04 dicembre Fort Portal (UGANDA)

Smontiamo le tende e ripartiamo alla volta di Hoima.
Il tragitto è abbastanza duro per via della strada dissestata e piena di grosse buche.
Incrociamo parecchie scimmie che ci osservano sorprese mentre saltano da un albero all’altro finchè un grande ramo centra perfettamente il parabrezza, proprio il mio lato e per poco tutto va in frantumi.

Arrivati a destinazione ne approfittiamo per fare un po’ di spesa visto che le provviste cominciano a scarseggiare… il sole è ancora alto nel cielo e noi siamo carichi…decidiamo allora di fare un altro piccolo sforzo e proseguire fino alla tappa prevista per il giorno dopo…


La giornata si trasforma in un lungo trasferimento. Attraversiamo varie aree in cui si dice regni la mosca tse tse e allora siamo costretti a “sigillarci” bene dentro.

La strada è pesante ed improvvisamente veniamo fermati da un pullman in panne che blocca il sentiero. Notiamo che l’asse posteriore manca e in assoluta calma cominciano a scendere tutti i passeggeri scaricando di tutto: enormi sacchi di grano, galli isterici, pentolame, scatole di cartone fino a giganteschi durien…

Con pazienza africana cerchiamo di dare una mano anche noi; zappiamo un intero rialzo di terra per permettere il passaggio del nostro truck.
Il primo tentativo non riesce e per poco il povero Martin finisce addosso al bus…
Ricominciamo a zappare alacremente… secondo tentativo… è pericoloso ma l’abile Martin riesce!
Tutti a bordo e in viaggio fino a sera attraversando campi di the e caffè arrivando fino a quasi 2000 metri.

Finalmente Fort Portal. È sera, è buio ed è difficile trovare la retta via. Ci sistemiamo in un alberghetto in perfetto stile africano; siamo esausti ma Nicolò ci delizia con un buon piatto di spaghetti e speck.

05 dicembre Queen Elizabeth NP (UGANDA)

Il mio orologio segna quasi 40°. “Fa parecchio caldo” – penso tra me e me, proprio mentre oltrepassiamo la linea dell’equatore! Che emozione!
                

In tarda mattinata raggiungiamo l’ingresso del Parco Nazionale Queen Elizabeth; sotto un caldo torrido montiamo le nostre tende e subito dopo partiamo per un game drive… improvvisamente il cielo si oscura e da grossi nuvoloni neri comincia a piovere a dirotto…
L’umore non è alle stelle, siamo stanchi, le nostre tende bagnate, non c’è possibilità di doccia o di relax ma illuminati dalla fioca luce delle nostre torce frontali ceniamo e trascorriamo una bella serata in compagnia.

06 dicembre Queen Elizabeth NP (UGANDA)

La sveglia suona presto in questo campo isolato del Queen Elizabeth. I barriti degli elefanti, i ruggiti, il frinire delle cicale, gli ululati degli sciacalli e i cinguettii di mille uccelli diversi risuonano ancora nell’aria.
Apro la zip della tenda e mi affaccio un attimo fuori… è ancora buio.
I rangers armati di kalashnikov chiacchierano seduti su di un tronco dinanzi al fuoco che li ha scaldati tutta la notte.
Mi indicano in lontananza tre grossi ippopotami che passeggiano indisturbati…
Inizia ad albeggiare: è magnifico!

Partiamo per il game drive.
Elefanti, bufali, gazzelle, antilopi; scorgiamo dei giovani leoni che saltellano da un bush all’altro; che eleganza e che tenerezza quando poco dopo cominciano a giocherellare e coccolarsi mentre, a dovuta distanza, tutti gli altri animali della savana osservano con estrema attenzione e rispetto ogni loro singolo movimento…
Devono aver già mangiato visto che non si curano molto di tutte le facili prede che li circondano.

Nel pomeriggio partiamo a bordo di una barca lungo il Kazinga Channel che collega il lago Edward a quello dei George per un entusiasmante safari fotografico.
Anche qui è un susseguirsi di grandi emozioni: decine di ippopotami che si tuffano in acqua per poi riemergere con quella buffa testa; zebre, antilopi e gazzelle abbeverarsi pacatamente; coccodrilli aggirarsi minacciosi; martin pescatori in cerca di qualche pescetto, poi cormorani, eleganti fenicotteri rosa…

[Stefy]: “Poco più in là un villaggio di pescatori; è incredibile pensare che queste persone convivano con elefanti, ippopotami e leoni…”

In cerchio dinanzi ad un grande fuoco, tra storie, aneddoti e canzoni trascorriamo una delle serate più belle mentre un cielo stellato ci fa da background e i suoni della natura da soundtrack.
Improvvisamente un forte ruggito lontano squarcia l’aria: è la buonanotte del Queen Elizabeth National Park.

 
 
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