24 settembre Kathmandu (NEPAL)

1° giorno di viaggio

L’Airbus 330 dell’Etihad poggia il suo carrello sul suolo di questo antico regno himalayano… Siamo in Nepal!

Arrivare in un luogo del genere dopo tante ore di volo, senza luci, solo caos, fango, buche per strada, clacson impazziti, pioggia non è stato molto divertente.
Ishu, la ragazza nepalese che, con la sua famiglia, ci ospiterà qualche giorno in questa città, ci accoglie calorosamente.

E’ tarda serata quando, come due mummie, avvolti nei nostri sacco a pelo, chiudiamo gli occhi e attendiamo il nuovo giorno.

25 settembre Kathmandu (NEPAL)

Thamel Square ci accoglie con le sue stradine zuppe di gente e di fango.

Durban Square dà l’idea di ciò che era questo piccolo regno nel passato.
Tanti piccoli santuari, pagode, templi hindu… bastava chiudere gli occhi per farsi trasportare dalla fantasia in luoghi incantati lontani…

 

26 settembre Kathmandu (NEPAL)

I giorni cominciano a trascorrere velocemente e noi diventiamo sempre piu’ parte di questo background. Quasi non ci assordano piu’ i clacson dei mezzi per strada, manco ci accorgiamo piu’ se passeggiamo nel fango o se una mucca ci passa di fianco.

Il santuario di Pashupatinath mi ha impressionato. Gli induisti sono un popolo davvero “folkloristico”. Venerano tanti dei multicolori e dalle forme piu’ disparate e sembrano gioire con poco.


Mi ha fatto tanto tenerezza la scena di una coppia, avranno avuto la mia età, dopo aver recitato tanti rituali strani, per noi occidentali, istruiti da un santone dai lunghi capelli rasta e con il classico “tikal” rosso sulla fronte, hanno raccolto tutti i resti del rito in una grossa foglia e con tanta speranza l’hanno lasciata andare sulle ripide e sporche acque del fiume Bagmati.

Vedere, per la prima volta, un corpo bruciare su un ghat mi ha fatto un certo effetto.

E’ proprio vera la frase: “polvere sei e polvere ritornerai”.
Bambini innocenti si tuffavano nell’acqua sporca del fiume, poche decine di metri piu’ avanti ci si preparava per l’ennesima cremazione.

27 settembre Kathmandu (NEPAL)

Bodnath ci ha proiettati indietro nel tempo.
L’enorme stupa bianca al centro del luogo sacro dominava la scena.
Tutto attorno tante campane di ogni forma e oggetti sacri da far roteare in senso orario spingendoli con le mani.

Bhaktapur è una delle tante città stato dell’area himalayana, un tempo fiorente, ora sfoggia i resti del suo antico splendore.

Patan ti accoglie con il suo maestoso palazzo reale, i suoi suggestivi vicoletti, le pagode e le statue dalle mille forme, odori, fumi, credenti devoti.

 

[Stefy]: Swayambunath, un tempio buddista invaso dalle scimmie.
Da qui si ha una veduta meravigliosa sulla città di Kathmandu.

 

 

28 settembre Chisapani (NEPAL)

[Stefy]: Scrivere il diario dopo un trekking è davvero “liberatorio”.

Dodici kilometri tra sentieri, salite e discese.

A volte guardavo davanti e pensavo: “non ce la farò mai ad arrivare in cima”.

Il fiato corto, le goccioline di sudore giu’ dalla schiena, i muscoli tesi e noi, passo dopo passo, lasciavamo i kilometri alle spalle per immergerci nella natura piu’ incontaminata. Il cinguettio degli uccelli, le farfalle che ti accompagnavano svolazzandoti attorno, fino ad un gruppo di bufali che ti sbarra la strada.

 

 

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