26 settembre Tsuruoka (GIAPPONE)

Partiamo molto presto stamattina per raggiungere questo sconosciuto paesino del nord del Giappone. Utilizzeremo ben quattro treni per arrivare qui incantandoci ogni volta della professionalità e puntualità giapponese. Potrebbero far scuola agli svizzeri!

Lungo il comodo tragitto in treno, mentre leggo il mio libro, a volte mi perdo ad ammirare il paesaggio circostante che muta spesso.
Dai 3000 metri di altezza della bella Nagano facciamo un pit stop prima a Takasaki poi a Nigata ed infine, verso nord, proseguiamo lungo la pittoresca costa scorgendo degli scorci davvero inaspettati e lontani dalla tradizionale immagine che si ha del Giappone.

Arriviamo a Tsuruoka, una cittadina lontana dai circuiti turistici dove la vita scorre serena! Siamo ospiti di Abbey, una simpatica scozzese che parla anche italiano!

27 settembre Tsuruoka (GIAPPONE)

Haguro. Una delle tre vette del Dewa Sanzan.
Seguiamo ciò che suggerisce la tradizione e cominciamo la scalata passando al di sotto del maestoso tori sacro. Ancora qualche gradino di vecchia pietra ed ecco i primi altarini buddhisti immersi in una natura sfavillante…
Passiamo accanto al Gosu-No-To, una pagoda a cinque piani consumata dalle intemperie che risale al 1300… da lì comincia la lunga salita su centinaia di scalini molto ripidi.

 

Cerchiamo di goderci il meraviglioso paesaggio rotto solo dagli “oni ci huà” (ciao) dei vari pellegrini viandanti che salendo o scendendo ti incontravano lungo il percorso.
In un pao di ore raggiungiamo la vetta di Haguro ed improvvisamente sembra di ritrovarci in un paesaggio quasi tibetano: innumerevoli templi buddhisti, monaci in infradito di legno duro e fedeli ovunque che pregano dinanzi i tanti simulacri sacri annodando le preghiere di carta o suonando tamburelli e campane…

Proviamo a rilassarci un po’ ma ben presto ci aspetta il percorso di ritorno! Altri 2446 gradini di fatica!

 

28 settembre Nikko (GIAPPONE)

Attraversiamo un’altra grande parte del Giappone per raggiungere la pacifica cittadina di Nikko.
Viaggiamo quasi tutto il giorno ma il trasferimento è così piacevole che non ci pesa per niente.
Eccoci a Nikko, ci avviciniamo alla capitale!

29 settembre Nikko (GIAPPONE)

[Stefy]: ”Sveglia di buon mattino per ammirare le bellezze di questa piccola cittadina. Attraversiamo il tradizionale ponte rosso e ci inerpichiamo su una scalinata tra alberi saggi e muschio umido. Saliamo i tanti scalini in un silenzio da non credere.


Sono le 08.30 e siamo gli unici in giro!
Oltrepassiamo il torii principale e ci troviamo dinanzi a vari templi buddhisti molto suggestivi.
C’era anche il tempio delle “tre scimmie”, famoso in tutto il mondo, che raffigura un grande precetto buddista ovvero: non sentire la malvagità, non parlare con malvagità e non guardare con malvagità.

 

In un altro tempio, due monaci illustravano con l’utilizzo di due bastoncini di legno il mistero del “ruggito del drago” ossia un eco più forte e prolungato quando i due legnetti venivano fatti battere vicino al quadro del drago.

Prima di lasciare Nikko andiamo alla ricerca del “sentiero delle pietre”. Decine e decine di statue raffiguranti Buddha con cappellini rossi di lana e tunica rosa rappresentanti i protettori dei viaggiatori e dei bambini; sono allineati uno accanto all’altro e si dice che la conta dell’andata non corrisponda mai a quella del ritorno per via del cosiddetto “fantasma del bosco” che si nasconde, un fantasma che appare sotto forma di statua.
La passeggiata lungo il sentiero con le statue illuminate dal sole che faceva brillare il muschio sopra di esse e il fiume dall’altra parte rendeva il luogo lontano dal tempo. Sembrava di essere entrati in un libro di favole.

Lasciamo la splendida Nikko e a bordo del nostro ultimo Shinkansen entriamo elegantemente a Tokyo”.

Tokyo ci affascina! Già mentre ci avvicinavamo alla sua periferia ed i primi grattacieli cominciano a mostrarsi ai nostri occhi curiosi mi ripetevo, quasi a dimostrarmi che non stavo sognando, ma stavamo raggiungendo la leggendari capitale nipponica.

Tokyo, la ragnatela di metro e treni. Tokyo, crocevia di nuovi trends e di personaggi strani. Tokyo, fabbrica di robottini dalla camicia bianca e completo nero. Tokyo, culla dei videogames e dei fumetti manga. Tokyo, sogno di viaggiatori!

 

30 settembre Tokyo (GIAPPONE)

Alloggiamo al “Yadoya Guesthouse”, un piccolo ostello che ci ha subito conquistati grazie alla propria piccola “famiglia”!

Mari, una delle proprietarie dell’ostello, ci aveva chiesto, qualche giorno fa, se potevamo preparare qualcosa di tipicamente italiano in vista della serata solidale settimanale.
Non potevamo certo farci sfuggire un’occasione del genere e, inviata la lista della spesa, ci mettiamo subito all’opera a preparare 2 kg di carbonara per 25 giapponesi affamati.

La serata è un successone! Tutti mangiano allegramente! Ad un certo punto: silenzio in aula, il saggio Aki prende la parola e mentre ci dà il benvenuto a Tokyo, magicamente spunta una torta con una targhetta di cioccolato “Mark and Stefy. Just married” con due piccole candele accese e una più grande spenta!
La tradizione giapponese vuole che le due piccole simboleggino le nostre individualità mentre la lunga la nostra unione. La coppia spegne le piccole e poi accende la più grande: inizio del cammino insieme.

Siamo quasi commossi e già sentiamo di volere bene a tutti questi nuovi amici!

01 ottobre Tokyo (GIAPPONE)

Raggiungiamo in metro Shinjuku, un’area famosa per la street fashion ed i negozi di abiti di seconda mano.

Per le stradine dalle insegne colorate e dagli immensi ideogrammi incrociamo personaggi di tutti i tipi… è solo l’inizio.

Cambiamo area ed aria: siamo a Shibuya. Appena usciamo dalla stazione della metropolitana ci ritroviamo in un ingorgo impressionante di gente! Questo è l’incrocio più affollato del mondo! Si dice che la strada sia attraversata da 100.000 persone all’ora!
Effettivamente è molto suggestivo ammirare quello sciame di persone animarsi allo scattare del verde del semaforo per poi disperdersi e diradarsi subito dopo.

In un piccolo spiazzo campeggia nobile la statua fiera di un cane: è il leggendario Hachiko! Il fedele Akita che ogni giorno attendeva l’arrivo del suo padrone dalla stazione. Un giorno il professor Hidesaburo Ueno non apparì più da quella uscita della stazione. Hachiko, per undici anni, ritornato tutti i giorni in quel luogo per andare incontro al proprio padrone. Non poteva sapere che il professore era venuto a mancare per un infarto e non sarebbe mai più tornato.
Era il 1925 e questa storia ha commosso tutto il Giappone oltre che ispirare Hollywood con un meraviglioso film omonimo con Richard Gere.
 

A dominare l’intera scena c’è il maestoso “Shibuya 109”, un grande centro commerciale dove i teenagers di Tokyo dettano le nuove mode dell’intero Paese; si dice che da qui partano tutte le tendenze fashion nipponiche!
Un posto assurdo! Commesse dalle scarpe e look improbabile che si confondevano con i manichini per i modi robotici in cui giravano attorno ai propri prodotti urlando fastidiose litanie che quasi ti spaventavano.

Harajuku. Teenagers vestiti da manga, negozi che vendono ogni stranezza ma dobbiamo tornare in ostello per riposarci un po’: domani… anzi, tra qualche ora ci aspetta la levataccia per assistere all’asta del pesce!

 

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