11 marzo Ouidah (BENIN)

[Stefy]: “Quella di questa notte non è stata una dormita facile… il calore della zanzariera mi opprimeva a tal punto da sentirmi la gola secca e gonfia… neanche un filo d’aria.
Ogni 10 minuti avevamo gli occhi aperti… insomma una notte infinita!

Dopo una colazione con un’ottima marmellata di ananas ma dal sapore di albicocca, saliamo sulla nostra palafitta e dalla finestra lanciamo delle magliette, colori alla famiglia che viveva nella palafitta vicina… ad ogni oggetto donato le bambine mi mandavano un bacio di ringraziamento.

Ritorniamo con la lancia verso la terra ferma… che spettacolo navigare di mattina su questo lago… le piroghe cariche di frutta e verdura guidate da donne con sulla schiena almeno un pargolo; barchette con a capo bimbi che avranno avuto massimo 4\5 anni diretti chissà dove; un’altra barchetta pieni di scolari, pescatori che scaricano le loro reti e subito pronti a ritentare un lancio.”

Sempre più spesso mi ritrovo a sorprendermi dei luoghi che visitiamo, delle cose che facciamo e delle esperienze che viviamo… prendi oggi… dopo una giornata meravigliosa, sebbene dopo una lunga notte a Ganviè, finiamo ad Ouidah presso la Maison de la Joie, una struttura ideata da un laico italiano per aiutare e dare un futuro a ragazzini più sfortunati della zona. Grande progetto!

Lasciamo gli zaini e partiamo alla volta della famosa spiaggia di 4 km di Ouidah, onde alte e forti correnti mentre un gruppo di vacche guidate da un peul, il mandriano nomade del luogo, pascolava svogliatamente sulla battigia…

Visita al forte portoghese dove all’interno ammiriamo una bella e interessante mostra fotografica con scatti degli anni 50  che mostrava il parallelismo tra Benin e Brasile (dove vennero deportati gli schiavi del passato) in termini di vita quotidiana, riti e feste.

[Stefy]: “Arriviamo al Tempio dei Pitoni e dopo la spiegazione dell’albero sacro conosciamo meglio questi sacri rettili. Ci raccontano che ogni notte i pitoni vengono liberati verso le 3 per procacciarsi il cibo e un paio d’ore dopo rientrano al tempio… ma è normale se qualche famiglia si ritrova un ospite indesiderato in casa… basta riportarlo al tempio!”

Ritorniamo alla Maison de la joie dove passiamo una serata stupenda.
Finita la doccia sono stata richiamata dalle vocine provenienti dal cortile… bimbi\e che studiavano, leggevano, scrivevano sulla lavagna al muro, altri facevano il bagnetto in un catino… sono andata ovviamente subito da loro.
Appena scesa mi hanno fatto scrivere il mio nome su di una piccola lavagnetta e tutti sono venuti a leggerlo e a presentarsi. I bimbi mi abbracciavano stretta come riabbracciano amici che non si vedono da tempo, quanto calore, quanta bellezza!

Seduta accanto a loro li osservavo mentre leggevano tutti insieme la stessa pagina in francese ad alta voce… stavo lì seduta, li guardavo, mi sentivo parte di loro anche se li conoscevo da 10 minuti…
Intanto le due donne cucinavano la cassava; prima hanno tagliato a pezzetti il tubero, poi l’hanno bollito ed infine travasato tutto nel grande “mortaio” e, a colpi di “bastoni”, prima una e poi l’altra hanno ridotto il composto ad una sorta di polenta.
Dopo sono arrivati tutti gli altri e ci siamo divertiti a giocare con loro e farli volteggiare, giocare a calcio, o frisbee mentre loro ridevano… sì ridevano tanto!

Mark ad un certo punto è arrivato con in mano una maglietta piccolissima ed è andato dritto dalla bimba di 2 anni, le ha tolto la maglietta arancione un pò sciupata e le ha infilato quella nuova e dopo averle messo a posto il colletto le ha sorriso tutto soddisfatto! Dopo cena abbiamo distribuito le caramelle… non senza una performance di ognuno di loro!”

12 marzo Lomè (TOGO)

Lasciamo Ouidah e ci dirigiamo verso il confine.
Le formalità doganali sono lentissime, un paio di ore per trascrivere i nomi, i cognomi, i dati del passaporto, da dove si viene, dove si va… un fiorino!

Salutiamo il Benin e a piedi, tra il caos solito delle frontiere africane, attraversiamo i due paesi…

Ci fermiamo ad Aneho dove Rosy incontra il suo “fratellino” a distanza; chiacchieriamo con la suora che l’ha accompagnato all’incontro e ci racconta di quanto dura sia la vita in una missione togolese.

In tarda mattinata siamo a Lomè.
Il viaggio volge proprio al termine.
Visitiamo il mercato dei feticci, assistiamo all’ennesimo rito voodoo e ci perdiamo tra le bancarelle del mercato centrale di Lomè… per varie ore!

Che viaggio, che bellezze osservate, che emozioni vissute…

Grazie Africa perché ogni volta che mi accogli mi fai  sentire piena, mi fai stare bene come solo la tua rossa terra e il tuo grande cielo può riuscirci!

 

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