Dopo quattro intensi, duri e pesanti mesi in Afghanistan, finalmente mi hanno concesso qualche giorno di break... Negli Emirati Arabi abbiamo una base... Mi son detto perchè non andare lì qualche giorno e poi inventare qualcosa da lì direttamente... Mi raggiunge il mio inseparabile pari Nick... P.s. Onestamente sarei potuto tornare pure qualche giorno in Italia ma... temevo che poi non sarei più ritornato qui, non ho voluto rischiare! Scherzo!

 

 

21 ottobre Herat (AFGHANISTAN)

Stranamente stanotte non sono riuscito a chiudere occhio… Ero quasi eccitato all’idea di partire… dopo così tanto tempo anche una partenza mi emoziona…

Il C130 italiano che dopo uno scalo ad Herat mi porterà negli Emirati Arabi è atterrato in anticipo… Non sono manco riuscito a pranzare ma poco importa, ciò che conta è che il mio break è iniziato!

Decollando ho visto dall’alto tutti gli aprons, le taxiways che tanto ho studiato e gestito e controllato ed improvvisamente quasi ho avvertito un senso di malinconia a lasciare Kabul… Che strano!

Atterrato nell’aeroporto militare della capitale emiratina c’era un collega in missione ad Al Bateen ad aspettarmi e gentilmente mi ha dato un passaggio fino al mio hotel…

Non dimenticherò mai l’effetto particolare che mi ha fatto quando, dopo essermi tolto la mimetica, ho fatto un giro in borghese lungo quei grandi vialoni i cui maestosi grattacieli ti impedivano di vedere il cielo… Ero, come mi ha definito il mio collega, “euforico”…
Evidentemente quattro mesi di Afghanistan hanno già lasciato il segno…

Alla reception dell’albergo, mentre facevo il check-in, coi miei due zaini camouflage sulle spalle e il pantaloncino ricavato tagliando una mimetica mi sentivo come un veterano del Vietnam che tornava a casa…

Come nel serial televisivo americano “Over There” la prima cosa che ho fatto dopo essere entrato in camera è stato riempire la vasca da bagno… un mare di schiuma ed acqua bollente…
Mi ci sono immerso lentamente mentre pensavo che il paradiso a volte esisteva…
Sono stato a mollo solo venti minuti ma son serviti a caricarmi…

Poco dopo ero già in taxi diretto in aeroporto a recuperare Nick in arrivo da Doha.

[Nick]: “Eccomi ad Abu Dhabi. E’ strano fare il volo da solo, arrivare in una città nuova senza sapere bene come ti organizzerai per arrivare in hotel a mezzanotte… per fortuna c’era Mark ad attendermi!
Domattina sveglia presto e visita di Abu Dhabi; in serata partenza per Dubai. Di nuovo alla conquista del Mediorente!”

 

22 ottobre Abu Dhabi (EMIRATI ARABI UNITI)

La grande moschea della capitale. Quella che gli emiratini avevano progettato che fosse più grande anche di quella di La Mecca suscitando le proteste dei sauditi che portarono al ridimensionamento del maestoso progetto iniziale…
Abbiamo tentato di raggiungerla by bus, al ridicolo prezzo di 20 dirham (20 euro cent) ma tre quarti d’ora dopo, notando che mancava ancora una vita alla nostra destinazione visto che si fermava ogni 30 secondi, saltiamo a bordo di un taxi collettivo e poco dopo eccoci al cospetto di questa grande meraviglia!

L’esperienza dell’autobus mi ha sorpreso perché non immaginavo ci fosse un’entrata riservata alle donne e una agli uomini e che una metà del mezzo era destinata a loro e l’altra a noi… qui c’è un grande rispetto per le donne visto che hanno la precedenza e posti riservati ovunque…

La moschea “Sheikh Zayed bin Sultan Al Nahyan” è davvero pittoresca… per poter accedere all’interno ci siamo dovuti munire di tuniche bianche e turbante…
All’interno nulla era lasciato al caso, marmo ovunque, mosaici finemente decorati…

Mentre andavamo via si accosta a noi una grande mercedes condotta un ragazzo emiratino in tunica candida e turbante rosso… ci chiede se ci serve un passaggio… Gli spieghiamo che eravamo diretti all’estremità opposta della città e gli chiediamo quanto voleva per portarci lì…
Lui si fa una risata e dice che non vuole nulla… Accettiamo.

Il gentile Ibrahim si dimostra un grande amico, non solo ci porta in giro per un paio d’ore ma quando gli chiediamo di visitare il prestigioso “Emirates Palace”, parcheggiando proprio fuori la hall principale mentre una lunga schiera di maggiordomi ci osservava perplessi, riesce addirittura a farci entrare a dare un’occhiata. Questo palazzo è celebre perché è l’albergo in cui soggiornano tutti i personaggi politici o le star Hollywoodiane… Che sfarzo all’interno, tutto in marmo pregiato; c’erano pure delle macchine della Formula Uno in esposizione in un salone…
Lungo alcuni corridoi erano esposti pezzi di antiquariato dell’arte egizia e cinese…

E pensare che fino alla scoperta del petrolio questa era una povera zona desertica abitata da pastori e pescatori…

La nostra giornata fortunata non finisce: conosciamo una ragazza somala, Sofia, lavora lì come hostess e di nascosto ci fa visitare delle parti riservate solo agli ospiti dell’hotel, una spiaggia privata a bordo di una macchina elettrica, una di quelle usate nei campi di golf…

[Nick]: “Mentre ci aggiriamo per quegli enormi ambienti dell’hotel penso che solo viaggiando si fanno esperienze simili… E’ difficile capire cosa spinge un ragazzo come Ibrahim a caricare due persone che non conosce lungo la strada a portarle dall’altro lato della città facendo da guida turistica e a non chiedere nulla in cambio!
Rivedere Mark per un nuovo viaggio mi ha trasmesso un’idea di complicità che avevo un po’ perso… Io, come lui, avevo proprio bisogno di partire… 

Per riposarci un po’ facciamo una capatina in uno dei grandi Mall, lì quasi tutte le ragazze indossano lunghe tuniche nere, spesso lasciavano intravedere solo gli occhi, quegli sguardi curiosi ed indagatori mi affascinavano…

 

 

23 ottobre Dubai (EMIRATI ARABI UNITI)

Il viaggio Abu Dhabi-Dubai, sebbene molto economico, via autobus, è stato parecchio faticoso…
Quasi quattro ore, strade che anche se a sette corsie, erano super affollate!

Il primo impatto con questa New York mediorientale: grattacieli e cemento ovunque… Il Burj Dubai, il più alto del mondo con i suoi 700 metri di altezza e 160 piani…

Decidiamo di trascorrere la serata gironzolando all’interno del “Mall of Emirates”, a detta loro il centro commerciale più grande del mondo, così grande da contenere al suo interno una vera e proprio pista da sci!

 

Dubai finora sembra essere un insieme di mall, moschee e grattacieli dove gli emiratini, come i quatarini, si grattano la pancia dalla mattina alla sera mentre tutti i lavori di manovalanza sono svolti da gente proveniente da tutta l’Asia!


"Non c'è felicità per colui che non viaggia; vivendo nella società umana, spesso l'uomo migliore diventa un peccatore. Dunque andate errando."

- Aitareya Brahmana -

24 ottobre Dubai (EMIRATI ARABI UNITI)

Mattinata in giro nel quartiere “Deira” visitando prima una zona che gli emiratini hanno cercato di mantenere allo stato originale, antico, ma a mio parere non ci sono riusciti.

Da lì a bordo di un’imbarcazione “dhow” abbiamo attraversato il fiume e raggiunto la zona dei souq.
Caratteristico quello dell’oro, ogni vetrina esponeva bracciali, anelli e collane a quantità industriali!
Ci siamo tenuti a lunga distanza dalla Dubai classica, quella dei grattacieli e delle banche e siamo finiti in una Bombay araba! C’erano solo indiani, pakistani e bengalesi attorno a noi!

E’ stato divertente vedere i musulmani all’uscita dalla moschea… ognuno recuperava il suo paio di ciabatta e, tappetino avvolto sotto il braccio, placidamente si allontanava dal luogo di preghiera!

E’ pomeriggio inoltrato quando decidiamo di fare un salto al “Burj Al Arab” il leggendario hotel sette stelle detto anche “le vele”…

All’interno sarà pure meraviglioso basti pensare che solo per visitarlo bisogna prenotarsi giorni prima e la visita costa 50 euro a persona! Ma dall’esterno non è nulla di che.
Un po’ delusi decidiamo che ora di relax!
Piscina, sauna, palestra a nostra disposizione! In sauna conosciamo Nelson, un 27enne simpatico ingegnere informatico indiano che lavora qui…

Ci organizziamo per la sera… Un giretto e poi un drink in un pub che mi ha ricordato tanto Cartagena: occidentali attorniati da prostitute (africane, russe, filippine…)

 

 

 

25 ottobre Dubai (EMIRATI ARABI UNITI)

[Nick]: “Mattinata nuovamente dedicata a rigenerarci nel nostro hotel! Di nuovo piscina con annessa abbronzatura per me, lettura per Mark.
Dubai non mi è piaciuta anche se sono contento di esserci stato perché ogni posto vale la pena di essere visitato!”

Ricordo ancora quando nell’ufficio postale di Doha, in Qatar, la clerk mi disse che veniva dal Sultanato dell’Oman… io la guardai ammirato!

Dopo sei ore di autobus da Dubai raggiungiamo la capitale omanita!
I controlli in frontiera sono stati molto stressanti! Mi sono un po’ spaventato quando hanno cominciato a controllare ogni singolo bagaglio…Temevo che dal mio zaino mimetico sbucasse fuori qualche mia divisa e chissà come l’avrebbero presa loro… Sono sempre arabi!

بفضل الإمارات

 

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