"Quando avrete abbattuto l'ultimo albero, quando avrete pescato l'ultimo pesce, quando avrete inquinato l'ultimo fiume, allora vi accorgerete che non si può mangiare il denaro".

- Proverbio indiano -

"Più si è vuoti e più si ama emergere, si è come recipienti pieni di niente, che galleggiano sulla superficie dell’acqua".

- Mahatma Gandhi -

04 novembre Bombay (INDIA)

42° giorno di viaggio

Finalmente siamo nella leggendaria Mumbai, ex Bombay.
Un po’ provati dopo 18 ore di treno… ma ce l’abbiamo fatta!
In questa immensa città siamo ospiti di una coppia di artisti, nostri coetanei: Aparna ed Abi.

Bombay mi ha da sempre affascinato… non so bene perché… sarà forse per la sua gigantesca baraccopoli,  la famigerata “slumdog” o per i suoi venti milioni di abitanti…

 

05 novembre Bombay (INDIA)

Quando timidamente ho chiesto ai nostri amici di Bombay, patria di Bollywood, di vedere un film bollywoodiano, intendevo al cinema, non di trovarci, poco dopo, sul set di uno dei films più attesi, mentre i famosi: Nasiruddin Shah e Vidya Balan recitavano l’ultima scena di: “The dirty picture”.

Che strana sensazione vedere le pubblicità del film in giro per Bombay...

06 novembre Bombay (INDIA)

Raggiungiamo in treno la celebre “Victoria Station”, famosa anche grazie al film: “The billionaire” ma soprattutto perché considerata la più grande e frequentata stazione ferroviaria di tutta l’Asia!

Poco lontano c’è un grande campo da gioco verde dove tanti omini vestiti di bianco candido si muovono freneticamente: è un campo di cricket, sport nazionale indiano!
Rimaniamo un po’ ad osservarli prima di saltare su un vecchio taxi coloniale diretti al “Mani Bhavan”!
Qui Mahatma Gandhi soggiornò dal 1917 al 1934 e da qui cominciò la sua grande rivolta supportata dalla filosofia della “non violenza”.
Che strana sensazione pensare che su quelle stesse mattonelle avesse camminato questo piccolo grande uomo!
Ora questo edificio è stato tramutato in una sorta di museo che riesce a mantenere vivo il suo ricordo.

Haji Ali Mosque”, moschea dedicata ad un santo musulmano morto durante un pellegrinaggio a La Mecca, il cui corpo fu poi ritrovato, trasportato dalle correnti marine, nel luogo dove, ora, sorge questa maestosa moschea.
Si ci arriva percorrendo un lungo vialone dove al posto dei lampioni vedevi tanti mendicanti che ti toccavano il cuore.

“Dhobi Ghat”. Si dice che: “se avete fatto lavare i vostri panni a Bombay, sappiate che con ogni probabilità sono stati portati in questo luogo”.

08 novembre Anjuna (INDIA)

Mentre attendiamo il nostro bus notturno che ci porterà nella regione di Goa, sempre più a sud, cerchiamo di definire la nostra meta successiva.
L’idea di aver cambiato per ben quattro volte destinazione oltre che non aver ancora deciso né dove andare a dormire né quanto tempo rimanerci quasi mi eccitava…

Paola Pedrini scriveva, riferendosi a Varanasi: “l’India è un pugno nello stomaco”. Questa è proprio la sensazione che ho avuto io in quei famosi giorni… ora mi sento già una persona diversa.

09 novembre Anjuna (INDIA)

Siamo a Goa! Trascorreremo diversi giorni qui all’insegna del più completo e sano relax!

Mattinata tra le bancarelle del locale mercatino delle pulci. Credo di non aver mai visto tanti fricchettoni tutti insieme in tutta la mia vita! Provenienti da tutto il mondo, di ogni età e dagli aspetti più disparati oltre che pittoreschi!

Poco più tardi eravamo distesi su due lettini al sole e guardandomi intorno ripensavo a Kathmandu quando dicevo tra me e me che quest’esperienza sarebbe stata dura…

Goa ti rimanda indietro nel tempo, all’epoca dei grandi navigatori portoghesi: Magellano, Vasco de Gama
I nomi sono rimasti quelli di allora, qui i locali si chiamano: Souza, Aguiar, Lopez, Pereira…
Ci sono chiese cristiane al posto dei templi induisti.

 
 

 

10 novembre Mandrèm (INDIA)

48° giorno di viaggio

[Stefy]: “Scrivo il diario e penso: io non devo chiudere gli occhi per sognare… devo solo tenerli belli aperti.

Sul nostro motorino… l’aria in faccia, il sole che illumina la strada, nella testa nessun pensiero, il cuore pieno di felicità.
Percorriamo una strada fiancheggiando enormi palme, campi di banani e mango per giungere in paradiso.
La spiaggia di Mandrèm mi ha davvero lasciata a bocca aperta! Una distesa di sabbia bianca, disabitata, col sole che ci accarezzava mentre giocavamo tra le onde, siamo rimasti letteralmente rapiti da questo posto selvaggio e magico”.

 

"Io e te siamo una sola cosa: non posso farti male senza ferirmi"

- Mahatma Gandhi -

 

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