21 settembre Kyoto (GIAPPONE)

[Stefy]: “La nostra Guesthouse prenotata on line si trova nell’estrema periferia di Kyoto. Fa caldo e fatichiamo un po’ a raggiungerli con i nostri pesanti zaini. La stanza è sporca e puzza di cibo e sigarette, in giro non c’è nessuno. Discutiamo con l’anziana e scocciata proprietaria e cancelliamo la prenotazione.


Decidiamo di contattare uno dei nostri contatti di Couchsurfing a Kyoto: Eri, che fortunatamente ci accoglie con piacere nel suo piccolo appartamentino nella periferia opposta!

 

Manco il tempo di lasciare gli zaini che Eri ci chiede se vogliamo passare la serata con lei ed altri couchsurfers di tutto il mondo presso un tempio in centro dove era in atto una cerimonia buddhista!
Non ce lo facciamo dire due volte! Che bella serata anche se alla fine eravamo distrutti!”

 

22 settembre Kyoto (GIAPPONE)

[Stefy]: “Sveglia alle 07.30 e subito colazione a base di zuppa di riso e pesciolini essiccati preparata da Eri! Ci rechiamo al Fushimi Inari Taisha, uno splendido santuario dedicato originariamente alle divinità del riso e del sachè e successivamente alla prosperità nei commerci.
Percorriamo un sentiero che si snoda per 4 km, attraversando centinaia di tori rossi e volpi di pietra con in bocca una chiave (metaforicamente utilizzata per aprire i magazzini del riso).

Da lì raggiungiamo il Chienin Temple, saliamo numerosi scalini di antica pietra fino ad un Buddha maestoso… che strano percorrere quel pavimento che scricchiola emettendo un suono molto simile al canto di un “usignolo”: è l’interno della pagoda della preghiera.
Improvvisamente fanno il loro ingresso diverse decine di monaci, si siedono a terra nella posizione del fiore di loto e cominciano la loro suggestiva cantilena. Impressionante!

Trascorriamo l’intero pomeriggio nella zona di Gion a scovare ed assaggiare cibi stravaganti nel Nishiki Food Market per poi finire a cena al Musashi restaurant dove gustiamo il miglior sushi di sempre!

Al Gion Corner assistiamo ad una rappresentazione teatrale suddivisa in diversi atti che mostravano diversi aspetti della cultura locale: la cerimonia solenne della preparazione del thè, il “Gagaku” (dolce spettacolo di arpe), poi un’antica commedia Kyogen (ilare storia cortigiana) fino ai più attesi Kyomai (danza di Kyoto con due Maiko) e le marionette Bunraku”.

23 settembre Kyoto (GIAPPONE)

Stamane Kyoto ci ha deliziati di nuovo mostrandoci i suoi immensi tesori! Sono sicuro che se pure passassimo un’intera settimana qui scopriremmo cose sempre nuove ed interessanti.

In mattina in tram raggiungiamo Arashiyama per ammirare l’ennesimo spettacolo di Madre Natura: la “foresta di bambù”.


Ti senti così piccolo tra quelle canne altissime e resistenti, sembra quasi di essere una piccola pulce sul dorso di un gigantesco istrice.

Ci spostiamo verso nord fino al tempio di Ryean-Ji per rilassarci nel suo pittoresco giardino Zen vicino al meraviglioso laghetto popolato da anatre mandarine.
Inutile dire che in luoghi del genere il tempo sembra essersi fermato e giovani ragazze in kimono quasi non stonano, anzi, sembrano essere il naturale ed indispensabile elemento.

Finalmente arriviamo al Tempio Kinkakuji e rimaniamo incantati dal suo splendore aureo.
Una costruzione del 1500 e che nel 1950 fu dato alle fiamme da un monaco ossessionato dalla sua bellezza. Fu subito restaurato per acquistare di nuovo il suo charme.
E’ stato emozionante ammirare questo antico tempio Zen specchiarsi in un laghetto così trasparente tanto che riuscivi a scorgere le tante carpe giganti che lo popolavano (animale sacro in Giappone)!

 

24 settembre Matsumoto (GIAPPONE)

[Stefy]: “Attraversiamo gran parte dell’isola nipponica in treno per raggiungere Matsumoto. Masahisa, il nostro contatto di coushsurfing in loco, ci accompagna subito a visitare il Castello della città. Fu costruito nel 1955 ed i suoi colori bianco e nero gli hanno conferito il nome di “castello del corvo”.
Circondato da un fossato pieno di carpe ed eleganti cigni bianchi: è il più antico castello in legno del Paese. Bellissima la collezione di antiche armi e di armature dei leggendari samurai.
Chissà come doveva essere stato centinaia di anni fa questo luogo che traspira ancora di aria magica”.

25 settembre Nagano (GIAPPONE)

[Stefy]: “Partiamo con Masahisa alla volta del Parco Nazionale Jigokudani famoso per i cosiddetti “macachi delle nevi”. Ci arrampichiamo su un sentierino di montagna mentre cominciamo ad incontrare i primi macachi… alcuni si spulciano, altri si prendono cura dei propri piccoli… superiamo un ponticello che dava su una pozza d’acqua calda dove si immergevano e si rilassavano tutte quelle simpatiche scimmiette!
E’ stata una sensazione unica vedere dal vivo ciò che di solito guardi nei documentari!
Inutile dire che le nostre macchine fotografiche scattano a raffica immagini che per noi sono già impresse nel cuore!

Non lontano c’è la cascata di Kaminaridaki, non è affatto conosciuta infatti nessun bus porta fin là, è raggiungibile solo in auto e la cosa divertente è che riusciamo a passare addirittura sotto il suo gettito d’acqua più prorompente, la vediamo proprio dal suo interno.

Tempo di relax in una onsen tradizionale! Le onsen sono pozze d’acqua termale caldissime, uomini e donne sono separati e ci si entra completamente nudi.
Dopo essermi lavata con acqua e sapone mi immergo… che sensazione stupenda! Presto arriva un’esile vecchietta e si immerge lentamente… poi un’altra e un’altra ancora… signore di tutte le età… stare lì immersa nell’acqua calda con tutte queste giapponesi nude attorno, ad un tratto, mi è sembrata la cosa più naturale del mondo.
La vera magia doveva ancora arrivare… poco dopo ci spostiamo all’esterno in mezzo alla foresta. Nudi nella foresta in una pozza calda… i rumori della natura… il vapore tutt’attorno…  senso di libertà assoluta…

 

A Nagano ci fermiamo al Tempio Zenco-Ji. Qui è conservata la triade del Buddha Amida che però non è esposta al pubblico e si dice che nessuno l’abbia vista per 1000 anni.
Accanto ad uno degli altari, si scende lungo una scalinata fino all’Okaidan, una galleria completamente al buio che simboleggia la morte e poi la rinascita, infatti: dopo aver percorso un corridoio senza la possibilità di vedere nulla, con la mano destra attaccata alla parete, si arriva, ad un certo punto, a toccare un oggetto ovvero la chiave della salvezza. Dopo averla girata si prosegue ancora per qualche metro e si inizia ad intravedere la luce: ecco la rinascita.

All’uscita c’era una statua di Binzuru, un seguace di Buddha; in alcuni punti era molto consumata perché la tradizione vuole che i fedeli la tocchino in corrispondenza delle parti malate come speranza di guarigione”.

 
 
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