di queste immense palle dal peso di tonnellate sono tante… La scienza le spiega con il fenomeno dell’erosione da parte del vento e dell’acqua. Ennesimo spettacolo della natura…

Tappa successiva Oamaru. Simpaticissimi i cartelli stradali che ti invitavano a prestare attenzione all’attraversamento dei pinguini… e poco più avanti ecco un’infinita colonia di “pinguini blu”, tutti accalcati in una gran folla da stadio…

A Christchurh ne approfittiamo per gli ultimi acquisti e per ammirare il britannico centro storico pieno di college e di edifici coloniali. Facciamo i turisti a bordo del “City tour tram”….

Alloggiamo nel famoso “YMCA” di Village People memoria e dopo tanti dormitoi spartani, ecco un albergo come si deve… Comfort, asciugamani e lenzuola pulite, bagno in camera, non ero più abituato a tanto “lusso” e confesso che non mi è nemmeno mancato…

Mentre mi rilassavo sotto la doccia mi continuavano a venire in mente i mille posti differenti in cui ho dormito in tutti questi lunghi ed interessanti giorni e già un po’ di nostalgia iniziava ad assalirmi…

Mentre mi corico in questo confortevole letto penso all’ostello di ieri di Auckland… Ieri? No! Era 21 giorni fa! Il tempo è volato!

[Pina Schiattarella da Napoli]:  Nuova Zelanda: un viaggio per nutrire i propri sensi di nuovi colori, odori, sapori… Un viaggio per nutrirsi di nuove amicizie…”

THANKS NEW ZEALAND
KIA ORA AOTERATOA

 

 

22 marzo Seoul (COREA DEL SUD)

Sono le 3.56 del mattino… Tutti dormono attorno a me…
Il mio stomaco, il mio fisico, la mia mente sono completamente stravolti ormai… Che ora è? E’ mattina, pomeriggio o sera? E che giorno? In Italia è il 21 marzo o il 22? E qui?

 

Stamattina all’alba abbiamo lasciato il nostro ostello, le nostre auto, Christchurch…. Con un volo Qantas siamo ritornati ad Auckland. Tutto ebbe inizio lì e tutto finisce lì….
Durante il volo, Bruno pensieroso rifletteva: “E’ incredibile, in un’ora e mezzo abbiamo coperto ciò che abbiamo fatto in tre settimane…”!
Ad Auckland piano piano cominciamo a “switchare”. Già nella sala d’aspetto dell’aeroporto, mentre attendevamo il nostro volo, gli occidentali si contavano sulle dita di una mano… Attorno a noi solo gente dagli occhi a mandorla (cinesi, giapponesi, coreani), anche le hostess e persino il nostro aereo (Korean Air) ha gli occhi a mandorla!

La Nuova Zelanda è ormai un lontano ricordo… Siamo da subito catapultati nel mondo orientale, gli ideogrammi sono dappertutto,non capiamo più nulla… persino il menù è orientale… Noodles e salmone o riso alla coreana?
Dieci lunghe, scomode ed interminabili ore ci fanno sorvolare vari paradisi terrestri, dalle isole Fiji a quelle Cook, da Marshall a Guam… Ma la nostra destinazione è la capitale della Corea del Sud!
Penso a Seoul e mi vengono in mente le Olimpiadi, i mondiali di calcio e l’arbitro Moreno, l’eliminazione contro la squadra che ospitava l’evento…
Atterriamo alle 20.20 e cerchiamo di sbrigare tutte le formalità burocratiche al più presto, siamo troppo curiosi di almeno assaggiare questa città misteriosa!

45 minuti di bus e raggiungiamo “In-Sa-Dong”, il centro di cui ci aveva parlato una coreana conosciuta nell’aeroporto di Auckland.

Incontreremo tantissime difficoltà nel fare anche le cose più semplici o raggiungere i luoghi più famosi vista la totale ignoranza della lingua inglese da parte dei coreani, di tutte le età, dai giovani ai tassisti…

Ceniamo in un ristorantino tipico, mangiamo le cose più tradizionali suggeriteci dal cameriere e via alla ricerca della nostra “In-Sa-Dong”.

 
 

Per forza di cose questa città mi ricordava un po’ Hong Kong anche se in scala molto ridotta. Mi aspettavo enormi palazzoni e maestosi grattacieli ma nulla di tutto ciò… E’ vero che non abbiamo girato molto ma l’impatto iniziale è stato questo!
In compenso, tra una birra coreana ed un sachè giapponese, tra una pepsi ed una coccola abbiamo trascorso parte della serata scherzando e chiacchierando…

La cortesia ed il rispetto proprio dei Paesi Orientali anche qui si avverte molto… Inchini per salutarci o congedarsi da noi, tutto offerto con grazie e con entrambe le mani (persino il conto).

Nel frattempo sono le 4.25 del mattino e come tanti accampati siamo sdraiati sulle panche dell’aeroporto internazionale di Incheon

 

23 marzo Francoforte (GERMANIA)

Fortunatamente il tempo è trascorso abbastanza velocemente durante il volo Seoul-Francoforte coccolati dai piccoli monitors personali pieni di films, musica e giochi…

Nella città tedesca il mitico “group of nine Italians” si divide…
E’ strano ma già in volo avevo tanti flashback delle mille cose fatte o successe in questi lunghi 21 giorni…
Sono stato benissimo, ho coltivato ancora una volta la mia vita!

Peccato che mentre scrivo mi giunge il telegramma per l'Afghanistan... Devo partire per tanti mesi... Ma questa è un'altra storia...

 

 

 

 

 

 

 

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