30 settembre Nampula (MOZAMBICO)

Mentre smontavo la tenda, nella quiete dell’alba mozambicana, consideravo che sono tre giorni che non ci laviamo come si deve, la doccia è ormai un vecchio ricordo oltre che un lusso, la barba ed i capelli son lunghi, i vestiti sporchi e non mi guardo allo specchio da una settimana, le provviste cominciano a scarseggiare, è difficile persino trovare un po’ d’acqua, il pantaloncino tattico mi va già largo ma siamo felici!

Felici dell’esperienza che stiamo vivendo, felici di sorseggiare la poca acqua che ci rimane in borraccia anche se sempre bollente, felici della consapevolezza che questo viaggio ci sta cambiando ed al ritorno in Patria, circondati dal lusso e dal comfort delle nostre case ipertecnologiche ripenseremo a quella gente che quotidianamente, no matter what, lotta per sopravvivere ed allora cercheremo di non sprecare superfluamente ciò che finora avevamo dato per scontato.

Nampula è la terza città più grande del Mozambico. Ci assicuriamo 300 litri di carburante per il nostro camion e fatichiamo abbastanza per trovare un negozio per le provviste alimentari.

Shoprite è ciò che fa per noi.
All’uscita dal supermarket, con due carrelli stracolmi di cibo, capisco il motivo di tutta quella security armata di grossi fucili all’uscita di ogni singolo negozietto.
Come se scortassimo due mezzi porta-valori, veniamo quasi assaliti dalla folla che aspettava fuori. Rudy, Silvio e Fannie che erano rimasti a guardia del nostro mezzo vedendoci in lontananza ci raccontano subito che avevano appena assistito ad un furto ai danni dell’auto parcheggiata accanto a noi…
Senza perderci in chiacchiere svuotiamo tutti e due i carrelli sui sedili e sgommiamo via.
Li metteremo in ordine lontani da occhi troppo curiosi.

A Cuamba, cittadina di confine tra Mozambico e Malawi, è difficile trovare un posto decente per la notte.

Prima di chiedere asilo ad una scuola tentiamo nella “Pensione San Miguel”… hanno solo tre doppie ma con un pò di sacrificio ci sistemiamo in tre unendo i letti e dormendo in verticale!
Anche qui la doccia è un optional ma addirittura lo è il lavandino!
Ci laviamo dove capita!

01 ottobre Liwonde National Park (MALAWI)

Più passano i giorni e più divento paziente!
Sento già che questo viaggio mi farà bene!

Lasciamo il Mozambico dopo aver attraversato i suoi ultimi villaggi, le sue ultime capanne, respirato la sua terra rossa, ce la sentiamo nelle narici e ci inonda le T-shirts… ascoltiamo le ultime frasi in portoghese alla dogana… breve tratto di terra di nessuno e comincia l’asfalto, i cartelli sono tutti in inglese… Grossa sbarra: Stop.
Un tricolore sventola orgoglioso. Siamo in Malawi.

È dura convincere i doganieri che essendo italiani e non provenendo dal Kenya o Tanzania non abbiamo bisogno del vaccino contro la febbre gialla… insistono tanto ma noi non demordiamo! Figuriamoci se mi faccio bucare in una frontiera africana!

Il background cambia completamente!

Raggiungiamo il Liwonde N.P. ed i suoi ippopotami ma la cosa più importante per noi è che finalmente c’è una doccia!
Dopo 4-5 giorni ne avevamo proprio bisogno!
Ne approfittiamo per lavarci e per lavare tutta la nostra biancheria sporca, praticamente tutto lo zaino! Ad un certo punto mi son ritrovato in boxer ed infradito a lavare tutto ciò che avevo… persino le cose che indossavo in quel momento!

La notte è stata abbastanza movimentata ed agitata per via di un paio di ippopotami che sono entrati nel nostro campo inseguiti da due rangers!

 

02 ottobre Liwonde National Park (MALAWI)

Risveglio divertente con i due facoceri che brucavano a pochi metri da noi!

La mia canoa, scivola leggera, sulle ruggenti vie del grande fiume…” così cantavamo agli SCOUT “Terra di betulle” ed il fiume, nel nostro caso è lo Shire.

Elefanti, coccodrilli, ippopotami, aquile di mare e cormorani ci hanno presentato la loro quotidianità!

 

Hanno cose molto basilari” – il commento amaro di Silvio e Sabrina che in Italia lavorano in ospedale dopo il giro conoscitivo dell’ospedale di Mua
Io ho visto solo tantissimi bambini appena nati, tante donne/ragazzine/mamme…
Nasci qui e poi che fai?” – ho pensato tristemente tra me e me…

Più tardi, sulla riva del lago Malawi, chiacchierando con due coreani che stavano facendo il giro del mondo fantasticavo con la mia immaginazione…

La barba è lunga come non mai ed io mi sento libero…
Disintossicato dal cellulare, da internet e dall’Iphone, dai miei computers e dal mio Ipod… mi sento meglio!
Oggi ho persino avuto la chance di connettermi ad internet e non l’ho fatto. Voglio continuare a sentirmi fuori dal mondo, lontano dalla vita degli altri e continuare questo viaggio all’interno di me stesso.

03 ottobre Monkey Bay (MALAWI)

Il lago Malawi è tutto per loro.
Si dissetano con la sua acqua, lavano i panni, le pentole ed i propri corpi!

Ho seguito da lontano le loro azioni. Li ho osservati mentre, subito dopo essersi svegliati, si recavano sulla sua riva con un bicchiere per bere, poi lavarsi i denti, il viso e tutto il corpo.
Con la sabbia sgrassavano le pentole sporche, il tutto mentre centinaia di bambini urlanti correvano, sguazzavano nell’acqua o giocavano con i pesciolini caduti da qualche rete.

Sono ragazzi/e della mia età ma sembrano già vecchi.
Un ragazzo mi ha chiesto l’età, sembrava un quarantenne; quando mi ha chiesto di indovinare la sua ho cercato di essere gentile dicendo: 30… ne aveva 23!

C’è miseria, povertà, non c’è speranza per il futuro… Ad un certo momento m’era pure passata la voglia di scattare foto. Ho spento la macchina fotografica ed ho continuato a fotografare con gli occhi e con il cuore!

 

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