30 ottobre Nizwa (OMAN)

[Nick]: “A Nizwa visitiamo il forte ed il suo souq. Nulla di che al confronto del nostro di Mutrah! Il forte invece mi è piaciuto molto, ci siamo pure infiltrati in un ballo tipico.
Ultima tappa è la Hoova Cave, una grotta scoperta per caso qualche anno fa…
Visita interessante ma ancora più caratteristico è stato il pranzo tipico seduti in una stanza con tappeti e cuscinoni: un piattone di riso, pollo, carne di cammello e via tutti a mangiare con le mani dallo stesso piatto…”

Ritornati a Muscate, Faisal vuole farci conoscere un po’ dei suoi amici e parenti… Sebbene s’era fatta mezzanotte ci vediamo tutti a casa del cugino per assistere alle partite di calcio del campionato italiano… Non importa il fuso orario, per loro il calcio è una cosa sacra!

 

 

 

31 ottobre Muscate (OMAN)

Qui in Oman ho avuto la stessa sensazione di Belgrado… Ricordo gli stessi timori vissuti mentre raggiungevamo la capitale serba e lo stesso sentirsi così a proprio agio, protetti ovunque poco dopo…

Oggi mentre tornavo in hotel dopo aver controllato la posta elettronica al solito internet point, il muezzin che dal minareto lanciava la sua litania, io circondato da cose arabe mentre passeggiavo beato, mi son sentito sempre più un cittadino del mondo…

La cortesia, l’ospitalità, le buone maniere, l’educazione, la generosità di tutti gli omaniti non la dimenticherò facilmente!

L’Oman: il posto in cui i negozianti lasciano la merce da vendere fuori al proprio negozio anche dopo la chiusura “tanto nessuno tocca niente!” Il posto in cui il tassista,dopo che hai pagato e stai per andare via ti richiama perché hai lasciato il cellulare nella sua auto; il posto in cui il ristoratore ti richiama perché hai pagato con una banconota da 5 Riyal in vece che 1 e te ne stai per andare via… Il posto in cui c’è chi ti offre da bere, chi si presenta dandoti il “welcome” invece che dire il proprio nome… Questo è l’Oman che porterò sempre nel mio cuore.

Non ci si ferma mai… Stiamo già programmando il prossimo spostamento in Bahrein! Mitico il team work con Nick. Nell’internet point, su due computer diversi, in 5 minuti abbiamo organizzato i due giorni della prossima destinazione gridandoci le informazioni tipo Borsa Mibtel… Io controllavo le attività da fare o le cose da vedere lì mentre lui, parallelamente, verificava gli hotel più vicini alle zone che gli indicavo io… Pochi minuti ed abbiamo individuato l’albergo giusto e pure prenotato! Mitici!

 

 

01 novembre Muscate (OMAN)

Giornata culturale dedicata alla visita dei due musei della capitale.
French-Omani Museum. Un museo dedicato alla visita del vecchio presidente francese Mitterand nel Sultanato ricambiata poi dall’amatissimo Sultano Qaboos a Parigi. Un intero museo dedicato solo a questo evento. Evidentemente non avevano molto da mostrare, ho pensato.

Più interessante, invece, è stato il “Bait Al Zubair” che raccontava un po’ della storia di questo sconosciuto Paese.

Pranzo lungo la Corniche che romanticamente dà sul Golfo Persico mentre si discuteva sull’idea di scrivere una Routard dedicata a questo non molto turistico posto…

Che divertente in giro per la città ammirare un panettiere arabo in azione. Stendeva la pasta di pane su una specie di pietra ardente… Bagnava poi un lato e l’attaccava alla parete di un forno a legna dalla forma di un pozzo… Era delizioso appena sfornato!

 

 

 

02 novembre Muscate (OMAN)

Oggi abbiamo visitato la grande moschea di Muscate. Tutti e tre in dishdasha…
La moschea è imponente, immensi tappeti decorati, lampadari, luci e colori…

E così ci ritroviamo ad attendere l’ennesimo volo verso l’ennesima avventura.

E’ ancora lungo il nostro tragitto, almeno il mio, e pieno di incognite…
Pronti per il check in, gate numero 3 con la Gulf Air

بفضل عمان

03 novembre Al Manama (BAHREIN)

Nell’aereo siamo pochi: qualche uomo d’affari, (avevo letto che qui ci si capita solo per business perché da visitare non c’è nulla)… e tante prostitute thailandesi (avevo pure letto che ne troveremo tantissime in giro).

Un’ora e venti di volo ed atterriamo nella capitale di questo piccolo regno… Ebbene sì, dopo un Emirato ed un Sultanato ora è la volta del Regno di Bahrein.

Nick sta malissimo, è bianco in volto ma cerca di andare avanti…

[Nick]: “Inizio col dire che non alloggiamo in un hotel ma in un vero  e proprio appartamento.
Salone, soggiorno, due camere da letto, due bagni, cucina ecc.
A differenza di altre città del golfo, Manama ha un centro in cui poter passeggiare ai margini di Government Avenue.
Proprio quando stavamo iniziando a divertirci mi comincio a sentire male e ritorno in albergo…
Mark prosegue il giro…”

A piedi raggiungiamo l’ennesima grande moschea (Al Fateh) che avevo letto essere la più garnde del Golfo… Ma non avevano detto lo stesso anche di quella di Muscate? E pure di quella di Abu Dhabi? Mah… Tutti hanno manie di grandezza… Hong Kong docet.

Chiacchierando con un tassista scopriamo che lungo il tragitto c’era il National Museum of Bahrein… Ci fermiamo.
Nick inizia a perdere colpi…
Visito da solo una piccola parte di quello che sembra essere un museo molto grande… Ma nulla di eccezionale dopo averne visitati tanti…

Nick trema e barcolla… In taxi ritorna alla base e mi lascia da scrivere pure le sue cartoline…
A malincuore e preoccupato lo lascio andare con la promessa di raggiungerlo un’ora dopo…

Nel frattempo ne approfitto per perdermi nell’intricato souq di Manama e quasi ci riesco visto che è formato da una serie infinita di vicoletti tutti brulicanti di bancarelle di indiani…

Dopo un po’ ritorno dal mio amico e fortunatamente sta molto meglio…

Rassicurato, esco di nuovo, alla ricerca di un internet point per organizzare lo spostamento successivo ad Abu Dhabi. Volevo contattare Ibrahim e Sofia….

Scopro che a Manama è difficilissimo trovare un internet point visto che c’è internet wireless ovunque…

Un pakistano mi dà un passaggio fino ad un “quartiere americano”… Lì erano davvero tutti americani!
O marinai in missione o familiari di americani che lavoravano nella vicina Arabia Saudita, invivibile per donne e bambini occidentali, come mi ha raccontato dopo una signora neozelandese da Starbucks

Nel frattempo proseguo la mia ricerca dell’internet point, mi avventuro in vicoletti bui e silenziosi, passo accanto ad un paio di moschee e mi colpiscono le decine e decine di paia di ciabatte buttate alla rinfusa vicino l’uscio…
Finalmente lo trovo in una zona un po’ malfamata ed abitata solo da indiani…

Avviso i miei amici emiratini del mio arrivo del giorno successivo e cerco di ritornare sano e salvo in hotel…

Lungo la strada penso che sarà l’Afghanistan, sarà che stiamo in giro all’avventura in Medio Oriente già da due settimane ma sono molto più smaliziato del solito e mi avventuro, anche da solo, in situazioni che magari prima avrei evitato…
Non so se è un bene o un male… Ma mentre ci pensavo mi sentivo sempre più orgoglioso…

In hotel ritrovo Nick pronto per uscire di nuovo…
Sono a pezzi dopo tanti km a piedi ma usciamo lo stesso.

Porto il mio amico nel “quartiere americano” scoperto poco prima e davanti ad un Majestic coffee smoothies di Starbucks trascorriamo qualche ora in completo relax!

 

04 novembre Al Manama (BAHREIN)

[Nick]: “Ne abbiamo fatte tante in due settimane… Dai grattacieli ai deserti…
Abu Dhabi mi è piaciuta molto più di Dubai ma come avevamo preannunciato: il nostro viaggio era l’Oman e non ci ha traditi. Davvero favoloso sia per l’atmosfera che per le cose fatte che per i luoghi visitati che soprattutto per il fatto di essere riusciti ad entrare nel mondo di questi arabi con dishdasha e kuma; eh sì, ci hanno portato nelle loro case (e non c’è cosa più bella), ci hanno portato nei luoghi che frequentano ed a giocare a calcio con loro! Un’ospitalità e cordialità che non mi sarei mai aspettato!
"

Tutto cominciò mentre, seduto allo Starbucks Cafè, dell’aeroporto di Abu Dhabi, mangiando una pessima ciambella, aspettavo il mio “pari” in arrivo da Doha.
Tutto finisce nello stesso posto due settimane dopo… La barba è più lunga, la sciarpetta afghana più logora, i vestiti più zozzi ed io mi sento sempre più grande…

Nick s’è appena imbarcato, lui ritorna in Italia… Io ho il volo domani in tarda mattinata da Al Bateen

Mai come stavolta il nostro team work è funzionato come un orologio svizzero…

Sono contento del pit stop fatto in Bahrein, mi sarei pentito se non avessimo approfittato di questa occasione, abbiamo osato ed abbiamo fatto benissimo…
Peccato per i dolori di stomaco di Nick, dolori che ora ho io invece…
Ultimamente abbiamo mangiato malissimo ed ora lo stomaco ci presenta il conto…

Il mio pensiero inizia a rivolgersi a Kabul. Durante il viaggio ho continuato a monitorizzare la situazione afghana attraverso i quotidiani o i telegiornali e col fatto che devono ripetere le elezioni per i brogli di Karzai, la situazione rischia di peggiorare di nuovo…

Mentre mi avvicinavo, in taxi, all’aeroporto militare di Al Bateen già i vari flash di questo ennesimo viaggio cominciavano ad assumere la forma di un vecchio ricordo…

Le tarantelle con Faisal a Muscate sembrano successe così tanto tempo fa mentre nasce la consapevolezza che la seconda parte della mia avventura in Afghanistan sta per cominciare…

بفضل البحرين

 

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