05 marzo Puerto Natales (CILE)

A Puerto Natales piove a dirotto!
Il nostro zainetto tattico è di nuovo pronto, la voglia di conquistare la nostra prima vetta  cilena è tanta...

Sebbene un po’ demoralizzati dal tempo atmosferico decidiamo di partire lo stesso.
Tre ore dopo eccoci all’inizio del sentiero… Un timido sole ci incoraggia… Ci proviamo…
Il percorso comincia subito in salita, impieghiamo quasi un’ora a coprire i primi 1200 metri, si fatica tanto…
Il Roscio sembra subito in difficoltà ma si rialza subito… Continuiamo lungo una stradina strettissima che dà su un burrone, senza protezioni e con un vento forte che ci preoccupa un bel poco...

Il rumore dell’acqua che batte alle pareti della borraccia scandisce il ritmo dei passi… Ci infiliamo in un bosco, ogni tanto attraversiamo canali e ruscelli…
Ecco il primo rifugio…
Ci rilassiamo un pochino ma ripartiamo presto…

Si sale, si scende, si incontra gente che ha pernottato lì la notte precedente… l’orologio segna le tre ore di cammino quando giungiamo ad un bivio…

Diritto per 45 minuti di salita estrema avremmo raggiunto la vetta; destra per 300 metri all’ultimo rifugio…

Inizia a piovere, le nubi grigie si fanno sempre più minacciose e l’impetuoso vento ci schiaffeggia letteralmente…
Ripensiamo alla settimana che ancora manca al termine del viaggio e decidiamo di girare a destra, non è da noi ma preferiamo non ammalarci… in fondo siamo soddisfatti lo stesso.

Al riparo dal vento cerchiamo di recuperare un po’ di energie, beviamo un po’ d’acqua, mangiamo una barretta di cioccolato e via di corsa in senso contrario…

 

06 marzo Puerto Natales (CILE)

Dopo tanta natura, dopo il verde dei boschi, l’azzurro dei mari, dei monti e del cielo: rieccoci circondati dal grigiore urbano…

Un po’ come un pesce che viene liberato in acqua dopo tanto tempo, così mi son sentito io… con la smania di correre a destra e a sinistra tra il traffico cittadino, tra la gente che andava in ufficio o i ragazzini che con le loro piccole uniforme uscivano da scuola…

Dopo l’eccitazione iniziale di essere ritornati nel nostro habitat naturale, dopo il giro di shopping nella piazza centrale dominata da un’enorme statua del celebre navigatore Magellano con due indios, mischiati ai turisti americani delle navi da crociera che qui fanno tappa, squisita empanadas al queso in un chioschetto lungo la calle principale, ed un succo di manzana nel vecchio bar “1900” mentre due carabeneros panciuti si fanno fotografare in posa dalle vecchiette americane un po’ goffe con le loro fotocamere digitali…


Vagando per la città incontriamo Alessandra, Pina e Rossana con la nostra stessa espressione perplessa…
La Lonely Planet non ci suggerisce nulla di entusiasmante allora a bordo di un taxi collettivo decidiamo di visitare la “zona franca” che come spiega il vecchio taxista è stata creata per favorire questi poveri cileni che vivono nell’ultima terra: la fine del mondo…

 

07 marzo Punta Arenas (CILE)

Siamo su un bus diretti ad Ushuaia, in viaggio da sette ore e ne avremo per altre 4 o 5.

 Attraversare lo Stretto di Magellano coi delfini che ci salutano seguendo la scia del nostro traghetto è emozionante soprattutto perché ha subito messo in moto la mia fantasia facendomi immaginare i galeoni dei vecchi navigatori/esploratori che qualche secolo fa sbarcarono qui in cerca di fortuna…

Da poco abbiamo lasciato l’ultima frontiera cilena. Buona fortuna “lungo” Cile, spero che ti riprenderai presto da questa grave tragedia…

Siamo entrati nella Terra del Fuoco, siamo di nuovo in Argentina pronti a vivere al meglio questi ultimi giorni pieni di avventure…

 

 

 

08 marzo Ushuaia (ARGENTINA)

La città più australe.
La città più sud dell’intero mondo!
Qui si parla dell’Antartide come noi parliamo della Tunisia… ossia una cosa scontata un po’ più a sud…

Il nostro catamarano solca le acque del Canale di Beagle….

Appare una grande roccia bianco-nera… un’estremità è popolata da cormorani che, come in un grande aeroporto, atterrano e decollano continuamente, non a caso ho usato questo paragone perché il loro di librarsi in volo era davvero simile a quello degli aeroplani, prendevano una rincorsa prima di staccare in volo…


L’altra, la più goffa e divertente, era popolata da foche e leoni di mare che, come in una grande osteria, facevano un baccano enorme…
Si rincorrevano, si schernivano a vicenda, litigavano, si tuffavano… era proprio divertente osservarli…

Ma la chicca era l’incontro che tutti attendevamo di più e nonostante li avessi già visti in Nuova Zelanda ammetto di essere rimasto incantato dinanzi alla loro tenera simpatia: i pinguini!
Ben due specie diverse: il pinguino Magellano e quello Pasqua… Chi si tuffava in acqua e sbucava pochi istanti dopo da tutt’altra parte, ricordavano il film “Mary Poppins”, chi stava impalato quasi come fosse una statua a fare chissà cosa, chi passeggiava placidamente con quell’andare goffo che solo loro hanno…

Tutti in impeccabile smoking!

In serata una meravigliosa cazuela de mariscos gustata a la “Casa de los Mariscos” ci ha allietato gli animi…

 

 

09 marzo Ushuaia (ARGENTINA)

[Alessandra Gallo da Roma]: “Quanti giorni sono passati? 17, 18? Beh, sono volati. Segno buono. Voglia di staccare la spina, curiosità, sete di posti nuovi; siamo stati appagati dalla natura che ancora una volta risponde alla nostra voglia di scoprire nuovi continenti regalandoci ghiacciai che si rompono con il rumore dei tuoni o sconfinate terre brulle ricche di fascino tutto particolare e di vuoti mai pensati. Laghi immensi che cambiano colore a seconda della temperatura dell’acqua, della profondità, della luce o di quello che ci si specchia. “

 

 

 

 

 

 

 

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