02 giugno Atlanta (USA)

Atterrare negli Stati Uniti per la prima volta mi ha fatto un effetto strano… piacevole!

Atlanta, la capitale dello staterello della Georgia, luogo da cui provenivano tutti gli americani che hanno lavorato a Kabul con me…
Mi ha colpito molto quando, subito dopo l’atterraggio, l’hostess, nel darci il benvenuti in Georgia, ha aggiunto che avevamo volato con due VIP a bordo, due ragazzi dell’Air Force, ragazzi come noi, e li ringraziava a nome di tutti per il servizio che i militari stanno prestando per la Nazione.
Come siamo lontani!

03 giugno Moab (USA)

Dalle cime innevate del Colorado, non siamo lontani dalla famosa Aspen, siamo arrivati fino a 3000 metri durante il lungo trasferimento che ci ha condotti nello Utah.

La cosa buffa è che eravamo tutti in infradito e canottiera mentre attorno a noi c’erano solo cumuli di neve appena spazzata…
Questi Stati Uniti non finiscono mai di stupirci.

Solo poco dopo eravamo già all’interno del roccioso e desertico “Arches National Park”.

Abbiamo percorso il lungo tragitto (Devils Garden Trail) fino alla sua estremità (Landscape Arch).
E’ superfluo e lo sarà per l’intero viaggio descrivere o raccontare tutte le meraviglie viste e assaporate nelle varie visite, tutte le varie espressioni di Madre Natura!

Balanced Rock, un’enorme roccia in bilico, ci ha riportato alla mente tutti i cartoni animati del mitico Willy il coyote e del suo fedele “nemico” Beep-Beep.

Si riparte. Destinazione: Moab.
Questa piccola cittadina, famosa in passato per i ricchi giacimenti di uranio, ora riveste il ruolo secondario di “caravanserraglio” per i tanti visitatori dei parchi della zona.

Dormiamo nella “Gramma House”, un’intera classica casa americana con tanto di yard, BBQ e post box da film.

04 giugno Bluff (USA)

Dopo una fugace colazione tipica americana in un distributore di carburante raggiungiamo il “Dead Horse Point”, reso celebre dal finale del film “Thelma & Louise” o “Mission impossibile II”.

Grandi rocce alternate ad ampi spazi desertici, lunghe lingue d’asfalto che muoiono verso l’infinito…

La spettacolare “Monument Valley” ci ha proiettati improvvisamente all’interno del set di un film di Sergio Leone. I miei compagni di viaggio cominciavano a trasformarsi, a mano a mano che entravamo nella valle in John Wayne o Butch Cassidy, le auto sembravano cavalli indomabili e spesso capitava di incontrare dei veri indiano Navajo.
Questi ultimi rappresentano una delle ultime tribù ancora esistenti anche se, un po’ come succede ai Maori in Nuova Zelanda, sono posti ai margini della società.
Peccato!
Dovrebbero assolutamente tutelare queste popolazioni con le loro antiche e vecchie tradizioni, usi, costumi e lingue.

La Monument Valley è stupefacente.
Se hai visto qualche film western ti sembrerà di conoscerla una vita!
M’incantavo quando lasciavo correre la mia immaginazione, improvvisamente tribù di indiani cominciavano a materializzarsi davanti ad un fuoco di bivacco e ai miei occhi stupiti…
Vedevo cavalli selvaggi correre liberi, intere mandrie controllate da cow-boy con i classici cappelli e un fucile sempre pronto in mano… Capanne di pellirosse, frecce, pistole, carovane, saloon, la terra rossa…

La serata si conclude nella piccola cittadina di Mexican Hat, gustando dell’ottime bistecconi di carne allo Swinging Steak.

05 giugno Flagstaff (USA)

Il Canyon de Chelly è una riserva indiana Navajo.
Proseguiamo fermandoci spesso lungo i vari spot per ammirare i tanti paesaggi che questo canyon riesce ad offrirci.

Spider Rock” è un punto panoramico da cui si gode una vista molto suggestiva. Al centro vi è una formazione rocciosa dalla forma di un grande spillone, sembra mancare ogni prospettiva… Non distingui dove finisce il cielo, dove la montagna, le colline circostanti, tutto si trasforma a seconda del punto di osservazione.

Molto intenso e un po’ faticoso per alcuni il trek che ci ha condotti da White House Windows a White House Ruins, un paio di ore con forti pendenze… i 36 gradi si sentivano tutti!
Non c’è nulla da fare, adoro camminare nella natura, in qualunque forma essa si rappresenti.

In serata raggiungiamo Flagstaff, famosa perché qui passa la leggendaria Route 66 oltre per la sua leggendaria ferrovia da cui transitano treni merci formati da decine e decine di convogli!

   

 

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