19 settembre Abu Dhabi (EMIRATI ARABI UNITI)

Sono nella capitale degli Emirati Arabi. Quanti tristi ricordi affollano la mia mente.


Giusto un anno fa trascorsi qui l’ultima mia notte di break prima di rientrare a Kabul
Il giorno dopo mi imbarcavo da Al Bateen per vivere gli ultimi tre mesi della mia missione afghana: i peggiori. Non sapevo ancora a cosa stavo andando incontro…

20 settembre Johannesburg (SUD AFRICA)

Jo’burg (per i locali) ci accoglie all’alba!
Manco il tempo di farci un’idea della città che ripartiamo a bordo di due van per Pretoria.

Anche lì, caricato il camion attrezzato che ci accompagnerà per tutto il viaggio: tende, materassini, viveri, zaini  si parte alla volta del Kruger National Park.

Il gruppo è molto carico, mi piace!
Arriviamo in tarda serata, siamo esausti, sporchi, affamati… montare le tende senza luce, tende non nostre, è davvero complicato e mette a dura prova i nostri nervi ma non ci perdiamo d’animo ed in breve tempo non solo montiamo un buon accampamento ma riusciamo pure a preparare, grazie alla nostra chef: Anna, un piatto di riso zafferano che divoriamo selvaggiamente!

Sono le 21.00 quando crollo sul mio sacco a pelo… Sono due giorni che non dormiamo!

 

21 settembre Kruger National Park (SUD AFRICA)

Alle 4.45 qualcuno già si aggira tra le tende!


Poco dopo siamo tutti a bordo del camion immersi completamente nell’atmosfera del nostro primo safari insieme.
Tra di noi c’è gente che ama profondamente l’Africa e che ha già avuto modo di scoprirla in viaggi precedenti. C’è chi racconta aneddoti, avventure o spiega le caratteristiche dei tanti animali che incontriamo lungo il nostro tragitto…

Provo per una volta a “viaggiare col cuore”, a “guardare con il cuore” piuttosto che con gli occhi. Funziona.
Per un momento mi sono astratto completamente e chiudendo gli occhi sentivo solo la Natura con i suoi suoni e rumori.

22 settembre Praia do Tofo (MOZAMBICO)

In Africa bisogna avere pazienza.
Se non sei paziente: lo diventi!
Pazienza a stare decine di ore in uno scomodo van aspettando, cercando, scrutando, sperando di intravedere qualche animale durante il safari.
Pazienza a sopportare la burocrazia di frontiera; pazienza a contrattare per un cambio decente tra rand sudafricani e metical del Mozambico.

Lasciato il Sud Africa con il suo bel Parco Kruger ci lasciamo alle spalle anche il mondo “occidentale”, i resti di quei vecchi boeri oggi detti “afrikaners” svaniscono subito nella polvere rossa della terra del Mozambico.
Varcata la frontiera: cambia la lingua, lasciamo l’inglese dalla pronuncia olandese e ci accoglie un più caloroso portoghese.
Siamo in Africa: e stavolta davvero!

In questi giorni a Maputo sono scoppiati dei disordini interni a causa dell’aumento del prezzo del pane e dell’acqua. Decidiamo saggiamente di evitare la capitale e per questo motivo lasciamo l’unica strada asfaltata per immergerci in un sentiero dimenticato da Dio… Grosse buche, polvere, sabbia, paesaggio da jungla fa da cornice al nostro percorso…

Per centinaia di km non incontriamo nulla se non qualche piccolo bambino sbucato fuori chissà da dove e qualche capretta solitaria…

A volte mi incanto ad osservare fugacemente le loro capanne ed attraverso di esse cerco di immaginare come potrebbe svolgersi la loro vita quotidiana… è difficile non provare tenerezza compassione per queste persone che nascendo qui si ritrovano a vivere una vita di stenti e di lotta quotidiana per la sopravvivenza…
Non esagero e l’esempio lampante me lo fornisce la ragazza che litiga con gli amici per accaparrarsi una nostra bottiglia di plastica vuota…

Allora, come non sentirsi fortunati dinanzi a così tanta miseria? Come non sentirsi “piccoli” quando si rimane bloccati nel traffico cittadino o quando ti si rompe, a casa, uno stupido soprammobile e ci si incazza? Qui ogni cosa ritorna ad acquistare il proprio vero valore.

Fannie, il nostro autista afrikaner, procede dritto…risaliamo il continente nero!

 

 

Blog countersfree countersLocations of visitors to this page

(1) - (2) - (3) - (4) - (5) - (6)