26 ottobre Muscate (OMAN)

Intensa mattinata tra le tantissime agenzie viaggi di Muscate.
Ne abbiamo girate tantissime e il bello è che non abbiamo risolto nulla.
Il turismo qui è quasi inesistente.
Quando chiedevamo se offrivano dei pacchetti viaggio per visitare quella zona o quell’altra ci guardavano stralunati come se avessimo chiesto un etto di prosciutto crudo in una gioielleria!
L’Oman, morfologicamente, sembra essere molto simile alla Giordania dove invece il turismo va a gonfie vele… perché gli omaniti non riescono ad organizzarsi?

Dicevo, un’intera mattinata “trascorsa” ma non persa perché quando si viaggia è anche divertente chiacchierare, contrattare coi locali, per organizzare un tour quando invece la soluzione era sotto il nostro naso…
In hotel conosciamo Faisal che si rivelerà la nostra carta vincente oltre che grande amico per tutto il soggiorno in Oman!

 

 

27 ottobre Muscate (OMAN)

[Nick]: “Il souq di Mutrah è molto caratteristico e vero…
E’ fatto di piazzette e vicoletti in cui tutti ti chiamano per mostrarti la propria merce; l’odore che riempie il souq è di incenso…

Soddisfatti mangiamo due “shwarma” col solito succo di arancia appena spremuta lungo la Corniche

Mark riesce addirittura ad organizzare una partita a calcio con dei ragazzi locali appena conosciuti!”

Ritorniamo al souq per comprare un paio di scarpe per la partita di domani! Il viaggio comincia a prendere forma!

 

 

 

28 ottobre Muscate (OMAN)

Nel pomeriggio tutti sul “campo”! Tutti, ma proprio tutti… saremo stati una quarantina in tutto! Un gioco senza regole, senza falli laterali e portieri, ma giocare all’interno di una cava di pietre, con la moschea accanto (tipo chiesetta di periferia) ci ha ripagati alla grande!

In serata col mitico Faisal e dopo aver indossato “dishdasha” e “kuma” abbiamo fatto un giretto in vari centri commerciali immergendoci come non mai nell’atmosfera araba mentre il nostro amico ci spiegava le “tecniche di abbordaggio” delle ragazze in Oman…
Dal gioco di sguardi (quando non hanno il viso completamente coperto), finchè lei ti fa cenno di poterti avvicinare per scambiare il numero di cellulare dopodiché devi sparire… oppure la tecnica più malandrina del sedersi in un grande mall e attivando il bluetooth del cellulare vedere se qualche altra ragazza fosse connessa e disponibile a chattare via phone… Che stress!

Ma quando vuoi sposarti, come funziona?” Beh, in quel caso,com’è successo a lui, le sorelle o la mamma vengono sguinzagliate e ti sottopongono alla visione di tante foto delle potenziali pretendenti… così puoi scegliere (si presuppone che la tua futura moglie non abbia voce in capitolo!)

 

"Volevo il movimento, non un’esistenza quieta. Volevo l’emozione, il pericolo, la possibilità di sacrificare qualcosa al mio amore. Avvertivo dentro di me una sovrabbondanza di energia che non trovava sfogo in una vita tranquilla." 

- Lev Tolstoj -

 

 

 

 

29 ottobre Ibra (OMAN)

 

Si parte alla scoperta dell’Oman!


[Nick]: “La prima sosta è al Hawyat Najem, un buco che pare sia stato formato dall’impatto di un meteorite.

Seconda tappa è al Wadi Shab. A quanto ho capito, questi wadi sono oasi formate da laghetti, piccoli ruscelli, cascate che si susseguono per km all’interno di canyon naturali...

Decidiamo di non fermarci nella vicina Wadi Tiwi dopo il bel trekking nel wadi precedente, ci dirigiamo verso Sur, paese di pescatori dove visitiamo una fabbrichetta artigianale di dhow (imbarcazioni tipiche) totalmente assemblate a mano, dal taglio dei tronchi all’imbullonatura ecc.
Qui davvero il turismo di massa non è arrivato, per tutto il tragitto non abbiamo mai incontrato un venditore di souvenirs…
All’interno del Castello Sunaysilah do una capocciata allo stipite di un’antica porta in pietra spaccandomi la testa! Che dolore!

La giornata è ancora lunga. Dopo aver mangiato del pollo arrosto con le mani (all’omanita maniera) ci portiamo al Wadi Bani Khalid. Wadi interessante per lo sfondo di palme in mezzo alle montagne.

E’ quasi il tramonto. Cerchiamo di raggiungere velocemente Bidiya ed il suo deserto Wahiba Sands con la sua sabbia fine e rossa…”

Cosa rimane di questa bella giornata vissuta così intensamente, addirittura in abiti tradizionali…
Sicuramente il meraviglioso tramonto nel deserto… Potrebbe suonare come la solita cosa turistica ma dubito che tante persone l’abbiano vissuta come noi… Tre sultani bianchi candidi… Silenzio rotto solo dai lamenti dei dromedari attorno a noi e da una busta di plastica trasportata dal vento… La luce della mezza luna che ci illuminava fiocamente ed i nostri pensieri… Chi pensava al lavoro; chi, come me, a quanto sarebbe bello poter vivere sempre con uno zaino sulle spalle, una macchina fotografica a tracollo, un diario nel tascone del pantaloncino tattico e la voglia di girare, esplorare e scoprire ogni volta cose nuove…

 

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