08 marzo Quito (ECUADOR)

[Stefy]: “Atterriamo all’una e quaranta di notte a Quito da Lima.

La famigliola che ci ospiterà ci viene addirittura a prendere in aeroporto nonostante l’ora!


Arriviamo a casa loro alle 03.20 del mattino ed Edmundo, che parla perfettamente italiano, ci propone di trascorrere la giornata successiva tutti assieme… potremmo andare ad Otavalo!

Accettiamo di buon grado… partenza alle 07.30! Quattro ore dopo!"

 

09 marzo Quito (ECUADOR)

[Stefy]: “Otavalo è famosa per il suo mercato di artigianato… dista due ore di auto verso nord e per strada raccattiamo anche Ryan, un ragazzo americano che era stato loro ospite un mese prima e che ora lavorava, come volontario, in una fattoria nella provincia di Iribarra.

Il mercato è molto caratteristico e ci perdiamo tra le colorate bancarelle di tessuti e maschere intagliate.

Come una gita rilassante in famiglia raggiungiamo il lago Cuicocha: tranquillo, sereno e all’interno di una riserva naturale. La giornata è calda e le nuvole attorno alle montagne creano una cornice perfetta…

Edmundo ci invita a pranzo in un ristorantino tipico ed assaggiamo uno dei piatti nazionali: la fritada, ossia un composto di pezzettini di maiale fritto, patate, mais e platano. Ottimo.

Nel tardo pomeriggio, lasciato Ryan nella sua fattoria (verso il confine con la Colombia), ritorniamo a Quito dove concluderemo questa deliziosa giornata con una carbonara italiana preparata per ringraziare Edmundo, Jimena ed il piccolo Josè Luis!”

10 marzo Quito (ECUADOR)

[Stefy]: “Oggi sveglia senza orario!

Dopo così tanti giorni ne avevamo proprio bisogno!

In 15 minuti di bus raggiungiamo Playon de la Marin e da lì il centro storico di Quito.

Nella Plaza de Indipendencia veniamo attirati dall’armonia di una banda musicale, ci avviciniamo ed assistiamo al cambio della guardia dinanzi al Palacio del Gobierno con tanto di Presidente della Repubblica che salutava dalla propria terrazza!

Gironzolando finiamo in uno dei tanti ristorantini per locali e con due dollari e mezzo mangiamo una zuppa, pollo al sugo con verdure e riso e papaia…

Una signora ci mostra un’ottima “fruteria” “Jugos de la Sucre” alle spalle della Iglesia de la Compañia de Jesus dove mangiamo un’ottima macedonia e vari succhi naturali di carote e arance.
Ecco perché amiamo lasciarci guidare dalla gente del luogo. Solo così puoi conoscere davvero un posto!

Giriamo tutto il giorno senza meta, ci fermiamo dove ci va e ci gustiamo questa città dal fascino coloniale, dai palazzi color pastello e dalla gente disponibile e sorridente.”

11 marzo Baños (ECUADOR)

La sveglia suona molto presto da Jimena, sono le 05.25 ma è il prezzo da pagare se vuoi vivere in un’area tranquilla nella periferia della capitale e lavorare in centro!

La giornata è un po’ uggiosa e Quito, coperta da una leggera nebbiolina, ci appare ancora più tenebrosa!

Tre ore di bus verso sud attraversando passi di montagna fino a 3100 metri ci portano in questa piccola cittadina non lontana dalla foresta amazzonica dove trascorreremo qualche giorno di relax.

Baños è una cittadina di circa 18000 anime situata in una posizione idilliaca in una vallata dalla lussureggiante vegetazione sulle pendici del vulcano Tungurahua (5016 metri) che agli inizi degli anni 2000 ha spaventato così tanto i suoi abitanti per l’improvviso surriscaldamento che lasciava temere un’imminente eruzione!

[Stefy]: “Comincia il nostro tour eno-gastronomico… gironzoliamo per la città ed ogni scusa è buona per entrare nelle varie botteghe e assaggiare tante delizie fino alla famosa “alcochas”, una caramella mou il cui impasto viene ammorbidito e impastato mentre è appeso ad un chiodo di legno fuori dal negozio, molto caratteristico.

La Lonely Planet ci consiglia di fare un salto al “Ponche Suizo”, una bevanda al sapore di zabaglione la cui ricetta è conservata segretamente dal nonno del proprietario sin dal 1952…. Ottimo.
Più tardi vorremmo rilassarci nelle terme cittadine….vedremo.”

 

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