18 febbraio Arequipa (PERU')

In venti minuti a piedi raggiungiamo il Mirador de Hyanahuara. Da qui si gode di una sublime vista del vulcano “El Misti”, alto 5822 metri, simile al Monte Fuji, è davvero impressionante, domina l’intera scena e ti mette timore!

Monastero de Santa Catalina. Un’enorme monastero delle suore domenicane, molto antico ed ancora in funzione. Sono suore di clausura ma che, per far fronte ai grossi costi di manutenzione del monastero, hanno deciso di aprire un’area al pubblico!
La nostra guida ci racconta numerosi aneddoti e storie del passato, molto appassionante; allora le secondogenite femmine delle famiglie nobili venivano inviate in questi luoghi di clausura accompagnate da una serva e da una ricca dote; avere una figlia in convento era un simbolo di grande vanto per la famiglia.

Museo Andino. Viene raccontata la storia degli antichi Inca e delle loro tradizioni attraverso il ritrovamento di diversi corpi di bambini/e donati agli dei.
La più famosa, anche perché meglio conservata, è Juanita, una bambina che nel 1450 circa fu sacrificata ed il cui corpo ritrovato nel 1995 da un’equipe di studiosi statunitensi.

Non lontano c’è il Mercado de San Camilo: si vendeva di tutto, persino enormi sacchi di foglie di coca! L’area dedicata alla frutta è un’esplosione di colori, impressionante quella della carne!

Continuiamo a girovagare tra l’Iglesia de la Compañia, la Plaza de Armas e la Cattedrale per tutto il giorno ma è ora di rientrare, domani ci attende una sveglia alle 03.30!

"Quando vivi in un luogo a lungo, diventi cieco perché non osservi più nulla. Io viaggio per non diventare cieco".

- Josef Koudelka -

19 febbraio Chivay (PERU')

[Stefy]: “Partiamo all’alba diretti a Chivay! Verso le cinque comincia ad albeggiare proprio mentre attraversiamo il Passo Patapampa (4910 metri). Lungo la strada abbiamo visto numerosi alpaca dal sorriso dolcissimo e dal pelo così morbido che sembrava cotone.

In mattinata entriamo nella Riserva del Colca dopo varie peripezie con il nostro bus che in più di un’occasione è rimasto bloccato sul difficile sterrato della Riserva.

Facciamo un trekking di circa 40 minuti durante il quale abbiamo visto paesaggi stupendi. Numerosi miradores dove lo sguardo si tuffava nei vari canyon e precipizi…
I primi segni del mal di montagna: cerchio alla testa, fiato corto e nausea…
Arrivati alla Cruz del Condor comincia l’attesa! Il sole è fortissimo, fa molto caldo e dopo due ore non riusciamo a vederne neppure uno, d’altronde la natura è così, è imprevedibile e non si può comandare.

Ripartiamo e dopo un paio di ore raggiungiamo la nostra meta: Chivay!
Lasciamo gli zaini in albergo e ci rechiamo direttamente alle terme; fuori c’è un po’ di vento, l’aria è fresca ma una volta messo il costume ci tuffiamo in quelle acque sulfuree!

Nella piazza del paesino la festa di carnevale procede alla grande, gruppetti di donne colorate giravano attorno a tre alberi suonando e cantando allegre canzoni; in una via adiacente, donne dalle lunghe trecce e dai gonnellini ampi, cuocevano e vendevano erbe dai fiorellini bianchi simili a camomilla.”

20 febbraio Puno (PERU')

[Stefy]:”Oggi ripassiamo per il Passo Patapampa, una volta in cima ci fermiamo per qualche foto. Ogni piccolo movimento deve essere fatto con calma, anche un piccolo sforzo può farti girare la testa e battere forte il cuore.
I paesaggi che vediamo sono stupendi e noi incantati ad ammirarli!

Nel primo pomeriggio giungiamo nella festosa e colorata Puno.
Anche qui il carnevale è molto sentito, davanti alla Cattedrale sono sedute donnone con grosse gonne e bombetta sul capo, osservano la piazza antistante e poco dopo capiamo il perché… da lontano arriva una banda musicale e una sfilata di coppie in costumi locali ballando molto animatamente.

Percorriamo calle Lima, la via principale, tra ragazzi in maschera e guerre di schiuma da barba per raggiungere il super mercato centrale e fare un po’ di provviste da regalare alle famiglie che ci ospiteranno nei prossimi giorni nelle isolette del Lago Titicaca.”

21 febbraio Isla Amantani (PERU')

Ci imbarchiamo su di un battello peruviano sul meraviglioso lago Titicaca.
E’ immenso e maestoso e spesso ti dà l’impressione di navigare su un mare azzurro, qui l’inquinamento quasi non esiste.

Ci fermiamo prima all’isola Uros. E’ un insieme di isolette galleggianti create artificialmente; il capo villaggio ci illustra come vengono realizzate, come si svolge la vita e la manutenzione di cui necessitano.

Ripartiamo e solo dopo tre ore arriviamo ad Amantanì, l’isola maggiore, quella in cui passeremo questa notte! Al molo ci vengono incontro i rappresentanti della comunità Colquecachi, Irma e Silvestre ci ospiteranno e ci danno, ben presto, il benvenuto con un ottimo pranzetto a base di zuppa di verdure locali, un piatto di formaggio fritto e riso ed un mate di una spezia non ben identificata.

[Stefy]: “Nel pomeriggio, nella piazza principale, forse l’unica, incontriamo Fiorenzo, la nostra guida, e tutti gli altri compagni di viaggio pronti per raggiungere la sommità del Pachamama e godere di questo meraviglioso tramonto sul lago Titicaca e sulle isole circostanti.

La sera è stato un momento molto bello ed intimo; Cinzia ed io abbiamo aiutato Irma a sbucciare le fave e a preparare la nostra cena… ma questo momento di serenità dura poco perché, manco il tempo di finire di mangiare che, Irma ci chiama per la vestizione con gli abiti tradizionali.

Ci fa indossare prima una gonna, poi un’altra, poi stringe tutto con una cintura strettissima, poi ci dà una camicia bianca con disegni colorati sul colletto e per completare l’opera: un lungo scialle nero!

Gli uomini: un semplice poncho!Ci riuniamo nuovamente nella stessa piazzetta del pomeriggio per ballare e divertirci tutti insieme in grande armonia… ma non troppo, in fondo siamo sempre a 4000 metri di altezza!

Sulla strada del ritorno ci siamo fermati a guardare le stelle, non ci sono parole, il cielo sembrava avvicinarsi pian piano per mostrare tutte le sue bellezze! Notte.”

 
   
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