04 ottobre Lilongwe (MALAWI)

Il Malawi è poco oltre le nostre spalle.

La sua bandiera, sventolando salutava la delusione dipinta sui nostri volti.
Eppure è successo!
Le mazzette che muovono il mondo.
Le attente guardie doganali della frontiera Malawi-Zambia notano un’irregolarità sul nostro visto, regolarmente pagato. Irregolarità posta in essere di proposito all’ingresso, qualche giorno fa, in questa nazione.

Discutiamo, spieghiamo, cerchiamo di far capire la nostra buona fede ma dopo un’ora di trattative il poliziotto chiede di rimanere solo con Fannie ed Ugo

Ecco la sua proposta: “Con 50 euro tutto è risolto!”

05 ottobre South Luangwa National Park (ZAMBIA)

Il nostro stanco truck arrancava lungo le polverose strade sterrate dello Zambia, ogni tanto il motore singhiozzava finché decide di abbandonarci.
Eravamo nel mezzo del nulla, in un luogo non ben precisato dello Zambia, lungo una strada disabitata e sabbiosa…

La polvere rossa saliva in cielo e riempiva l’aria…
Colorava le nostre T-shirts e camicie kaki e impregnava le nostre narici…

Improvvisamente sbucano dal nulla decine di bambini incuriositi e dagli abiti strappati…
Mica capita tutti i giorni che dieci bianchi si fermino con un grosso e strano camion dinanzi le loro capanne!

Fannie bestemmia mentre si districa tra un pezzo del motore e l’altro…
Io e Stefania ne approfittiamo, dopo aver stretto un po’ amicizia coi bambini, per visitare le loro capanne…
Ammutolisco dinanzi a quel misero spettacolo…
Una capanna di fango e paglia all’interno della quale c’è una coperta distesa sulla nuda terra, due paia di infradito, qualche pentola e qualche vestito attaccato al muro… un bimbo dorme… la padrona di casa ci chiede una foto con i suoi quattro figli…
Sorride mostrando gli incisivi superiori che non ha… ha 25 anni, ne dimostra 40… non le diciamo la nostra età. Stefania ha 26 anni ma sembra la figlia, e lo dico con tristezza.

Ci sono alcuni bambini dai tratti somatici stupendi. Li guardo, li osservo e dentro di me mi rattristisco pensando al loro difficile futuro…

A 16-17 anni avranno già un paio di figli con un altro povero Cristo del loro villaggio, costruiranno una misera capanna di paglia e fango ed inizieranno a sopravvivere da soli…

Fannie è sporco di grasso ed olio.
Il termometro del mio orologio segna 42.2°…

Vedo miraggi di lattine di coca cola gelate ovunque…

Il nostro truck non vuole proprio partire.
Si ferma un camion che trasporta mais; ci traina per 50$... in Africa i bianchi sono dollari su due gambe!

40 km sul rimorchio di un autocarro seduti su sacchi di grano… eravamo l’attrazione di tutta la strada mentre attraversavamo i vari villaggetti…

Io avevo ancora negli occhi, nel cuore e nella mente il tempo trascorso con quella gente nel loro piccolo mondo.
Pensavo alla donna a cui avevo regalato un sapone e la cui prima azione era stata quella di addentarlo credendo che si mangiasse o alla gioia del bambino nello scoprire che la macchinina che gli avevo regalato in realtà era un temperamatite!

Il South Luangwa National Park è davvero pittoresco!
Un’alta giraffa passeggia accanto a noi… giusto cinque minuti per montare le tende che siamo già in jeep per il safari notturno con Wilson e Said!

Siamo esausti per la lunga giornata e manco tanto entusiasti di questo ennesimo safari ma appena tramonta il sole ci immergiamo al 100% nella vita della savana…

Che emozione!
Wilson punta la spot light su un’immensa pianura… piano piano appaiono come in uno spettacolo varie antilopi ed impala… chi bruca, chi riposa, chi ci osserva incuriosita… improvvisamente sbuca guardinga una iena maculata… testa bassa, si guarda un po’ intorno e si dirige verso gli impala… la mandria si dirada in pochi secondi…

Giriamo con la nostra jeep per ore, incontriamo coccodrilli, elefanti, ippopotami, scimmie finchè lungo una stradina, nascosta tra due cespugli intravedo una macchia diversa da tutte le altre precedenti…
Said e Wilson proseguono indifferenti… Seguo il mio istinto e faccio fermare la jeep…
Torniamo un po’ indietro ed un meraviglioso esemplare di leopardo si para dinanzi ai nostri occhi strabiliati!
Le macchine fotografiche impazziscono mentre soddisfatti ammiriamo questo animale così elegante!

Qualche ora più tardi a cena non facciamo altro che raccontarci le nostre sensazioni!

Attenti stanotte!” – ci intima la dolce olandesina Eef: “ippopotami ed elefanti sono soliti passeggiare nei pressi delle nostre tende, non uscite”!

Invece decido di dormire all’addiaccio!
Ci sono tutte le premesse per una serata indimenticabile.
Il cielo è super stellato, c’è un’arietta fresca che ti accarezza il viso, il soundtrack è curato dagli ippopotami che nuotano a pochi metri da noi…

La notte tutto cambia! È come se il regno animale riprendesse possesso nuovamente del proprio regno. Qualche impala più coraggiosa si avventura troppo vicino al fiume per bere sperando di non finire in bocca al coccodrillo di turno…

Rimango a chiacchierare fino alle 2.30 quando avverto dei rumori non lontani dalle mie spalle… Scatto e punto la torcia. Noto solo quattro occhi che mi osservano… Non riesco a capire che animale sia… Attimi di brivido fino a che arriva il ranger e scopriamo che si trattava di due impala impauriti venutisi a rifugiare lì per sfuggire ad un leopardo avvistato non lontano…
Comunque ci consiglia di cambiare posto per via di un cobra che ogni tanto sbucava proprio da quelle parti…

Tutti in piscina! Lottando con le zanzare crolliamo per un’oretta, giusto il tempo di ammirare una meravigliosa alba!

 

06 ottobre Chipata (ZAMBIA)

Si parte prestissimo per il safari zambese!

Questo è senza dubbio il miglior parco naturalistico visitato finora.
Grazie all’abilità del nostro amico Said riusciamo ad incontrare tutti gli animali più noti ma addirittura a fotografarli da pochi metri di distanza!

Iene che sbranavano una carcassa di bufalo, facoceri, babbuini, zebre, giraffe, ippopotami, elefanti e addirittura 5 leonesse!

Nel pomeriggio ritorniamo a Chipata, non lontani dal confine con il Malawi.
Mentre ci rilassiamo in piscina notiamo un sacco di militari e guardie del corpo… poco dopo il presidente della repubblica: paffutello, pantalone classico nero e camicia bianca, ci saluta mentre passa, sta andando al funerale di un lontano parente nella cittadina che ci ospita oggi.

 

"Le ore del viaggiatore, come le chiamo io, valgono sette volte di più di quelle normali, come per i cani. Qualcuno, forse, l’aveva detto che viaggiare allunga la vita."
- Paolo Brovelli -

07 ottobre Lusaka (ZAMBIA)

Le capitali, un po’ come le frontiere mi affascinano sempre.
Sarà che ogni volta che ci penso mi rivedo bambino di scuola elementare  seduto sul letto della mia stanza con mio padre che mi chiede tutte le capitali del mondo…

Ecco perché ogni volta che metto piede in una capitale ho quasi la sensazione di conoscerla già da una vita!

Lusaka è stata deludente!

Traffico urbano, smog, palazzoni, negozi occidentali, “musumbu” dappertutto! La spesa alla Spar tra prodotti italiani, gente ben vestita… dov’è finita la mia Africa?

L’unica cosa che mi ha piacevolmente colpito è stata la grande University of Zambia. In stile coloniale britannico, con tanto di immenso prato inglese, studenti vestiti di bianco candido a leggere o studiare seduti nel parco…

 

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