29 settembre Nagarkot (NEPAL)

[Stefy]: Le gambe hanno retto i sedici kilometri che separavano Chisapani da Nagarkot.
Questa notte ho dormito davvero poco nella nostra piccola e spoglia guest house. C’era un’umidità del 100%, coperte completamente bagnate, finestra rotta, bagno intasato…


La sveglia suona alle 6,45 e dopo un chapati con tanto miele ci mettiamo subito in cammino.
I primi dieci kilometri sono passati abbastanza velocemente, la strada era piacevole ed immersa nella natura, addirittura ne abbiamo approfittato per stendere i nostri vestiti bagnati sugli zaini a mo’ di stendi panni ambulanti.
In tarda mattinata ci fermiamo un po’ per mangiare qualcosina e riposare un po’.

Dopo un’oretta dalla nostra ripartenza ecco che improvvisamente arriva un forte acquazzone, tutti inzuppati continuiamo imperterriti, dobbiamo raggiungere la nostra meta prima che faccia troppo buio.

30 settembre Sankhu (NEPAL)

Oggi dovrebbe essere il giorno più easy di trek visti i soli 5-6 kilometri di strada ma il calore ed i sentieri sdrucciolevoli ci hanno fatto faticare abbastanza!
E’ stato molto interessante attraversare i tanti villaggetti a piedi, passo dopo passo, osservando, senza dar fastidio, la loro semplice quotidianità.

Arrivati a Sankhu, sudati fradici, in taxi ritorniamo a Kathmandu e nell’oretta di trasferimento già ripensavamo ai tre giorni appena trascorsi: le salite, le bevute d’acqua dalla borraccia, la pioggia, i sentieri di montagna, la notte nella bettola, i paesaggi, i “namaste” dei bambini curiosi o dei vecchi stanchi.

 

02 ottobre Pokhara (NEPAL)

[Stefy]: Alle 6,30 del mattino partiamo in bus alla volta di Pokhara.


Lasciare la capitale con il suo smog, il suo traffico tentacolare, la sua confusione, la sua sporcizia non ci è dispiaciuto più di tanto dopo tre giorni trascorsi completamente avvolti nella natura.

A mano a mano che ci allontanavamo cambiava tutto il paesaggio circostante.

Un verde sempre più imponente cominciava a dominare la scena, alti monti, ruscelli, fiumi, boschi completavano il background.

 

03 ottobre Pokhara (NEPAL)

Un anno fa, dall’altura del South Luangwa National Park nello Zambia,  dominavamo il fiume Luangwa; gli ippopotami passeggiavano non lontani da noi, tre impala impauriti scappavano da un leopardo e noi … noi ci eravamo.
Un anno dopo… la candela che ci illumina è sempre la stessa ma siamo sulla sponda del lago Phewa Tal di Pokhara, ai piedi della catena montuosa dell’Annapurna.

04 ottobre Pokhara (NEPAL)

Partenza di buon mattino per raggiungere la stazione dei bus locali.
Che confusione! Il nostro piccolo bus è stato preso d’assalto nel vero senso della parola. La gente sbucava da ogni angolo e veniva inghiottita dallo scatolone di latta!
Le sardine sarebbero state più comode.
Ero impalato tra 3-4 ragazzini da un lato, un’intera famiglia dall’altro, varie signore anziane alle spalle e altri 2-3 ragazzini davanti…


Improvvisamente sbuca pure una capretta tra le mie gambe che ogni tanto mi leccava e mordicchiava il polpaccio quasi a muovermi a compassione… poverina, forse sapeva che la stavano portando a sacrificare!

Il trasferimento Pokhara – Sarangkot è stato molto folkloristico.
Finalmente all’urlo di un tipo mezzo rasta il nostro bus si ferma, lottando conquistiamo l’uscita. Siamo fuori!
Si respira! L’aria è pura, non c’è casino e siamo gli unici in giro.
Ci fermiamo subito in un punto panoramico ad ammirare la città di Pokhara dall’alto e il suo lago.
Ci rilassiamo un po’ respirando quella sensuale tranquillità, ne avevamo proprio bisogno.
Ma si riparte presto:dobbiamo conquistare la cima!

Si suda ma,come al solito, il panorama dall’alto ci ripaga di tutte le fatiche.

Completamente avvolti nella natura: “into the wild”, ogni tanto sbucava qualche “personaggio in cerca d’autore” sul nostro cammino che scambiava qualche chiacchiera con noi, ci raccontava la sua storia per poi risparire allo stesso modo in cui s’era materializzato, come il tipo che aveva lavorato 10 anni in Arabia Saudita ed ora era ritornato in patria per creare una fattoria o il 50enne trasferitosi in Australia tanti anni fa e che ora arrancava peggio di noi in salita, lui che era un vecchio sherpa.

 

 

06 ottobre Pokhara (NEPAL)

Svegliarsi con tranquillità, vedere un film dopo colazione, fare una passeggiata senza meta, un’escursione in barca fino al tempio al centro del lago Pewa Tal per poi fermarci in un caffè lungo la strada principale a mangiare un muffin alle mele e un succo d’ananas.
Questo è vivere un posto per me.

[Stefy]: Domani ci sveglieremo alle 5 del mattino… si parte per l’India!

ठंक्स नेपा

 

 

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