"Viaggiare ti allunga la vita, la riempie di volti e di paesaggi, di canti e di suoni e di orizzonti che ignoravi. Conosci dei vigliacchi che devono vivere da coraggiosi, e uomini coraggiosi costretti a vivere da vigliacchi. Le tue vecchie idee crollano e ne nascono di nuove. E viaggiare è ballare, come giustamente dicono i Chichewa, adattare il tuo passo a quello degli altri, girando nel vuoto seguendo suoni e ritmi che non conoscevi, sordo a tutto quanto non sia la melodia di una canzone fino ad allora sconosciuta."

- Javier Reverte - (Vagabondo in Africa)

 

20 novembre Casablanca (MAROCCO)

Abbiamo finalmente messo piede in Marocco!
I controlli doganali sono stati molto lenti e snervanti…

Purtroppo non siamo riusciti a vivere Casablanca by night per via dell’orario ma già gironzolare per le stradine della città mi ha fatto sentire vivo!

21 novembre Meknes (MAROCCO)

Immagino vecchi navigatori e marinai giungere dall’oceano Atlantico ed improvvisamente rimanere incantati dal fascino della maestosa moschea di Hassan II; lussureggiante e mastodontica, domina una promenade che costeggia l’oceano. 

Ripartiamo subito alla volta della capitale: Rabat.

L’assaggio di Rabat non mi è dispiaciuto, ci tenevo a visitare questa grande città del Maghreb.
Il palazzo reale con il suo ordine, le guardie reali in alta uniforme, la moschea di Mohammed V, la Kasbah di Oudaias ma soprattutto la Medina con il suo souq.

I souq hanno sempre un certo fascino… Migliaia di vicoletti labirintici animati da infinite persone che vendono, comprano, mercanteggiano, trattano… Tanti odori diversi, tanti colori che si alternano.
La Kasbah, antica fortificazione, mi ha colpito per i suoi colori bianco-azzurro, stile Santorini… Quei vicoletti così stretti ma deliziosi, tanti scorci pittoreschi con ancora una volta il maestoso oceano che faceva da cornice.

La visita di Meknes è stata molto interessante, resa tale anche dalle spiegazioni della nostra guida Bouchra.
Ieri Bouchra a Meknes, oggi Khadija a Fes, mi hanno fornito un’idea e un’immagine delle donne marocchine completamente nuova. Si respira nell’aria questo cambiamento sociale. Vedi come sono grintose, preparate e orgogliose.

A Meknes abbiamo visitato le medrasa, i granai, le scuderie di Ismail, ci siamo persi nel suo intrigante souq fino a terminare la cena nel tradizionale Riad Bahia. Cena tipica a base di antipastini con ceci, melanzane e peperoni, pollo cucinato con il tajine ecc.
Il background era molto etnico ed ha contribuito a creare una dolce atmosfera tanto da farci trascorrere una piacevolissima serata.

 

 

22 novembre Fes (MAROCCO)

Khadija ci porta a conoscere la sua città.
Il souq è davvero complicato!

La cosa che più mi ha sconvolto, soprattutto alle mie narici, è stata la conceria.
Vedi tutti questi ragazzi con il corpo immerso in queste vasche circolari putride che emanano un odore così forte e nauseante tanto da convincerci ad usare dei rametti di menta per trovare un po’ di sollievo.

La madrasa: la scuola coranica in cui i bambini studiano il libro sacro islamico per 30/40 anni.
Scuole finemente decorate e molto antiche!

[Nick]: “L’iniziale scetticismo per una partenza non tanto desiderata si è trasformata in gioia per l’ennesimo viaggio on the road”.

Questo luogo è molto spartano, ma a noi piace così!
La serata è  stata resa indimenticabile dai bonghetti suonati dai ragazzi del posto ed accompagnati dalla mia chitarra!

Divertente suonare i classici italiani coinvolgendo quei ragazzi berberi e i loro bonghetti.

 

"Se viaggiassi con altre due persone, certamente avrei acquistato altri due maestri. Scegli quel che c'è di buono nell'uno per seguirlo, e quel che c'è di cattivo nell'altro per correggermi."

- Confucio -

 

23 novembre Erg Chebbi (MOROCCO)

Percorriamo un lungo tragitto per raggiungere Rissani con il suo mercato di spezie ma soprattutto di montoni ed asini. Mi ha divertito tanto il notare che in un largo spiazzo c’erano asini legati, alcuni con la sella, altri senza.
Mi hanno spiegato che quest’ultimi erano in vendita mentre i primi semplicemente parcheggiati; un vero e proprio parcheggio, al prezzo di 1 dirham al giorno, questa cosa trova facilmente spiegazione considerando che l’asino qui è il mezzo di trasporto più usato.

Dopo aver indossato un turbante berbero raggiungiamo, a bordo di due jeep, il nostro uomo del deserto: Omar a Merzouga e dopo un romantico the nel deserto, in sella ai nostri fidati dromedari ci immergiamo nell’atmosfera sahariana al 100% per raggiungere il nostro erg.

Il silenzio del deserto rotto solo dal rumore sordo dei passi dei nostri dromedari è impagabile…

La traversata è abbastanza ardua, le nostre povere chiappe faticano non poco a reggere il ritmo dei nostri amici ruminanti…

Quasi due ore dopo conquistiamo le nostre anelate tende!
È appena tramontato il sole quando ci sdraiamo ad ammirare le stelle illuminati solo da due piccole candele e prima che apparisse la luna piena ne approfittiamo per perderci ad ammirare l’immensità del cielo…

Mi sono emozionato quando, in religioso silenzio, abbiamo spento le candele… è stato come se improvvisamente il cielo si fosse acceso, illuminato di luce propria!

Più tardi, seduto su una duna, tiravo le somme di questo ultimo periodo della mia vita…

“Tramonto nel deserto. Solitario su una duna. Ti penso. Le mani ad arco sui miei occhi. Ti vedo. Li chiudo. Ti sento.” 

– Pulce –

La cena consumata seduti attorno al fuoco di bivacco ha avuto un gusto diverso, migliore, nonostante fosse il solito pollo e verdure al tajine.
Per concludere la serata ci hanno pensato i bonghetti dei nostri amici Salim e Yussef.

Alle 22.30, nei nostri sacchi a pelo, tutti in un’unica tenda come non mai,ci siamo raccontati un po’ di noi…

 

 

 

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