23 settembre Praia do Tofo (MOZAMBICO)

Regali una penna… Loro ti regalano un sorriso accompagnato da un timido “obrigado” e ti senti subito più ricco e più felice!

La cosa che più mi ha colpito di questo primo assaggio di Africa è il “waka waka”, l’eterno cammino di questi uomini, donne e bambini che sbucano da ogni dove e camminano… vanno avanti… chissà dove… proseguono in fila indiana, in gruppi, solitari… alcuni improvvisano una danza sul ciglio della strada dalla sabbia rossa, una signora anziana discute animatamente con un circoletto di donne dal sedere grande e pronunciato. Bambini con fiaschi pesanti o grosse borse sulle teste; bambine dalle capigliature artistiche e dalle mille treccine colorate… Dove vanno: non si sa… Da dove sbucano: non si vede… Sappiamo solo che vanno…

In questi giorni ho apprezzato tanto una cosa che per noi occidentali è più che scontata: l’elettricità!
Fare tutte le operazioni al buio non è cosa semplice: montare la tenda, disfare lo zaino, cercare la tuta per dormire, il necessario per lavarsi…

Dopo 14 ore di strada ci siamo fermati a Praia do Tofo, un posto romanticissimo che si affaccia proprio sull’oceano Indiano e che mi ricorda tanto Dikwella.

La profilassi anti-malarica procede. Il “lariam” finora non ha sortito grandi effetti collaterali in me, fortunatamente…

[Nick]: “Il Mozambico trasmette l’idea che ho dell’Africa: povera ma generosa ed accogliente.”

Ecco uno di quei posti che non dimenticherò facilmente!

Eravamo a rifornirci di un po’ di provviste alimentari al confine tra Sud Africa e Mozambico quando  Fannie becca un tipo che ci affitta per una notte la sua meravigliosa villa sull’oceano.
E’ stata dura arrivarci ma ne è valsa davvero la pena.

Svegliarsi con questo spettacolo della natura mi ha emozionato!
L’immenso oceano che ti circonda, i pescatori che tornano dalla battuta di pesca…
Mai dimenticherò la corsetta a piedi nudi indossando solo il costume, sulla spiaggia bianca…
Vorrei tanto poter catturare il più possibile di queste immagini, di queste sensazioni, di questi sapori…
Quant’e’ sorprendente questo Mozambico… E chi se lo sarebbe mai aspettato?

 

24 settembre Vilankulo (MOZAMBICO)

Vilankulo ci ha accolti con i suoi suoni, la sua musica, i suoi sapori, la sua gente…

Due ragazzi del posto allietano la nostra cena improvvisando canzoni con la loro chitarra, canzoni che inneggiano la bontà e la cortesia della “gente di Vilankulo”.

Che bella serata, mi sentivo così lontano dal mio mondo… Ero in un villaggio sperduto del Mozambico…

Abbiamo la fortuna di alloggiare in alcune capanne dal tetto costruito da intrecci di foglie di palma che s’affaccia sull’oceano Indiano.
Anche qui l’elettricità è un’inutile lusso.
Illuminati dalle nostre fioche torce procediamo alle varie operazioni. Senza luce tutto è più arduo ma serve a consolidare il nostro spirito di corpo.
Ci ingegniamo al meglio nell’organizzazione delle cose primarie: filo per stendere i panni, zanzariere varie, zaino per la navigazione di domani ecc.

25 settembre Ihla Magaruque (MOZAMBICO)

E’ sempre entusiasmante ammirare lo svolgersi della vita quotidiana di persone così lontane da te…

All’alba ero già di nuovo in spiaggia con la mia fedele macchina fotografica ad immortalare i pescatori che tornavano dalla battuta di pesca, i bambini che giocavano con i granchietti sulla battigia o con i pesciolini che saltavano giù dalle reti, le donne che caricavano grosse ceste piene zeppe di pesci sulla testa e via chissà dove, forse verso il “Mercado Municipal”…

Approfittando della bassa marea percorriamo 200 metri prima di salire sulla nostra barca. Si salpa!
E’ incredibile come la bassa marea riesca a far emergere vere e proprie oasi nell’oceano.
La navigazione è lenta ma ci permette di ammirare i vari colori e le tante sfumature del mare ma anche enormi banchi di pesci, grosse meduse e grandi stelle marine.

Magaruque è un’isola lontana da tutto, ha una piccola spiaggia e grandi palme sull’oceano. Ogni tanto qualche granchio sbucato da un buco nella sabbia l’attraversava con la sua goffa andatura per poi scomparire in un altro buco non lontano…

Con i piedi e le mani sanguinanti e sfregiate dai coralli, ci tuffiamo per un lungo snorkeling ma esausto dalla lotta contro la corrente e un po’ deluso dalla scarsità della fauna, mi abbandono e addormento sotto una palma, come nella più classica delle immagini di relax!
Nel frattempo, i nostri amici mozambicani hanno già preparato un delizioso pranzo a base di riso, giganteschi granchi e dell’ottimo barracuda alla brace…

Mentre con la vela rattappezzata alla bell’e meglio, ritorniamo a Vilankulo, seduto verso l’infinità dell’oceano, con le gambe penzoloni ed i piedi in acqua viaggiavo con il cuore.

 

"Ogni terra d'Africa  è patria, casa, dimora interiore,
attraversala lungo le strade, le piste, gli spazi e la folla
riconduce all'origine,
e mi permette di ripercorrermi dentro sino all'essenziale,
immediatezza dei primi attimi, di me, della vita creata, della terra tutta."
- Anonimo -

26 settembre Ihla Barzaruto (MOZAMBICO)

La nebbia di stamattina ci ha rovinato lo spettacolo dell’alba… Pazienza, ci riproveremo domani!

In due ore raggiungiamo l’isola Barzaruto.
La navigazione come sempre è romantica, ti avvolge, ti circonda, ti culla… in genere mi siedo con le gambe fuori l’imbarcazione e nel punto più solitario della prua: voglio godermi la conquista di ogni singola onda…

La scena è dominata da un’immensa duna di sabbia bianca…
Toccata terra siamo letteralmente calamitati dalla scalata della duna.
In cima: lo spettacolo che questa isola ci regala ci ripaga di tutta la fatica e soprattutto della sabbia inghiottita…
La bassa marea aveva creato una tavolozza naturale dai mille colori che col riflesso del sole, l’incessante via vai delle nuvole rendeva quello spettacolo ancora più emozionante…

Bagno nella piscina naturale tra i coralli, ne approfitto, visto che non c’è nessuno, per farlo addirittura nudo, in totale libertà!

Pranzo a base di calamari alla brace lottando con il falchetto che come uno squalo ci scrutava dall’alto formando tanti loop nel cielo sperando in un  nostro momento di distrazione per rubarci il cibo….

 

"Viaggiare per spingere l’orizzonte sempre un po piu in là, per vedere come saranno la prossima foresta, il prossimo deserto, la prossima persona. Regalarsi la libertà di scegliere dove essere domani. Vivere"

- Marco Deambrogio -

 

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