22 febbraio Sandakan (MALAYSIA)

152° giorno di viaggio

Un volo di tre ore ci porta a Sandakan, nella regione di Sabah dell’isola del Borneo.
Quanti romanzi di avventura e di azione abbiamo letto su questo luogo incantato e caratterizzato da un’impenetrabile foresta pluviale ed un patrimonio immenso tra flora e fauna.

L’umidità è del 97% per cui è abbastanza faticoso muoversi senza inzupparsi di sudore, ci si sente pigri e fiacchi, questa è il classico clima tropicale che si sposa perfettamente con questo luogo!

Sandakan è ancora lontana dal turismo di massa e la gente è felice di  vedere turisti in giro, spesso veniamo fermati anche solo per sentirci chiedere: “Hi, how are you?”
L’atmosfera è molto caratteristica e ricorda quella di una lontana città di pirati e marinai dove raramente succede qualcosa!

23 febbraio Sepilok (MALAYSIA)

Sepilok è una riserva molto importante per gli orango tango, qui, questi simpatici animali, così simili all’uomo per tratti somatici e modi di fare vengono accolti, curati e messi in libertà!

La natura, in quest’area del mondo, ci mostra il suo volto più vero, quello un po’ preistorico e primordiale e trovano vita facile tanti animali, insetti, uccelli e piante mai visti prima d’ora.

[Stefania]: “Ci inoltriamo a piedi lungo lo stradone verdeggiante e percorriamo circa 2,5 km ritrovandoci  in una sorta di riserva naturale. Potevamo girarci intorno a 360° e vedere solo piante e fiori, gli occhi spaziavano dal rosso fuoco, al viola penetrante, al giallo acceso, al caldo arancione…

Ad un certo punto vedo dinanzi a me un orango mamma con il suo piccolo, sono a soli due metri. Avevo la pelle d’oca… saremo stati mezz’ora a quella microscopica distanza ad ammirare questi “uomini della foresta”. La mamma si prendeva cura del suo piccolo con un’attenzione commovente. Si scambiavano coccole e baci.

È stato un momento commovente!

È ora di ritornare in città! Dopo aver atteso per quasi due ore invano l’arrivo di un fantomatico autobus decidiamo di incamminarci a piedi… lungo la strada veniamo caricati da un camion di muratori fino alla Junction. Dopo circa 10 minuti ci sediamo su un bus con musica altissima, pesci in mezzo al passaggio centrale e talmente tanta gente che ad un certo punto non ha fatto più salire nessuno!

Concludiamo la serata con una cenetta sugli scogli mentre il sole tramontava”…

24 febbraio Kota Kinabalu (MALAYSIA)

Inoltrati sempre più nel profondo di questo selvaggio Borneo, dopo otto ore di viaggio raggiungiamo la città di Kota Kinabalu.
Lungo il tragitto rimango incantato da questa natura così rigogliosa ed impenetrabile.
Era strano considerare che stavamo percorrendo l’unica striscia di asfalto all’interno della foresta: into the wild.
Ai lati solo alte palme dai tronchi imponenti e cespugli che riempivano tutto il sotto jungla.

Kota Kinabalu è molto più grande e turistica della pigra Sandakan e tutto qui costa il doppio… fatichiamo abbastanza a trovare un hotel alla nostra portata anche perché vorremmo trascorrere qualche giorno qui…

26 febbraio Kota Kinabalu (MALAYSIA)

156° giorno di viaggio

[Stefania]: “Likas Mosque”, una moschea galleggiante ma all’interno un po’ scarna… dentro c’erano solo pochi fedeli in preghiera”…

In serata ritorniamo nel grande mercato notturno del pesce dove abbiamo mangiato dell’ottimo tonno al barbeque a prezzi a dir poco stracciati!

27 febbraio Manukan (MALAYSIA)

[Stefania]: “In barca raggiungiamo la meravigliosa isoletta di Manukan: un vero paradiso! Appena arrivati veniamo accolti da una miriade di pesci coloratissimi.
Ci siamo divertiti a dare loro da mangiare piccoli pezzi di pane secco… erano un’infinità: argentati, gialli, a rombo bianchi e neri, allungati gialli e blu, turchesi con sfumature fucsia…
Abbiamo trascorso una giornata all’insegna del più sano relax ammirando, per l’ennesima volta, l’indiscussa bellezza di Madre Natura”.

28 febbraio Kota Kinabalu (MALAYSIA)

[Stefania]: “Siamo a Kota Kinabalu da quattro giorni ormai… avevamo proprio bisogno di un po’ di relax anche perché ultimamente non ci siamo fermati un attimo”.

 

"Le nostre valigie erano di nuovo ammucchiate sul marciapiede; avevamo molta strada da fare. Ma non importava, la strada è la vita".

- Jack Kerouac -

 

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