20 febbraio Roma Fiumicino (ITALIA)

L’Afghanistan purtroppo non è ancora un lontano ricordo; le emozioni, i dolori, i ricordi di tutto quello che ho vissuto vivono intensamente dentro di me…

Sono tornato da poco… manco il tempo di riabituarmi alla tranquillità, alla routine della vita civile che già mi ritrovo seduto su una panchina di metallo dell’aeroporto di Fiumicino in attesa del volo dell’Aerolineas Argentinas per Buenos Aires.

 

 

21 febbraio Buenos Aires (ARGENTINA)

Tredici ore e 50 minuti di volo e mettiamo piede nella capitale argentina.


La terra che subito ci fa immaginare le prodezze sportive di Diego Armando Maradona, la Patria di Evita Peron, della deliziosa carne bovina, della guerra delle Falkland, pardon Malvinas, del mate, della crisi economica di qualche anno fa…

Manco il tempo di respirare l’aria della città che siamo di nuovo in volo, stavolta destinazione San Carlos de Bariloche.


Un misto tra Cortina d’Ampezzo, Austria Tirolese e Svizzera alpina.


Un luogo di villeggiatura VIP sulle sponde del lago Wapi Houel.

 

 

22 febbraio San Carlos de Bariloche (ARGENTINA)

Seduti su una seggiovia raggiungiamo un belvedere che ci mostra tutta l’area che ci ospita in questi giorni.
Che meraviglia! Spettacolo da cartolina… Laghi, pini, montagne altissime dalle cime innevate: le Ande!

Mi sentivo così piccolo al cospetto dell’immensità della natura…

Si riparte poco dopo. Si va in Cile.

C’è da dire che i controlli doganali sono alquanto noiosi, tipo frontiera Emirati-Oman, ci hanno controllato tutti i bagagli, uno per uno…

Messo piede in Cile, come per magia, tutto il background cambia, le Ande sembrano allontanarsi sempre di più, la vegetazione si dirada dando spazio ad un paesaggio monotono troppo simile a quello europeo…

Ma fortunatamente, sulla sponda del lago Llanquihue ed ai piedi dei due maestosi vulcani innevati, ci dà il benvenuto la cittadina di Puerto Varas.

 

 

 

23 febbraio Puerto Montt (CILE)

La scalata del vulcano Osorno, comodamente seduti in seggiovia, salendo su, sempre più su, al di là delle nuvole, anzi penetrando nel loro intimo fino a lasciarle sotto di noi… Poi il silenzio, la pace rotta solo da qualche battuta scambiata tra di noi… Il sole che ci ricaricava e bruciava… le mie tossine, i miei incubi e la “merda” che avevo in testa cominciano ad abbandonarmi… Ne avevo bisogno, più salivo più mi sentivo meglio…

In serata ho voluto rompere un po’ gli schemi, io che sono abituato a tenere tutto sotto controllo, sempre vigile e presente, mi sono lasciato un po’ andare…
Con il Roscio e Linsey, una scozzese conosciuta in ostello, assaggiando il drink del posto “pisco” (35°)… dopo tre bicchieri sentivo il pavimento tremare sotto i miei piedi, mi girava la testa… e quando stamattina mi son risvegliato in jeans e tshirt, con tutte le mie cose buttate alla rinfusa nello zaino, il cerchio alla testa tipico dell’hang over, quasi mi ha fatto piacere…

 

 

24 febbraio Castro (CILE)

Un traghetto ci conduce nell’isola di Chiloè…

[Luca]: "Nella piazza centrale di Castro.

Ci siamo bruciati letteralmente il viso per vedere le meraviglie del vulcano Osorno, ma ne è valsa la pena. Non è stata una scalata fisica ma mentale. Si ascende letteralmente verso il cielo. Ci sono una serie di colori dominanti: il blu del cielo e del mare, il bianco della vetta ed il nero seppia del vulcano.


C’era un silenzio  fragoroso, eravamo gli unici esseri umani a respirare per centinaia di metri…
Temo che per racchiudere queste emozioni toccherà scrivere una canzone o meglio un disco intero…

La strada ti porta con sé, ti abbraccia e ti costringe a guardare davanti rendendo lontano ciò che lo diventa minuto dopo minuto.

Ma il viaggio ha questa enorme funzione catartica di curarti, di ascoltarti… "

 

 

 

 

 

 

 

Blog countersfree countersLocations of visitors to this page

(1) - (2) - (3) - (4) - (5)