07 maggio Damasco (SIRIA)

Due scomodi, sebbene brevi, voli della Turkish Airlines via Istanbul ci hanno proiettati di nuovo nell’affascinante Medioriente, più precisamente in Siria.

Il primo impatto con la capitale siriana è stato profondo… siamo arrivati nel cuore della notte (circa le 3,30) in un venerdì di festa islamica…

La città dormiva già da un pezzo anche se ogni tanto sbucava qualche “personaggio in cerca d’autore”: il gommista aperto 24 ore su 24 che sonnecchiava sprofondato nella sua poltrona, il vecchietto avvolto nel suo turbante marrone che saliva le scale di un imprecisato edificio, il portiere del nostro storico albergo che improvvisamente s’è visto apparire quindici italiani provati dal faticoso e noioso viaggio…

Mentre con il nostro bus percorrevamo le strade della città in cui campeggiavano sempre gigantografie del presidente mi venivano in mente spezzoni di films come: “The Bourne trilogy”, “Spy games”, “Syriana”…
Questa città è molto misteriosa e mi dà l’idea di cospirazioni, complotti, tradimenti… mi intriga molto…

Il nostro hotel è in stile coloniale e molto vecchio, non antico, proprio vecchio e malandato… qualcuno l’ha definito “inquietante”, ed effettivamente quelle immense stanze (vuote), i lunghi corridoi a quell’ora della notte ti davano proprio l’idea della “scena di un delitto perfetto” in Medioriente

 

08 maggio Damasco (SIRIA)

Mattinata trascorsa tra le memorie greche, romane, fenicie nell’immenso museo nazionale che, in realtà, non mi ha colpito così tanto…
 

[Nick]: “Sull’autobus, direzione aeroporto. Pare che abbiano trovato il mio zaino finalmente… Ieri è stato l’unico bagaglio smarrito. Il problema è che non te lo mandano in hotel ma devi informarti e a tue spese recarti in aeroporto a recuperarlo…

Quello che mi affascina, nonostante vari viaggi in questa parte del mondo, è osservare la loro vita che scorre, bere un succo d’arancia e perdermi tra i profumi delle spezie…”

 

 

09 maggio Damasco (SIRIA)

[Nick]: “Oggi visitiamo Bosra, città Nabatea, che risale ai tempi di Petra, e da cui dista solo 100 km. In Siria i monumenti non sono valorizzati, anzi la stessa Bosra era abitata da siriani fino ad un paio di anni fa…
Da Bosra a Shabba per vedere alcuni mosaici e subito dopo ci muoviamo alla volta della moschea di Sayyida Zeinab, dedicata ad una parente di Maometto
All’interno della moschea c’era un arabo che invitava alcune donne in chador nero a pentirsi per la morte di Hassan, nipote di Alì (???)… e come piangevano…
Da lì ci spostiamo verso la Cappella di San Paolo e poi ne approfittiamo per gironzolare all’interno del suq bevendo una dissetante spremuta di arance.

 

10 maggio Hama (SIRIA)

“Occhi da orientale che raccontano emozioni, sguardo limpido …” ecc. così cantava Daniele Silvestri ed aveva ragione, è proprio vero… quegli sguardi che a volte riuscivi a carpire talvolta ti ipnotizzavano…
Quegli occhi profondi e misteriosi che ti studiavano, osservavano con curiosità ed interesse quasi ad “analizzare” questi strani esseri.

Come ho sempre detto c’è una grandissima voglia da parte delle generazioni future di globalizzazione, se così si può dire, di sentirsi simili ai vicini ma lontani occidentali…
E questo desiderio l’ho ravvisato qui più forte che in tantissimi altri Paesi arabi. La Siria, come quasi tutto il mondo arabo mi affascina.

Tornando alla visita di oggi: Maalula ci ha presentato il Monastero di San Sergio e Bacco mentre una lunga gola tra le rocce ci ha condotti a quello di Santa Tecla.
Tutto ci ricorda la Giordania, del resto è così vicina…

Mi è molto piaciuto il Monastero di Mar Musa, arroccato su una collina rocciosa, raggiungibile solo dopo una faticosa camminata… Una carinissima francesina, Cecilie, di Bordeaux, volontaria in quel luogo così solitario, ci ha spiegato sommariamente i tanti affreschi della cappelletta…


Infine, attraverso un tunnel siamo sbucati nella biblioteca, lì c’erano cinque o sei ragazzi di tutto il mondo che scrivevano o leggevano o semplicemente si rilassavano… Ho scoperto che erano dei viaggiatori che s’erano fermati lì per qualche giorno, e se da una parte mi domandavo come fossero riusciti a giungere fino lì o anche solo come ne erano venuti a conoscenza, dall’altra parte li ho invidiati da morire, trasmettevano proprio un senso infinito di libertà…


Forse ha ragione mia zia quando mi dice che dovrei prendermi un periodo “sabbatico” e starmene in giro all’avventura per il mondo per qualche mese… Mi sa che il momento sta maturando sempre di più… Ed ammirando quei ragazzi ne ho avuto la conferma e consapevolezza!

 

 

 

 

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