14 maggio Al Maarra (SIRIA)

…E alla fine approdiamo ad Aleppo!

La prima cosa a cui non ho potuto fare a meno di pensare è stato quell’inter rail di dieci anni fa… Come vola il tempo… Quando varcammo le porte di Istanbul, studiando bene la mappa turca ci balenò l’idea, non realizzata poi, di raggiungere la città siriana di Aleppo. Eccomi qui ora!

Aleppo mi ha subito colpito per la diversità dei suoi abitanti… Abituati a vedere le donne e le ragazze avvolte nei loro chador e nascoste dai loro veli, incontrandone tante vestite “quasi” come noi, ci ha tanto meravigliati.

Sono ancora molto lontane dal poter considerare il loro look: occidentale, al momento sono molto kitch e abbastanza fuori luogo… però si avverte  chiaramente una profonda mutazione, un grande cambiamento nelle generazioni future…

Aleppo, sarà per la vicinanza alla Turchia e quindi all’occidente, è la città meno “araba” che ho visitato… Lo è persino meno della stessa capitale Damasco!

Fiumi di taxi gialli che strombazzano, ringhiere che ospitano il pane arabo appena sfornato che si raffredda e si condisce di smog urbano, venditori di orologi placati d’oro, la voce del muezzin che riempie l’aria, donne in velo circondate da orde di bambini vocianti che passeggiano, ragazze con vestiti pseudo-occidentali che chiacchierano tra di loro maneggiando il cellulare in bella vista, negozi di intimo femminile molto ridicolo, venditori ambulanti di pannocchie che urlano mostrando la propria merce, vigili urbani dalla divisa molto coloniale che confondono ai semafori, i già poco disciplinati conducenti, motorette antiche che sfrecciano trasportando tre o quattro ragazzi o addirittura intere famiglie….

In mattinata dopo il panorama goduto dall’alto della chiesa di San Simeone raggiungiamo la leggendaria Ebla. A me ha fatto molto piacere vedere gli archeologi italiani e francesi in azione visto che il sito è stato da poco iniziato… C’è ancora molto da fare!

 

 

15 maggio Aleppo (SIRIA)

Sergilla. Una città in pietra completamente abbandonata.


Il venerdì è il loro giorno di riposo e gli Aleppini ne approfittano per un pic-nic fuori porta.
Si organizzano con il furgoncino scoperto del capo famiglia e tutte queste donne col velo ed i loro bambini festanti partono per raggiungere la periferia della città… distendono una tovaglia sotto un albero, poco importa se si dispongono lungo l’autostrada o nel parcheggio di una fabbrichetta, mangiano ciò che le varie donne della famiglia hanno preparato mentre i bambini giocano, si divertono, si rincorrono e si sfrenano…

Visita alla cittadella, ossia la fortezza che domina da un’altura la cittadina di Aleppo
Che bel panorama! Il tutto reso ancora più mistico dalla litania del muezzin che alle 12.00 in punto ha cominciato la sua predica: “…Allah Akbar…”

Ci immergiamo al 100% nel grande, labirintico e disorientante suq. Son bastate solo un paio di ore che già eravamo diventati i padroni del posto. Gironzolavo con Alaa alla ricerca di un badge siriano per il mio zaino, chiacchiere con Fadir, le lunghe compravendite con i tanti simpatici, calorosi  e generosi siriani…
Veramente posso affermare di aver vissuto un’intera giornata a chiacchierare, scherzare, osservare i vari commercianti, dai venditori di spezie a quelli delle pashmine, da quelli di nocciole a quelli dei famosi saponi di Aleppo!

Tante ore vissute in quell’intrigante labirinto ed alla fine, mentre andavamo via, c’era già chi ci chiamava: “Italiani, Marhaba!”

 

 

 

شكرا سوريا

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