08 giugno Pamukkale (TURCHIA)

Dopo una giornata intera in giro in scooter e 12 ore di viaggio notturno insonne, invece di goderci questa deliziosa stanza dell’Hotel Ozturk e riposarci un pochino,  partiamo prima ad esplorare le rovine dell’antica città di Hierapolis e poi le vasche termali di Pamukkale, a mezzogiorno e con un sole che spaccava le pietre!

Hierapolis è incantevole, non tanto per ciò che presenta ora ma per ciò che è stata… le rovine testimoniano un antico splendore.
È l’esempio di una vecchia città greco-romana  molto fiorente, ecco la strada principale tutta in ciottolato, i bagni termali, il teatro maestoso, la chiesa, la necropoli ecc.

Finalmente ecco dinanzi a noi le “bianche” vallate di Pamukkale con l’acqua a 36°… mai visto nulla di simile finora… che fantasia ha Madre Natura!

Qualche ora più tardi siamo spaparanzati su un grande tappeto persiano ad abbuffarci di gozleme, pida, doner e mille the alla mela….

09 giugno Kusadasi (TURCHIA)

Il viaggio verso la costa egea dura solo 4 ore ed è molto piacevole. Attraversiamo un altro bel pezzo di questa Turchia che giorno dopo giorno ci conquista sempre di più.

Il sole splende alto nel cielo limpido… corriamo verso il porto attraversando un intero quartiere di bancarelle per turisti…

Nel pomeriggio ci concediamo un paio di orette di relax nella piscina del nostro albergo prima di rituffarci nella movida di Kusadasi fino a tarda sera!

10 giugno Milli Park (TURCHIA)

Stamattina eravamo indecisi su quale spiaggia visitare: “Ladies Beach” o “Long Beach”, le due più popolari della città… alla fine, non so come ma, a bordo di un dolmus (una sorta di collettivo turco), finiamo al Milli Park, un parco nazionale a 25 Km da Kusadasi.

L’autista ci lascia all’ingresso… le spiagge distano diversi km l’una dall’altra…. Come si fa? Che ci vuole? Basta un autostop e con una coppia di 60enni raggiungiamo il punto più lontano del parco e la spiaggia più selvaggia al confine con una fitta boscaglia zeppa di cinghiali!

11 giugno Ephesus (TURCHIA)

[Stefy]: “L’avventura nella macchina del tempo ha inizio.
Ci troviamo improvvisamente proiettati, nell’epoca classica, nella grandiosa capitale di una regione romana. Appena varcata la Porta Magnesia ci si ritrova nelle Terme di Vario, l’Agorà superiore, il Tempio di Domiziano, il Teatro Grande (che poteva ospitare fino a 25.000 persone), il Ginnasio di Vedio fino ad arrivare alla via delle botteghe di incenso e di seta. Costeggiamo i bagni termali, utilizzati come luogo di incontro e di scambio di opinioni. Imponente la Biblioteca di Celso, la terza nel mondo dopo Alessandria e Pergamo, custodiva 12.000 rotoli di papiro.”

12 giugno Kusadasi (TURCHIA)

[Stefy]: “Questa mattina, con tutta tranquillità, ci siamo svegliati senza dover far nulla. Solo relax in una delle spiagge di Kusadasi. Affittiamo un ombrellone in riva al mare e ci godiamo tutta la giornata mentre pianifichiamo la visita di Istanbul.”

13 giugno Izmir (TURCHIA)

Izmir, Smirne per alcuni, ci accoglie con un cielo piuttosto plumbeo…
Noi non ci scoraggiamo e, lasciati gli zaini nell’ufficio del “Turgutreis”, a bordo del bus n°44 raggiungiamo il centro storico.

La Lonely Planet ci racconta che questa è un po’ diversa dalle altre città turche, è più liberale; si dice che, durante il Ramadan, quando Sua Altezza Istanbul ferma ogni attività per onorare il digiuno religioso, qui tutto continua senza problemi…

Scendiamo nella piazza centrale, un vecchio orologio mediorientale impreziosisce il centro, il resto è incorniciato da una minuscola ma deliziosa moschea e una serie di vecchi palazzi coloniali proprio dove comincia una grande via pedonale: è l’ingresso al tentacolare bazar! Siamo presto rapiti dai suoi colori, i suoi odori, la sua gente…

Girovaghiamo per raggiungere l’Agorà, il vecchio centro della città antica, che avrebbe fatto concorrenza ad Istanbul se non fosse stato per un dannato terremoto che ad inizio 900 l’ha rasa al suolo. La nostra meta è l’Agorà anche se, in realtà, vogliamo solo perderci tra le sue stradine e lasciarci ammaliare dal suo fascino.

Di questo meraviglioso pomeriggio insieme rimangono solo tanti frammenti di ricordo: eccoci ad assaggiare pezzettini di kokoreç (intestino di pecora alla brace); ecco Stefy chiacchierare con due vecchie matrone con il velo mentre intrecciano foglie di vite; eccoci scherzare con una professoressa di lingue turca che si sforza a ricordare vocaboli della nostra lingua; eccoci bere un te con Taco, artista locale di narghilè e ascoltare le storie della sua vita; eccoci bere un caffè turco troppo in fretta e disgustarci per non aver atteso che la polverina si depositasse sul fondo; eccoci a dare consigli ad una coppia di francesi da poco partiti per il giro del mondo via terra…

 

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