25 febbraio Castro (CILE)

Alla scoperta delle tante chiesette dell’isola di Chiloè.

Ogni paesino ha la propria chiesa, tutte piccolissime, semplici e coloratissime. Sono deliziose e ti trasmettono proprio serenità e pace.

26 febbraio Quellon (CILE)

Finalmente ho riassaggiato il piacere di un breve trekking tra bosco e spiaggia…
Quant’è bello camminare immersi nella natura… respirare tranquillità e quiete, gli odori degli alberi e delle piante, i suoni dei tanti animali…

Non è stato un vero e proprio trekking, forse più una lunga passeggiata ma è servito a ricaricarmi ancora un po’: vado ad energia solare…

Finito il bosco comincia la spiaggia, ma solo dopo aver attraversato un sentiero paludoso strapieno di insetti...

Giunti alle dune di sabbia abbastanza provati, ultimo sforzo: le superiamo… uno spettacolo che solo la natura può offrire…
Una spiaggia infinita battuta dalle onde dell’oceano Pacifico… Il Roscio corre a bagnarsi i piedi… io mi siedo sulla sommità di una duna vicino ad un cespuglio all’ombra del quale un cagnolino si riposava…

In serata raggiungiamo Quellon, che come recita la nostra Lonely Planet, non offre nulla se non il comodo porto da dove ci siamo appena imbarcati per scendere a sud… sempre più a sud…

Scrivo direttamente dalla cabina del nostro traghetto… Attenzione, si salpa, il Roscio già ronfa… a domani!

 

 

27 febbraio Coyhaique (CILE)

[Luca]: “Oggi ho capito perché la società occidentale sta costantemente perdendo valori e misticismo, era così chiaro. L’uomo di oggi è convinto di poter prescindere dalla natura, invece avere sott’occhio la maestà e la potenza di scenari come quelli che stiamo vedendo in questi giorni ti aiuta  a capire quanto siamo piccoli al cospetto dell’infinito. Oggi c’è stato un terremoto a Conception, a circa 600 km da dove siamo noi, in un attimo sono morte centinaia di persone e chissà quante migliaia hanno perso tutto. Io posso solo dire che siamo granelli di sabbia e gocce di oceano e vi assicuro che di deserti e di mari ve ne sono infiniti; qui la natura ti impone rispetto e ti viene voglia di obbedire quasi come se fossi chiamato in preghiera da questa grande Madre.”

La notizia del terremoto di oggi ci ha proprio scossi. Erano le quattro del mattino locali quando la terra ha tremato nel nord del Cile… Le conseguenze sono state disastrose, morti e feriti ovunque…
Noi abbiamo ricevuto la notizia da Helmut subito dopo la lunga traversata in traghetto; approdiamo nella città fantasma di Chaitèn, paesino completamente ricoperto di cenere dopo l’eruzione dell’omonimo vulcano di due anni fa… cartelli inchiodati alle facciate delle case ormai abbandonate denunciano il disinteresse del governo, ogni mondo è paese…

Terremoti, alluvioni, tsunami… ma perché ultimamente la natura è così incazzata con noi?

Proseguiamo lungo la mitica “Carretera Austral” mentre cominciamo a ricevere i primi sms allarmanti dall’Italia. Pensavo: “E che cavolo, ero in Afghanistan ed ogni volta che succedeva qualche attentato correvo subito ad avvisare i miei genitori che ero vivo… ed ora, in vacanza, succede lo stesso?”
Intanto veniamo a sapere che tutto il Nord fino all’isola di Chiloè (lasciata poche ore fa) era completamente isolata…

Nel primo paesino che incontriamo, circa quattro ore di sterrato dopo, ci fermiamo dai “carabeneros” locali chiedendo aiuto. Un gentile agente ci mette a disposizione il suo pc personale e via email riusciamo ad avvisare i nostri preoccupati genitori…

La “Carretera Austral”, un lunghissimo sterrato di migliaia di kilometri che passa lungo laghi, fiordi, sotto monti e paesaggi meravigliosi…
Una breve ma intensa passeggiata ci regala un altro spettacolo della natura fatto, stavolta, di un ghiacciaio, cascate e torrenti…

 

28 febbraio Los Antiguos (ARGENTINA)

Lasciata la cabaňa di Doňa Erminia ci lanciamo lungo Ruta 40 argentina per più di undici ore… Qui le distanze sono relative, basti pensare che Helmut quando ci lascerà a Punta Arenas dovrà guidare per tre giorni di fila per ritornare a casa…

Il percorso è stato incantevole, abbiamo guidato per ore seguendo il letto di un fiume, sponde di laghi dai colori sorprendenti attraverso fiordi che danno direttamente sull’oceano Pacifico.

Il terremoto di Conception si sta rivelando molto più tragico di ciò che pensavamo…
Ci fermiamo a mangiare qualcosina in un villaggetto e le immagini trasmesse dal telegiornale cileno ci spaventano ancora di più…

Preoccupati decidiamo di proseguire nonostante i tanti sms che riceviamo dall’Italia che ci consigliavano di ritornare in Patria…

Passata la frontiera Cile-Argentina preferiamo fermarci per la notte nel primo posto che incontriamo: Los Antiguos, narrato persino da Sepulveda nel suo Patagonia Express.
Il paesino è davvero tranquillo, forse fin troppo, che c’è di meglio di una rilassante giornata sul lago Buenos Aires?

 

 

 

 

 

 

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