“…penso a quanti aspetti diversi dell’India ho già visto e quanti ancora me ne aspettano. Le strade affollate e caotiche di Delhi, le teste piene di pidocchi dei bambini che tendono le mani per qualche rupia, gente e vacche che dormono lungo i marciapiedi e sugli sparti-traffico, lo splendore accecante del Taj Mahal, gente che sputa e scatarra sui treni di notte, i topi che escono dalle cucine dei ristoranti, gli occhi scuri e penetranti dei vecchi dal viso grinzoso, l’odore di piscio e di sterco di mucca, i sadhu a torso nudo e piedi scalzi che vivono lungo i ghat di Varanasi, le intriganti e mistiche sculture del kamasutra a Khajuraho, i sari colorati come farfalle che indossano le donne sorridenti, le vecchie accovacciate nelle loro buie stanze mentre preparano da mangiare, gruppi di uomini che chiacchierano per strada o caricano i loro rickshaw fino a piegare le ruote, l’odore di incenso e di fiori.” 

- Paola Pedrini -

07 ottobre Gorakpur (INDIA)

14° giorno di viaggio

[Stefy]: Partiamo alle 6,30 del mattino da Pokhara, in Nepal, alla volta di Sunauli, confine con l’India.

Sul bus faceva un caldo infernale,i sedili erano tutti rotti, ragazze che vomitavano nei sacchetti di plastica, il ragazzo seduto di fronte a me continuava a sputare dal finestrino. Il bus si fermava ogni venti minuti per far salire gente che trovava sistemazione dove capitava: sul tetto, nel corridoio…

Arrivati al confine contrattiamo per un passaggio in fuoristrada fino alla prima grande città: Gorakpur.

Finalmente la mistica India.
E’ stato emozionante varcare a piedi, coi nostri zaini sulle spalle, il grande portale che annunciava: “Welcome to India.

Mai dimenticherò l’ingresso nella stazione ferroviaria di Gorakpur.
Non ho mai visto nulla del genere. Centinaia di persone accampate per terra ovunque, sdraiate a dormire sui propri sari, milioni di moscerini di ogni genere e dimensione che ti assillavano, ti saltavano addosso, ti ronzavano attorno la testa, li sentivi dappertutto: dentro la Tshirt, nei pantaloni… per non parlare poi del fetore… chiunque pisciava dove capitava, come le bestie,senza ritegno o vergogna.
Ma abbiamo altro a cui pensare. Nonostante abbiamo viaggiato tutto il giorno ci aspetta ancora la notte in cuccetta fino a Varanasi, la mitica Benares.
Siamo un po’ preoccupati.

08 ottobre Varanasi (INDIA)

[Stefy]: Scendere la grande scalinata e trovarmi di fronte al Gange mi ha dato un’emozione fortissima. Non potevo credere di essere davvero lì, proprio quel fiume visto in mille documentari.
L’acqua era sporchissima ma i bambini si ci tuffavano dentro per giocare, altri si lavavano il corpo ed i vestiti.
Tre ragazze scherzavano serenamente ad un metro da un cadavere che galleggiava dopo la cremazione, molte famiglie non hanno abbastanza soldi per far cremare l’intero corpo e quindi anche solo mezzo bruciacchiato viene gettato nel fiume…
Ma ciò che importa davvero è liberare l’anima e donare lo spirito al fiume sacro.

Vacche per strada, scimmie che ti saltano sulla testa, ratti che ti passano sui piedi, cani che sonnecchiano stravaccati, cagatoni di vacche ovunque, immondizia, mendicanti, storpi, lebbrosi… miseria, povertà, tristezza…

L’India è un mondo a parte, è confusione, è misticismo,è caos, bisogna gustarla a piccoli sorsi se la si vuole conoscere a fondo per poi innamorarsene.
Quella di oggi è stata solo la prima giornata ma già così piena che ora ho bisogno di spegnere un po’ il cervello per assimilare tutto ciò che ancora brilla nei miei occhi.

09 ottobre Varanasi (INDIA)

Oggi abbiamo trascorso l’intera mattinata seduti sui ghat ad osservare la quotidianità di questo popolo...

10 ottobre Varanasi (INDIA)

La sveglia suona alle 4,45. Pochi minuti dopo, insieme ai nostri amici francesi: Marion e Aurelien,  siamo già per strada.
Non riesco a credere che alle 5 del mattino ci sia già così tanta gente in giro ed in piena attività.

Il sole sta per nascere e noi fluttuiamo silenziosamente sulla nostra barchetta, nessuno parla, osserviamo i riti sacri dei fedeli induisti che si bagnano nelle acque della “Madre Ganga”.

Piano piano ci avviciniamo al ghat principale delle cremazioni: l’Assi Ghat
Ogni commento è superfluo ma in tarda mattinata decidiamo di ritornarci, e questa volta via terra…

Camminiamo, in infradito, tra merde, fango ed ogni forma di rifiuto…
Dall’alto di una palazzina abbandonata osserviamo diverse cerimonie di cremazioni. L’arrivo della salma avvolta in veli multicolori, la deposizione del corpo ed infine il rogo. Arrivavano tanti corpi…. Del resto se bagnarsi nelle acque sacre del fiume rappresenta la purificazione di tutti i peccati, morirci diventa l’aspirazione più grande per ogni induista.

11 ottobre Allahabad (INDIA)

In tre ore e mezzo di bus raggiungiamo Allahabad.
Questa città è famosa per la celebre festa hindu del “Kumba Mela”, cerimonia che si tiene ogni sei anni e che attira milioni di induisti da tutto il mondo.

Ci dà il benvenuto nella sua città: Nitin, un avvocato dell’Alta Corte Indiana.
Ci ospita nella sua bellissima villa con tanto di custode, giardiniere oltre che le tante cameriere che tanto stona con il background circostante.

 
 

 

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