21 ottobre Delhi (INDIA)

28° giorno di viaggio

Il tempio Gurudwara Bangla Sahib alle due di notte è molto suggestivo.
Le bianche mura di marmo si riflettono nelle acque del laghetto che lo circonda.

I fedeli sikh dalla lunga barba e dai grandi turbanti colorati sono molto socievoli e gioviali.
Si incuriosiscono quando ci vedono e chiedono di essere fotografati.

 

22 ottobre Delhi (INDIA)

Raggiungiamo in Qutub Minar in auto con Mona. Per strada veniamo pure tamponati. Il traffico è pazzesco e senza regole. Pur avendo ragione l’assicurazione non pagherà i danni. Regole indiane!

In giornata riusciamo a visitare il Red Fort per poi perderci nei vicoletti dei bazar di questa antica ed imponente città.

23 ottobre Bikaner (INDIA)

[Stefy]:  Purtroppo il nostro treno per Bikaner parte con sei ore di ritardo… e dire che ci siamo svegliati alle 2,45 del mattino per arrivare in tempo in stazione.

Domani ci aspetta la visita del tempio dei topi a Deshnok. Ho una strizza non indifferente. Ho sempre avuto paura dei topo e proprio per questo ho proposto a Mark di venire qui!
Devo superare questa stupida fobia! Ci riuscirò?

24 ottobre Bikaner (INDIA)

Siamo a Deshnok, non troppo lontani dal confine con il Pakistan, stiamo per entrare nel tempio dei topi! Stefy è molto tesa.

Entriamo, due topolini attraversano il piccolo cortile, facciamo due passi ed ecco una delle immagini più classiche di questo posto: due piattoni pieni di latte e decine di topi a bere…

I “kaba” (roditori sacri) sono venerati da tanti pellegrini, infatti, secondo una leggenda hindu: la divinità Karni Mata chiese al Dio della morte Yama di riportare in vita il figlio di un cantastorie afflitto da questo lutto. Al rifiuto di Yama, Karni Mata fece reincarnare tutti i cantastorie deceduti sotto forma di ratti, privando così Yama di anime umane.

[Stefy]: Non ci posso ancora credere: ho varcato la “porta della loro casa”.

Mi ha colpito tanto l’idea che molta gente percorreva tanti km, ore ed ore stipati in schifosi bus per portare offerte, cibo e latte ad un’orda di topastri…

 La città si prepara al grande “Diwali” di dopodomani, il corrispettivo del nostro capodanno!
Tutti sono in fermento, cammelli carichi di merce di ogni tipo percorrono in lungo e largo le strade della città. “Acquistare qualcosa durante il Diwali è segno di buona sorte”,ci confessa il dolce Abi, il nostro contatto a Bikaner.

25 ottobre Jodhpur (INDIA)

Il paesaggio è ancora desertico, ogni tanto sbucava qualche capanna di pietre con qualche donna che accudiva una mandria di vacche sacre… attraversavamo villaggi dimenticati da tutte le divinità indiane…

Giungiamo a Jodhpur, la città blu, proprio nel giorno del Diwali.
Noi lo celebriamo con una romantica cenetta nell’elegante “Kalinga Restaurant” per poi finire e perderci in una delle tante pasticcerie della città ad abbuffarci di “gulab jamun”.

 

 

26 ottobre Jodhpur (INDIA)

Il forte Mehrangarh costruito prima della scoperta dell’America ci regala una veduta meravigliosa sulla città oltre a mostrarci un frammento di ciò che era la vita in quegli anni in questo luogo remoto.

E’ ora di immergerci nella quotidianità della città in profondo fermento per il Diwali. Quanta gente si fermava ad augurarci: “Happy Diwali!”… era simpatico quando addirittura ricevevamo SMS di auguri dai nostri amici indiani sul nostro cellulare indiano!

Raggiungiamo la “Torre dell’orologio”, centro commerciale e sociale della città.
Centinaia di persone acquistano o vendono. I pasticceri ed i venditori di fuochi d’artificio fanno affari d’oro.
Grazie alla nostra Lonely Planet finiamo in un piccolo locale, “Shri Mishrilal”, a bere il miglior lassi della nostra vita!

29 ottobre Ajmer (INDIA)

[Stefy]: Ajmer ci accoglie con la sua frenesia, il suo caos, tuk tuk che corrono in ogni direzione, mercanti che declamano la propria merce, forti odori.
Ci dirigiamo subito alla Moschea di Dargati, era la prima volta che vedevo una moschea così attiva. Strapiena di fedeli che pregavano.
Al di fuori una quantità di storpi impressionante che chiedevano l’elemosina strisciando lungo la strada.

Mentre mi aggiravo tra i vari cortili della moschea pensavo a quanto fosse importante la fede.
Quel quid che ti fa donare la tua cena o i tuoi risparmi ad una statua anche quando non hai nulla, quel quid che ti fa adorare un mucchio di topi, che ti fa bagnare nelle acque velenose di un fiume, che ti fa donare tutti i sogni, speranze e desideri nelle mani di improbabili dei multicolori e dalle mille forme, quel quid che ti fa accettare con serena rassegnazione la misera vita che hai perché la successiva sarà migliore grazie a quella attuale, quel quid che ti fa privare della tua vita uccidendo altri che non la pensano come te per farti guadagnare un meraviglioso aldilà.

Ritorniamo a Pushkar, una Varanasi in miniatura con  i ghat che nascono sulle sponde del piccolo lago.

 

 

03 novembre Udaipur (INDIA)

Udaipur: che bella sorpresa! E chi se l’aspettava così curata, elegante, pulita e tranquilla?
Un gioiellino grazie al suo laghetto al centro del quale regna lo stupendo “Palazzo bianco”  fatto costruire da un marajà nel 1600 e che ancora affascina tutti i suoi visitatori, forse anche di più del City Palace!
Trascorriamo qualche giorno in questa deliziosa cittadina anche per riprenderci un po’ visto che sono stato un po’ male ultimamente, nulla di grave, solo una lieve influenza.
Dobbiamo caricarci in vista della seconda parte di questo viaggio in India.

Tutti pronti? Si va a Bombay!

 

"Non importa quanto si dà
ma quanto amore si mette nel dare":

- Madre Teresa di Calcutta -

भारत द्वारा

 

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