12 marzo Baños (ECUADOR)

Il centro è dominato dalla Basilica de Nuestra Señora de Agua Santa, proprio alla Vergine dell’Acqua Santa sono attribuiti molti miracoli della zona. Le antiche ed impolverate navate sono adornate di grandi quadri raffiguranti voti e grazie ricevute sin dal 1700…

Giriamo in lungo ed in largo e sentiamo questa città sempre più nostra!

13 marzo Quito (ECUADOR)

Oggi ritorniamo a Quito, lasciamo alle spalle questo paesaggio amazzonico e torniamo nella storia coloniale in tre ore di bus.

Il terminal Centrale è strapieno di persone e fatichiamo non poco a prendere un “trolebus” per il centro…. Alla fine, stipati come le sardine, raggiungiamo Plaza Santo Domingo ed il nostro hotel.

Lasciamo tutto e ci tuffiamo nella capitale ecuadoriana!

Seduto sulle antiche panche del Monastero de San Francisco, mi guardavo intorno: qualche sparuto turista si affacciava incuriosito, alcune vecchie signore in abiti tradizionali erano inginocchiate con gli occhi chiusi rivolte verso quel Gesù così scuro e stanco…
Quante milioni di preghiere, desideri e richieste avrà ascoltato in questi 500 anni… di nuovo mi sento così piccolo…

Continuiamo il nostro giro passando per la Chiesa de la Merced, la Compañia de Jesus fino alla Cattedrale.

Non siamo molto lontani da Mariscal Sucre, la parte moderna di Quito e guidati dalla nostra Lonely Planet, a piedi, piano piano ci arriviamo!

Troviamo una città completamente diversa da quella che siamo abituati a conoscere. Le antiche costruzioni coloniali sono sostituite da grandi palazzi moderni; al posto dei “mercadi” di frutta e verdura ci sono numerose bancarelle attentamente numerate che vendono ogni sorta di souvenirs; non ci sono le tiendas per la comida o l’almuerzo ma KFC e McDonald’s; non i tozzi locali ma gruppi di meticci che ti invitano ad entrare nei loro Karaoke Bars…
Un po’ delusi da questa strana globalizzazione, in trolebus rientriamo in hotel!

Passiamo la serata in uno dei quartieri più caratteristici e carini di Quito: La Ronda, accanto alla suggestiva Plaza de Santo Domingo, una via lungo la quale sono allineate bellissime case d’epoca coloniale…

14 marzo Quito (ECUADOR)

Dopo una regale colazione presso la “Cafeteria Modelo”, vicino Plaza de Indipendencia, come due “quiteños”, ci dirigiamo al terminal dei bus, diretti alla “Mitad del Mundo”.


Vicino alla cittadina di San Antonio, 22 km nord di Quito, questo è il luogo in cui nel 1736, la spedizione guidata da Charles-Marie de la Condamine, effettuò le misurazioni che dimostrarono che questo era effettivamente l’equatore: latitudine 00° 00’.

Ritornati a Quito ci fermiamo a visitare il Museo Numismatico che raccoglie monete dal 1700, particolarmente interessante considerando che dal 2000 anche l’Ecuador ha cominciato ad usare il dollaro americano come moneta nazionale.

[Stefy]: “Rientriamo in albergo ma passando attraverso il Mercado Amador dove venivano venduti tanti prodotti naturali provenienti dall’Amazzonia… c’erano larve e lumache giganti, mai viste prima d’allora!

 
Ricorderò per sempre questi luoghi ricchi di storia e di mistero, la sua gente colorata e cordiale, il musetto dolcissimo degli alpaca, il poncho suizo in Ecuador ed il pisco sour in Perù e Bolivia; i mercati chiassosi, la nausea a Nazca, lo stupore nei Salares, la fatica a Machu Picchu, tutti i sorrisi ricevuti, le guance cicciotte dei bimbi, le trecce delle donne, i loro gonnellini, la quinoa, le 100 zuppe di asparagi!”

14 marzo Quito (ECUADOR)

[Stefy]: “Usciamo per far colazione quando la maggior parte dei negozi sono ancora chiusi.
Amo andare in giro la mattina presto, vedere le botteghe che scorrono le serrande, i bimbi assonnati che vanno a scuola, il profumo del pane appena sfornato.
Andiamo nella nostra solita caffetteria ed ordiniamo il solito: succo d’arancia, croissant con burro, uova strapazzate, caffè ed un dolce della casa. Ci rilassiamo e ci godiamo il via vai dalla finestra.

Ci immergiamo nel mercato di San Francisco, molte donne mi chiedevano di essere fotografate ed erano contente quando si rivedevano nel piccolo schermo!

Si sente l’aria sudamericana, tutti i negozietti mettono musica e la gente è sorridente e gioiosa.
Passiamo tra teste di maiale al forno, zamponi di mucca, frutta, verdura e fiori.

Visitiamo il Palacio del Gobierno, vediamo le sale dove avvengono gli eventi principali, la balconata da dove si affaccia il Capo dello Stato il lunedì mattina per il cambio della guardia, la sala con i dipinti di tutti i presidenti della storia dell’Ecuador, tutto molto interessante!

Seduti nella piazza centrale ci godiamo queste ultime immagini della vita quotidiana quiteña scorrerci davanti…
Veniamo fermati da vari studenti per delle interviste in inglese e da gruppi di ragazzi di un corso di fotografia per foto a distanza millimetrica…

Ultime scene di vita in Ecuador… nel pomeriggio abbiamo il lungo volo che ci porterà a casa!”

Gracias Ecuador
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