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21. 11. 2010 Meknes (MAROCCO) Immagino vecchi navigatori e marinai giungere dall’oceano Atlantico ed improvvisamente rimanere incantati dal fascino della maestosa moschea di Hassan II; lussureggiante e mastodontica, domina una promenade che costeggia l’oceano. Ripartiamo subito alla volta della capitale: Rabat. L’assaggio di Rabat non mi è dispiaciuto, ci tenevo a visitare questa grande città del Maghreb. I souq hanno sempre un certo fascino… Migliaia di vicoletti labirintici animati da infinite persone che vendono, comprano, mercanteggiano, trattano… Tanti odori diversi, tanti colori che si alternano.
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22. 11. 2010 Fes (MAROCCO) Khadija ci porta a conoscere la sua città. La cosa che più mi ha sconvolto, soprattutto alle mie narici, è stata la conceria. La madrasa: la scuola coranica in cui i bambini studiano il libro sacro islamico per 30/40 anni. [Nick]: “L’iniziale scetticismo per una partenza non tanto desiderata si è trasformata in gioia per l’ennesimo viaggio on the road”. Questo luogo è molto spartano, ma a noi piace così! Divertente suonare i classici italiani coinvolgendo quei ragazzi berberi e i loro bonghetti.
"Se viaggiassi con altre due persone, certamente avrei acquistato altri due maestri. Scegli quel che c'è di buono nell'uno per seguirlo, e quel che c'è di cattivo nell'altro per correggermi." |
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23. 11. 2010 Erg Chebbi (MOROCCO) Percorriamo un lungo tragitto per raggiungere Rissani con il suo mercato di spezie ma soprattutto di montoni ed asini. Mi ha divertito tanto il notare che in un largo spiazzo c’erano asini legati, alcuni con la sella, altri senza. Dopo aver indossato un turbante berbero raggiungiamo, a bordo di due jeep, il nostro uomo del deserto: Omar a Merzouga e dopo un romantico the nel deserto, in sella ai nostri fidati dromedari ci immergiamo nell’atmosfera sahariana al 100% per raggiungere il nostro erg. Il silenzio del deserto rotto solo dal rumore sordo dei passi dei nostri dromedari è impagabile… La traversata è abbastanza ardua, le nostre povere chiappe faticano non poco a reggere il ritmo dei nostri amici ruminanti… Quasi due ore dopo conquistiamo le nostre anelate tende! Mi sono emozionato quando, in religioso silenzio, abbiamo spento le candele… è stato come se improvvisamente il cielo si fosse acceso, illuminato di luce propria! Più tardi, seduto su una duna, tiravo le somme di questo ultimo periodo della mia vita… “Tramonto nel deserto. Solitario su una duna. Ti penso. Le mani ad arco sui miei occhi. Ti vedo. Li chiudo. Ti sento.” – Pulce – La cena consumata seduti attorno al fuoco di bivacco ha avuto un gusto diverso, migliore, nonostante fosse il solito pollo e verdure al tajine. Alle 22.30, nei nostri sacchi a pelo, tutti in un’unica tenda come non mai,ci siamo raccontati un po’ di noi…
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