20 ottobre Port Vila (VANUATU)

43° giorno di viaggio

Tre ore di volo verso ovest… sorvoliamo un mare di nuvole di panna montata… solo poco prima ci eravamo incantati ad ammirare le meravigliose Mamanuca e Yasawa Islands delle Fiji dall’alto a bordo del nostro ATR42 della Fiji Airways…

Il pilota annuncia che comincia la discesa, ci allacciamo le cintura e guardiamo fuori… ancora nuvole che piano piano cominciano a diradarsi come una leggera nebbiolina…
Le verdeggianti isolette delle Vanuatu sotto di noi… La vegetazione è fittissima!

Sentiero di discesa… welcome to Port Vila!

Un gruppetto musicale ci dà il benvenuto con delle ukulele, chitarrelle fijiane e canzoni allegre!

Fuori dall’aeroporto contrattiamo con un van locale e ci tuffiamo subito nel traffico disordinato della capitale!

La gente è gioviale e molti ci salutano sorridendo!
Sakaria, il nostro autista, ci racconta un po’ della storia della sua isola, mentre ci accompagna alla nostra Guesthouse! Zaini a terra, siamo alle Vanuatu!

Nel nostro lodge c’è una giapponese di Fukuoka che è qui da mesi perché studia antropologia ed una francese delll’isola di Reunion che lavora per la costruzione di pozzi d’acqua.

Ci rilassiamo godendoci questa pace…

21 ottobre Iririki Island (VANUATU)

Abbiamo mille progetti per oggi… alla fine, ammaliati dalla bellezza di Iririki Island,  decidiamo di concederci una giornata di riposo e perciò la raggiungiamo in pochi minuti di barca.

Mettiamo piede nell’ennesimo paradiso tropicale!
Ancora una volta mi sembra di vivere in un libro di avventure!

Trascorriamo l’intera mattinata rilassandoci al sole spensierati e ammirando il fondale facendo snorkeling!

Ora sto scrivendo dalla terrazza del ristorante… Stefy si rilassa su una sdraio a bordo piscina… sotto di noi uno degli spettacoli più belli, la baia di Port Vila ossia una striscia verde tra due masse blu: il cielo azzurro ed il mare cobalto.

22 ottobre Tanna Island (VANUATU)

Il volo Vila – Tanna dura 40 minuti.
L’Isola di Tanna è selvaggia, ci piace sin da subito.
Le formalità aeroportuali sono molto “easy”, le strade non sono asfaltate ed i nativi “molto spartani”.

Alloggiamo all’Alofa Beach Resort, o meglio, due bungalow sulla spiaggia dinanzi all’Oceano Pacifico. Il rumore delle onde che s’infrangono sugli scogli ci farà da soundtrack tutte le notti…

Lizzie, la fortissima tuttofare del nostro lodge, ci fa subito notare con orgoglio che qui hanno addirittura la corrente 24 ore al giorno e sette giorni su sette…. ma solo nei due piccoli bungalows! Ed io che speravo nel free wi fi…

Il tetto è formato da foglie di palma intrecciate; ci dice che i ragni, anche se grandi, non sono velenosi… buona notte!

23 ottobre Tanna Island (VANUATU)

Lizzie ci conduce da Daniel Ringiau, uno dei responsabili del turismo a Tanna; chiacchieriamo  a lungo del nostro sito, dei nostri viaggi e del nostro modo di conoscere il mondo!
Lui è entusiasta e ci scrive una lettera che funge da lasciapassare in tutti i villaggi che attraverseremo e visiteremo. Che fortuna!

Per strada tanti uomini con il fedele machete in mano, legna sulle spalle,  donne con grosse foglie di banano sbucano dal bush si fermano per salutare questi due bianchi che appaiono improvvisamente!

Ci fermiamo a Yakel dove si può ammirare ancora la vita del villaggio svolgersi immutata da secoli.
Ci viene incontro uno dei ragazzi della tribù, uno dei rari che parla inglese, è completamente nudo se non per un piccolo “astuccio penico” detto “namba” che gli penzola tra le gambe.
Ci conduce all’interno del suo piccolo villaggio, tra la sua gente, tra le capanne, tra i bambini nudi, tra le ragazze in gonnellina o i vecchi seduti attorno al baniano a bere kava..

Loro rifiutano il progresso e sono fortemente legati e radicati alle loro origini e continuano a vivere come i propri antenati.

Assistiamo alla danza Kastom e siamo letteralmente rapiti dai loro canti, dalle loro movenze… donne, uomini, bambini ed anziani ballano in cerchio sollevando nuvole di polvere che rendono ancora più magica questa cerimonia…

Poco lontano incontriamo il capo villaggio di una tribù che vive sulle montagne, abbiamo molte domande, si chiama Yapa Nikiauris ed è uno dei cinque fortunati che, nel 2007, ha avuto la fortuna di essere invitato, da una troupe televisiva britannica, in Inghilterra per conoscere il proprio Dio: il Principe Filippo!

L’intervista è molto sentita e ci emozioniamo tante volte. Le sue risposte hanno rafforzato la mia consapevolezza di quanto siamo lontani…
Dice di avere una cinquantina di anni anche se non lo sa di preciso (ne dimostra molti di più, chissà quanti ne ha davvero!), è andato dall’altra parte del Globo per fare solo una domanda al proprio Dio, il principe Filippo infatti è di Tanna!
Siamo un po’ sorpresi da questa rivelazione! Il traduttore mi spiega che, in realtà,  è solo una loro credenza in quanto il marito della Regina Elisabetta II non è mai stato qui! Decenni prima aveva visitato Port Vila ma mai Tanna.
Continua dicendo che non gli è piaciuto ciò che ha visto lì. E’ inconcepibile che noi lavoriamo per mangiare, qui è la Natura che ti nutre…
Ospiti presso alcune famiglie inglesi, hanno seguito per alcune settimane la loro vita accompagnandoli in ogni attività, persino alla toelettatura dei propri animali domestici.
Lo stesso giorno videro inorriditi dei senzatetto soffrire per strada… conclude dicendo, ancora rattristito, che noi amiamo gli animali che dovrebbero vivere felici all’aria aperta e lasciamo, poi, morire per strada i nostri fratelli.

“Gli animali devono stare per strada e quegli uomini, che sono nostri “fratelli” devono essere aiutati!”  - Yapa Nikiauris -

[Stefy]: “Nel pomeriggio, in 4x4, partiamo alla volta del vulcano Yasur. La strada è davvero dissestata, piena di grosse buche e fango. Percorriamo i 25 km che ci separano dalle pendici del vulcano fumante in quasi due ore…

Eccoci al suo cospetto! Sotto i nostri piedi una distesa infinita di cenere nera. Sembra un paesaggio lunare. Il Vulcano Yasur è attivo perennemente, erutta ogni 15 minuti circa...

Tira un forte vento, fa freddo ed il fumo prodotto dal vulcano avvolge tutto. Quando si sale e ci si avvicina al cratere si sentono sibili e boati davvero impressionanti. Lava, la nostra fedele guida ci racconta tante leggende del suo “fratello” Yasur!
Arrivati in cima guardiamo dentro, ed ecco che dopo l’ennesimo potente boato schizzano verso il cielo lapilli incandescenti che contrastano con il bianco vapore. Un’emozione unica!
Sotto i tuoi piedi senti che la terra è viva e respira, parla dall’interno, un cuore di lava illumina la sera…  siamo così piccoli…

Pietre di fuoco si scagliano con violenza contro le pareti, una forza che solo la Natura può avere. Il rumore delle eruzioni è fortissimo e continuo. È una sensazione unica al mondo!”

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