04 giugno Istanbul (TURCHIA)

[Stefy]: “Spostiamo l’orologio avanti di un'ora: siamo appena atterrati ad Istanbul!

Preleviamo le lire turche e prendiamo gli ultimi due posti sul bus Havatas, direzione: Taksim (centro della rivolta di questi giorni)!
Appena ci avviciniamo al centro cominciamo a sentire l’odore forte dei lacrimogeni, cori da stadio inneggiano alla rivoluzione contro la dittatura. Ovunque bandiere e striscioni, bus e auto distrutti e dati in fiamme! All’inizio ci sentivamo come due inviati di guerra ma poco dopo tutto cominciava a sembrarci normale, ci adattiamo presto alle nuove situazioni!

Trascorriamo la serata in giro per  Istiklal Caddesi gustando le prime delizie turche, prima un simit (tarallo morbido al sesamo), poi un grande kebab ed infine un gustoso baklava (dolce al miele e pistacchio)”.

05 giugno Istanbul (TURCHIA)

Istanbul 13 anni dopo… L’ultima volta che son stato qui ero un ragazzino impaurito dalla maestosità di questa città dal fascino orientaleggiante.

Ora trovo così normale gironzolare per le sue stradine senza meta, prendere i suoi bus invece dei taxi, bere un the’ alla mela tra i vecchietti che giocano a tavla e chiacchierare con gli studenti universitari del loro malcontento e della voglia di cambiare le cose.

Istanbul. Già il nome ti affascina… ti fa immaginare storie di pascià da 1000 e una notte, avventure di sultani orientali o guerrieri ottomani…

5 nomi di città dal fascino magico:
1. Timbuktu
2. Istanbul
3. Bombay
4. Bali
5. Baghdad

Trascorriamo l’intera giornata nell’area di Galata, cerchiamo di viverla modo nostro: chiudiamo la Lonely Planet, gettiamo la mappa e ci lasciamo guidare dal flow…
Ci fermiamo in botteghe dell’antiquariato o in vecchi negozi di filatelia, beviamo succhi d’arancia appena spremuti o ci incantiamo ad ascoltare la storia dei dervisci…

Stefania, dalla cima della Torre di Galata, ammira la frenetica vita di questa meravigliosa città dell’antica Anatolia. Barconi solcano le acque del Bosforo, venditori di pesce urlano, “taksi” strombazzano per farsi largo...

I turchi sono un popolo eccezionale; ti sorprende quando, seduti nella sala d’attesa della stazione degli autobus, un altro viaggiatore, senza chiederti nulla ti porta due the’caldi, quasi come se fosse un sacrilegio per lui berlo da solo.

06 giugno Goreme (TURCHIA)

Dopo undici ore di autobus in cui mi è sembrato di vagare sempre all’interno di Istanbul, arriviamo a Nevsehir, ma ormai siamo nella magica regione della Cappadocia.

I suoi pinnacoli di un’altra era sono irti come gli aculei di un immenso porcospino…
Siamo distrutti ma la voglia di immergerci e perderci nel suo interno è troppa… manco il tempo di lasciare gli zaini nel deposito del nostro hotel scavato nella roccia, è presto per il check in, che comincia la nostra giornata di trekking…

A piedi raggiungiamo il museo a cielo aperto di Goreme, patrimonio mondiale dell’UNESCO e ammirando gli affreschi ritrovati all’interno delle caverne, rovinati da vandali musulmani, penso che l’UNESCO avrebbe dovuto “proteggerli” un pochino prima…

Mentre gironzolavamo incantati tra quelle meraviglie create da Madre Natura ci sentivamo piccoli al cospetto di quei maestosi e severi giganti…
La giornata è lunga e ancora piena di sorprese….
Decidiamo di seguire un sentiero di una decina di km che ci condurrà nei pressi della “Valle Rossa”, di quella “Rosa” e dei cosiddetti “Camini delle Fate”.
Mi son emozionato diverse volte quando, come due piccoli esploratori, ci intrufolavamo in sentieri scoscesi, a volte polverosi, altre fangosi sormontati da quei maestosi funghi di pietra…

Dopo varie ore di cammino giungiamo nella periferia di Cavusin, un piccolo villaggio… si intravedono sparute casupole molto modeste; fiancheggiamo il cimitero dalle lapidi bianche proprio mentre il muezzim intona il suo canto dall’unico minareto del paesello…

[Stefy]: ” Nonostante la stanchezza decidiamo di proseguire fino ai Kalelar (Camini delle Fate), queste artistiche creazioni della natura si formarono quando l’erosione spazzò via lo strato di lava che ricopriva il tufo lasciando dietro di sé pinnacoli isolati. Tutto sembrava assumere forme magiche, tutto attorno a noi sembrava incantato!

In serata, dopo un autostop, ci perdiamo tra le viuzze di Goreme e finiamo a casa di una vecchia signora che ci mostra l’interno di una vera abitazione scavata nella roccia!”

07 giugno Goreme (TURCHIA)

[Stefy]: ”In sella al nostro scooter… Prima tappa: Castello di Uchisar, situtato tra la “Valle delle Rose” e quella dei “Piccioni”. Imponente agglomerato di roccia vulcanica disseminato da rocce e finestrelle.


25 km oltre incontriamo Kaymakli. Visitiamo la città sotterranea costituita da una serie di gallerie inabissate per otto piani; qui i cristiani fuggivano e si nascondevano quando nel VI e VII secolo gli eserciti persiani davano loro la caccia.
Il tempo vola e noi dobbiamo raggiungere Mustafapasa e lo facciamo attraversando numerosi paesini fermi nel tempo. È stato davvero bello assaporare un po’ di quella Cappadocia così lontana dal turismo.

A Mustafapasa veniamo accolti dalla sua graziosa piazzetta e ci concediamo un romantico the alla mela tra la sua gente. Ci fermiamo ad osservare la vita che scorre lenta, gruppetti di simpatici vecchietti seduti a chiacchierare nei bar della piazza, bimbi che si rincorrono, panettieri che sfornano ogni ben di Dio e noi ovviamente non ci tiriamo indietro al loro invito e mangiamo una deliziosa “pida” turca!

È ora di rientrare. Raggiungiamo Urgup, passiamo per le belle e raffinate vie della cittadina fino ad un meraviglioso view point.

Questa sera si parte alla volta di Pamukkale, viaggeremo tutta la notte. Ora ne approfittiamo per rilassarci un po’, ascoltiamo musica e beviamo un te mentre i nostri occhi vengono appagati dal bel tramonto sui camini delle fate.”

 

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